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Immagine di Until Dawn Remake, la paura non cambia | Recensione
Recensione
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Until Dawn Remake, la paura non cambia | Recensione

La nostra recensione del Remake di Until Dawn, gioco horror narrativo basato sulle scelte uscito originariamente nel 2015.

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Avatar di Giulia Serena

a cura di Giulia Serena

Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 07/10/2024 alle 10:07
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  • Pro
    • Rimane una delle migliori esperienze horror narrative sul mercato
    • Miglioramento grafico e tecnico
  • Contro
    • Ancora non tecnicamente perfetto
    • Poche aggiunte che non valgono la pena per chi ha già giocato l'originale

Il verdetto di Tom's Hardware

7.5
Il remake di Until Dawn presenta un aggiornamento grafico solido, con miglioramenti visibili nel comparto visivo e qualche piccola aggiunta narrativa. Parliamo, però, di un'esperienza ancora tecnicamente non perfetta e con dei cambiamenti che non sono sufficienti a giustificare il prezzo di 70 euro, specialmente per chi ha già giocato il titolo originale. Sebbene la nuova versione riesca, infatti, a offrire un'esperienza avvincente per i neofiti del gioco, per coloro che hanno già vissuto la vicenda dello sfortunato gruppo di amici le poche differenze rispetto al capitolo del 2015 rendono difficile considerarlo un acquisto imprescindibile. Insomma: se cercate un buon horror narrativo e non avete mai provato Until Dawn questo remake potrebbe fare al caso vostro; altrimenti, potrebbe essere meglio aspettare un'offerta.

Informazioni sul prodotto

Negli ultimi anni l’industria dei videogiochi ha visto un’esplosione di remake ma, senza dubbio, nessuna azienda ha abbracciato questa tendenza tanto quanto Sony. Dopo titoli come The Last of Us e Ratchet & Clank, ora è il turno di Until Dawn di ricevere un remake dopo appena 9 anni dal suo rilascio originale.

La domanda che, quindi, sorge spontaneo porsi è: vale la pena spendere 70 euro per il remake di un gioco che non è invecchiato poi così male e che ha ben poche differenze con l'originale? Cercherò di fornirvi tutte le informazioni per giungere alla risposta in questa recensione.

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Rinnovato, ma non perfetto

Uno dei cambiamenti più evidenti nel remake di Until Dawn è il miglioramento grafico. Ora alimentato da Unreal Engine 5 e sviluppato da Ballistic Moon (invece che dai creatori originali, Supermassive Games), il remake offre una migliore illuminazione, modelli dei personaggi più dettagliati e animazioni migliorate. Il gioco gira anche in modo più fluido rispetto al predecessore, ma non stiamo parlando comunque di un'esperienza perfetta: i cali di frame rate ci sono ancora così come qualche bug, e durante la mia partita mi è persino capitato un crash totale - dove fortunatamente ho perso solo qualche secondo di gioco -.

Insomma, nonostante i miglioramenti grafici siano evidenti, il comparto tecnico non è stato limato completamente, lasciando ancora qualche neo in un'esperienza che non dovrebbe decisamente averne visto il suo focus sull'immersività. 

Immagine id 36744

Un aspetto in cui il remake, però, fa centro è il miglioramento delle scene di morte e della componente gore. Ballistic Moon ha, infatti, alzato il livello di violenza, con morti più grafiche e dettagliate rispetto all'originale, un dettaglio che potrebbe piacere agli appassionati di horror in cerca di vera brutalità; d'altra parte, se siete più sensibili potete scegliere di rendere il gioco meno graficamente violento nelle impostazioni, una possibilità molto apprezzabile per dare la possibilità a tutti di godere appieno dell'esperienza.

Vita o morte dipende da te

La trama, invece, è pressoché la stessa: ci troviamo a controllare un gruppo di amici che, un anno dopo una tragedia avvenuta a causa di uno scherzo di cattivo gusto, tornano nel rifugio di montagna della famiglia delle vittime per aiutare il loro fratello a superare il trauma della perdita. Al loro ritorno, però, un assassino psicopatico inizia a tormentare il gruppo, e spetta a noi guidare le scelte e le azioni dei personaggi per cercare di farne sopravvivere il più possibile fino all'alba.

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Avrete, quindi, a che fare con svariati elementi tipici del genere horror come jumpscare, killer misteriosi, minacce soprannaturali e trappole in stile Saw l'Enigmista. Le decisioni che prendiamo e la nostra capacità di eseguire correttamente i quick time event influenzeranno drasticamente il destino dei personaggi, con diversi finali possibili in base alla nostra bravura nel salvarli o meno. Tra un capitolo e l'altro vi sono poi i dialoghi con il Dr. Hill, uno psicologo che ci porrà delle domande esistenziali per cercare di esplorare la nostra psiche. 

Una delle qualità principali dell'opera rispetto ad altre dello stesso genere è la sua capacità di riuscire a mantenere un ritmo avvincente grazie ai continui colpi di scena e ai cambi di personaggi, rendendo l’esperienza coinvolgente fino alla fine e alternando un tono serio e ansiogeno con uno più frivolo e quasi comico dovuto alla gioventù dei protagonisti, facendola sentire come un classico film horror. 

Tornando alle novità del remake, a livello di narrazione ci sono delle aggiunte minori da segnalare: il prologo è stato leggermente ampliato, offrendo più profondità al tragico retroscena. Inoltre, sono state aggiunte nuove aree esplorabili e nuovi appunti da scoprire, anche se non alterano significativamente l'esperienza di gioco, offrendo solamente più lore sul gioco. L'innovazione più intrigante è rappresentata da un paio di nuovi finali, ma questi sono brevi e decisamente non vale la pena rigiocare il titolo solo per vederli.

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Nonostante questi cambiamenti, infatti, è evidente che il remake di Until Dawn sia molto simile all'originale sia nella forma che nella sostanza. Per i nuovi giocatori l'esperienza potrebbe sembrare fresca, ma per chi ha già vissuto la storia del gruppo nell'originale non ci sono molte novità da scoprire oltre al miglioramento grafico e a qualche piccola aggiunta.

Il problema del prezzo

Il problema più grande del remake di Until Dawn è, senza dubbio, il prezzo di 70 euro. Per un gioco che è essenzialmente un aggiornamento grafico con poche modifiche in molti potrebbero trovare difficile giustificare un investimento così elevato, soprattutto se confrontato con altri remake che offrono revisioni più sostanziali. Per chi non ha mai giocato l'originale, dunque, il titolo potrebbe valere la pena, ma chi ha già vissuto l'esperienza uscita nel 2015 i miglioramenti visivi e le poche aggiunte narrative non sono sufficienti a giustificare un secondo acquisto.

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Insomma, Until Dawn rimane ancora oggi uno dei migliori giochi horror basati su scelte narrative sul mercato, e per chi lo gioca per la prima volta offre un’esperienza estremamente coinvolgente, piena di tensione e decisioni cruciali. Tuttavia, per tutti gli altri, il prezzo è a dir poco difficile da accettare.

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