Approfondimento

The Witcher 4, cosa ci aspettiamo dal nuovo capitolo

Dopo il risanamento dei rapporti e i nuovi accordi tra CD Projekt RED e lo scrittore Andrzej Sapkowski, autore dei romanzi di The Witcher, tutti noi abbiamo avuto il sentore che un nuovo capitolo fosse finalmente più probabile. È infatti recente la notizia di un episodio inedito di The Witcher a cui lo studio si dedicherà a seguito dei lavori su Cyberpunk 2077. Non è nemmeno così scontato possa intitolarsi proprio The Witcher 4; al momento la compagnia polacca non ha rilasciato molti dettagli. A tal proposito abbiamo quindi pensato di dedicare un articolo sul futuro titolo del franchise e fare un po’ il punto della situazione: cosa dobbiamo aspettarci e cosa vorremmo da un ipotetico The Witcher 4? Mettetevi comodi e gustatevi un buon vino proveniente da Toussaint. Vi illustreremo tutto nel dettaglio.

The Witcher 4 e Geralt di Rivia

Uno dei primi elementi da tenere in considerazione riguarda l’eventuale presenza del noto protagonista dell’epopea di The Witcher, Geralt di Rivia. In questa nuova avventura ‒  provvista o meno del tocco di Sapkowski ‒ è altamente probabile che non prenderemo il controllo dello strigo che tanto abbiamo imparato ad amare nelle tre trasposizioni videoludiche del brand (nonché nei romanzi e nella serie TV). Questo perché il racconto di Geralt ben si chiude nel terzo capitolo; risulterebbe di sicuro una forzatura, rovinando l’equilibrio perfetto instaurato nei rispettivi giochi.

Sorge spontanea allora la domanda: chi sarà il/la nuovo/a protagonista di The Witcher 4? Non è per niente facile trarre a conclusioni. Un personaggio totalmente inedito potrebbe rivelarsi un vero e proprio azzardo, per quanto coraggiosa come mossa. Ormai è infatti spontaneo associare la figura di Geralt a The Witcher, ma soprattutto verrebbe davvero difficile affezionarsi ad un nuovo protagonista, specie se totalmente sconosciuto.

The Witcher

Le alternative secondo noi potrebbero essere due: Cirilla Fiona Elen Riannon, o semplicemente Ciri, che i fan di The Witcher hanno imparato ad amare e con cui si è comunque creata una certa empatia; oppure un personaggio creato da zero, tipico dei GDR più tradizionali. In entrambi i casi non sarebbe invece da escludere la presenza di Geralt come una sorta di mentore, sebbene con Ciri abbia molto più senso. Di sicuro CD Projekt RED potrebbe in ogni caso inserire una marea di riferimenti e citazioni riguardanti la splendida trilogia, a prescindere da chi sia il protagonista.

Chiaramente sono supposizioni, però parrebbero i due scenari più plausibili, ma nulla vieta allo studio polacco di sorprenderci. La vera sfida sarà riuscire a replicare quanto di buono fatto con Geralt che è rimasto nel cuore di tutti noi proprio grazie al suo immenso carisma, nonostante in The Witcher le scelte vengano indotte dal videogiocatore.

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Open world e gameplay

Passiamo ora all’aspetto decisamente più interessante, ovvero il comparto ludico. Il gioco si chiamerà probabilmente The Witcher 4, ergo sarà ambientato nel mondo che tanto abbiamo calpestato, sia a piedi che con la fidata Rutilia/Roach, e molto probabilmente potrebbe basarsi sull’universo narrativo che conosciamo. Difficile poter prevedere cosa CD Projekt RED deciderà trattare nella sua prossima avventura, ma vien difficile supporre che possano creare un mondo completamente da zero con nuovi regni, regole e casate.

Ovvio che ci saranno nuove ambientazioni e svariate novità, ma è più facile che vadano ad estendere quello che già esiste piuttosto che ripartire da zero. Così non dovesse essere, vorrà dire che il team polacco ha seriamente intenzione non solo di fare le cose in grande, ma di strafare completamente. Eppure, il mondo di The Witcher è quello; sarebbe un po’ come uno Zelda non ambientato ad Hyrule (e Nintendo lo ha fatto, in più di un’occasione, ma sono stati comunque casi).

Quello che vorremmo dall’eventuale The Witcher 4, al di là delle varie scelte, è un open world a tutto tondo, non suddiviso a macroaree. Qualcosa che renda ancor più appagante e viva l’esplorazione; cosa assai probabile visto che le nuove tecnologie della next gen potranno permettere molto di più. Niente confini invalicabili, ma un mondo vivo e pulsante che faccia sentire tutta l’ebbrezza dell’universo di The Witcher, senza alcun vincolo. Intendiamoci, nel terzo capitolo lo studio polacco ha sfoggiato un comparto artistico mastodontico, tecnicamente ancora oggi spaventoso, ineccepibile per la cura e la qualità dei dettagli, dei colori, dando vita e lustro ad ogni regno.

Immaginate ora tutta quella qualità in qualcosa di più esteso, intenso e che faccia provare più forte la sensazione di sentirsi in un mondo vasto e sconfinato. Non per altro, nemmeno in The Witcher III si avvertiva questa sensazione; perlomeno non sempre. Se poi CD Projekt RED dovesse far tesoro di quanto buono implementato da due capolavori come Breath of the Wild e Red Dead Redemption 2, rendendo le interazioni col mondo di gioco più reali e tangibili, senza che siano tremila icone sulla mappa a guidarci, bensì il puro spirito avventuriero, allora The Witcher 4 potrebbe rivelarsi veramente un’esperienza definitiva.

Dopotutto le opere di Nintendo e Rockstar hanno rispettivamente riscritto le regole degli open world; quello che nel 2015 andava bene potrebbe non valere tra due o tre anni, per cui pensiamo sia altamente necessario seguire i sentieri già battuti dalle due software house succitate, aggiungendo poi diverse novità e migliorie. A meno che i polacchi di CD Projekt non abbiano persino in mente di stravolgere ulteriormente tutto. Questo rimane però uno scenario molto più utopico da considerare, ma è altrettanto vero che da loro è ormai possibile aspettarsi qualsiasi cosa.

Con un mondo di gioco vivo e interattivo, un’estensione maggiore della mappa non più suddivisa a macroaree, quello che davvero occorre a The Witcher 4 è un miglioramento delle meccaniche e delle animazioni, sia durante il gioco che nelle scene di intermezzo. Nonostante un racconto scritto divinamente e momenti davvero intensi, nell’ultimo capitolo delle avventure di Geralt di Rivia la stragrande maggioranza dei dialoghi e delle cutscene si avvale di situazioni molto statiche. Vorremmo quindi che il team di sviluppo evolva tale aspetto e crediamo che questo sia uno degli elementi più sicuri e prevedibili per permettere alla qualità narrativa e registica di CD Projekt di esplodere in tutto il suo reale splendore; e la prossima generazione potrà permetterlo.

Stesso dicasi per il combat system che merita una dinamicità maggiore, miglior gestione delle collisioni e del feedback dei colpi, nonché una fluidità più marcata; ovviamente senza andare a sminuire la componente ruolistica della produzione. A noi piacerebbe che, al contrario, venisse ancor più estesa, incrementando la vena strategica nel prossimo episodio, rimarcando meno su ‘attacco-schivata’ che non è forse il modo più corretto di giocare The Witcher, ma è altresì vero che il gioco stesso stimoli ben poco a sfruttare tutte le sue possibilità, se non alla difficoltà ‘marcia della morte’.

Ricreare un maggior equilibrio tra comparto action e GDR ci sembra il sentiero giusto da perseguire; d’altro canto supponiamo anche che per renderlo appetibile ad una fetta di pubblico ancor più ampia possa essere presa seriamente in considerazione l’ipotesi di sacrificare ulteriormente la parte ruolistica del brand.

Tirando le somme

Non sappiamo ancora quando l’eventuale The Witcher 4 possa approdare sulle console di prossima generazione. Di sicuro ci vorrà ancora molto tempo: qualora sia stata già stesa una sceneggiatura, i lavori sul gioco inizieranno comunque dopo l’uscita di Cyberpunk 2077. Per dar vita ad un prodotto di tali dimensioni e carico di aspettative come il prossimo The Witcher 4 è necessario prendersi tutto il tempo possibile per svolgere un lavoro meticoloso. In questo articolo abbiamo quindi tirato in ballo nostre supposizioni, concatenando quello che vorremmo a ciò che davvero risulterebbe plausibile nella prossima epopea di CD Projekt RED.

Per ora dobbiamo solamente attendere ulteriori dettagli dalla compagnia polacca, ma quasi sicuramente non riveleranno (né tantomeno sveleranno) nulla fino al prossimo anno. D’altronde devono concentrarsi totalmente sulla prossima storia da raccontare, ambientata in quel di Night City che vedrà luce tra alcuni mesi sull’attuale (e nuova) generazione, presumibilmente candidata come GOTY 2020; perlomeno stando alle forti aspettative. Fino ad allora non ci resta che sognare come possa essere The Witcher 4 e gioire sul fatto che finalmente un nuovo capitolo non sia più utopia, bensì realtà.

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