PlayStation

The Last of Us 2 demolito su Metacritic: la libertà di parola non è per tutti

Oggi è il giorno di The Last of Us 2. L’attesissimo videogame di Naughy Dog è finalmente disponibile e, anche se alcuni ci stanno già giocando da ieri, il D1 ufficiale ha sempre un sapore speciale, sopratutto considerando che parliamo di uno dei giochi che ha ricevuto i voti più alti nell’intera industria. I 10/10 non sono mancati (anche nella nostra recensione) e i prossimi giorni si prospettano densi di emozioni per i videogiocatori. Uno strumento spesso utilizzato per capire la qualità di un gioco è anche Metacritic che, pur con le sue imperfezioni, ci permette a colpo d’occhio di capire se parliamo di un gioco valido o di uno pessimo.

La media del gioco, al momento della scrittura, è di 95. The Last of Us 2 è il terzo gioco PS4 con il voto più alto su Metacritic, dietro solo a Red Dead Redemption 2 e GTA 5, e a pari merito con Persona 5 Royale e The Last of Us Remastered. Aprendo la pagina dedicata al gioco, però, possiamo notare una cosa strana: il voto degli utenti è 3.3.

the last of us 2 metacritic

Considerando che molti giocatori non hanno ancora in mano il videogame e che, in ogni caso, non avrebbero avuto il tempo di provarlo in modo approfondito, è chiaro che non si tratta di vere recensioni. The Last of Us 2 è stato vittima dell’ennesimo caso di review bombing. Non è la prima volta che accade: un caso emblematico è quanto avvenuto lo scorso anno con Metro Exodus. In tale situazione, però, il review bombing è stato sfruttato dai giocatori per dimostrare il proprio dissenso nei confronti della decisione del publisher di spostare il gioco da Steam all’Epic Games Store, non molto prima dell’uscita. Pur trattandosi di un metodo che danneggia più gli sviluppatori che altri, in tale situazione vi era un motivo.

The Last of Us 2, invece, è stato attaccato per partito preso per le sue tematiche, prima ancora che avesse la possibilità di mostrare ai giocatori il come tali tematiche siano state affrontate. Al di là delle specifiche critiche, che lasciano il tempo che trovano, questa situazione fa riflettere su quanto uno strumento come Metacritic, che dovrebbe aiutare il giocatore a capire se un videogame sia più o meno adatto a lui, diventa solo uno strumento di protesta decerebrata.

Spesso, inoltre, questi spazi sociali vengono sfruttati per abbassare un videogioco, che vuole essere una “pura” forma di intrattenimento, a una dichiarazione politica. Quanto avvenuto con Alanah Pearce, giornalista minacciata di morte e stupro, è un chiaro esempio di quanto la tossicità degli utenti stia danneggiando il mercato.

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