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I migliori videgiochi amarcord dedicati a Indiana Jones

Un’avventura è per sempre, soprattutto se abbiamo avuto la fortuna di vedere sin dalla loro prima uscita tutti i film dedicati e di giocare i titoli dedicati a questo eroe che ha fatto breccia nei nostri cuori non per la sua potenza fisica o violenza, ma per la sua empatia con il pubblico, per la sua intelligenza e astuzia. In attesa del nuovo lavoro che uscirà dalle fucine di Bethesda, vi elenchiamo i migliori giochi da recuperare, o semplicemente da ricordare insieme a noi, dedicati all’archeologo più famoso della storia del cinema. A oltre dieci anni dall’ultima apparizione infatti, Indiana Jones torna a farci sognare: nato dalle menti di George Lucas e Steven Spielberg, nonché interpretato al cinema da Harrison Ford, questo personaggio torna in un nuovo videogame realizzato a quattro mani da Bethesda e MachineGames. Non state nella pelle e volete saperne di più? Non siamo qui per discutere di come potrà svilupparsi la nuova storia nel dettaglio, ma possiamo sicuramente riproporre una breve lista di videogiochi meritevoli di essere rispolverati.

I migliori videogiochi dedicati a Indiana Jones

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Indiana Jones and the Last Crusade: The Graphic Adventure (1989)

Indiana Jones and the Last Crusade è stata una delle avventure più innovative delle avventure di LucasArts, in grado di ampliare la tradizionale struttura includendo un sistema di punti flessibile: il cosiddetto IQ, o “Indy Quotient”, assonante al più noto IQ (quoziente intellettuale). Era possibile completare il gioco in diversi modi. L’unico modo per raggiungere l’IQ massimo di 800 era trovare soluzioni alternative ai rompicapi, come combattere una guardia invece di evitarla. Inoltre, questo sistema di punteggio ha consentito al gioco di attirare tanti tipi una varietà di tipi di giocatori.

Una replica del diario del Graal di Henry Jones è stata inclusa nelle versioni precedenti del gioco e, pur essendo molto diversa dalla versione del film, ha fornito una raccolta di informazioni di base e molto interessanti sulla gioventù di Indy e sulla vita di Henry. Il diario era anche necessario per risolvere gli enigmi verso la fine del gioco, soprattutto per identificare il vero Graal. A differenza di questo titolo, le versioni successive del gioco hanno fornito una versione abbreviata del diario del Graal.

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L’ambientazione era molto scenografica, quasi come quella di un film, con le scene proposte in maniera molto fedele all’originale pellicola e accompagnati da enigmi e puzzle per non rendere l’esperienza banale.

Indiana Jones and the Fate of Atlantis (1992)

A differenza del precedente titolo sopracitato, questo secondo videogioco non si basa sulla trama di uno dei film di Indiana Jones, bensì su una storia originale appositamente creata per esso. Particolarità del gioco è, ad un certo punto, la possibilità di affrontare l’avventura in tre modi diversi. Fate of Atlantis ottenne un notevole successo di critica, grazie sicuramente alla sceneggiatura e ideazione di Hal Barwood (Sugarland Express e coautore di Incontri ravvicinati del terzo tipo), insieme a Noah Falstein.

Il gioco era stato lanciato in versione floppy disk, di cui se ne contavano 11 per Amiga e, nelle versioni DOS e Mac, per CD-Rom. Dal 2009 ha vissuto una seconda primavera venendo lanciato su Steam, anche per Windows e macOS, nonché da GOG.com. Il gioco è stato inoltre inserito come extra sbloccabile in Indiana Jones e il bastone dei re.

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Il gioco è ambientato nel 1939, alla vigilia della seconda guerra mondiale, quando Indiana Jones e il suo amico Marcus Brody stanno cercando una statuetta all’interno del museo del Barnett College per conto del signor Smith. Questi è in realtà Klaus Kerner, un agente del Terzo Reich interessato ad alcuni scavi risalenti a diversi anni prima in Islanda. Dunque, quando la statuetta viene trovata e aperta, al suo interno i tre scoprono la presenza di una piccola perla di metallo. Da qui comincia una serie di avventure che conducono il nostro eroe, tra amici e nemici, in diversi punti del mondo, fino a quando, ad Algeri, la trama presenta diversi percorsi possibili, dettati in base alle scelte del giocatore.

Lo stesso anno, nel 1992, uscì anche Indiana Jones and the Fate of Atlantis: The Action Game, basato sulla medesima trama, ma completamente differente come stile e genere, ed era inoltre previsto un seguito a Fate of Atlantis: Indiana Jones and the Iron Phoenix, altra avventura grafica basata su SCUMM e incentrata sulla ricerca della pietra filosofale nell’immediato dopoguerra, ma venne cancellata la produzione. Questo titolo venne invece ripreso da Dark Horse Comics come fumetto e, il 1° giugno 1992, è stata pubblicata da Dark Horse Comics una miniserie a fumetti in due numeri, e giunta in Italia nel 1993, con una trama presentante alcune differenze rispetto al videogioco.

Indiana Jones’ Greatest Adventures (1987)

Anche in questo caso, abbiamo a che fare con un platform ispirato alla trilogia cinematografica e pensato per Super Nintendo successivamente. La storia del videogioco è raccontata attraverso scene intermedie fra i vari livelli di gioco, e testo ed è abbastanza fedele alla trama dei film. La pubblicazione del videogioco coincise con quella di Super Star Wars: Return of the Jedi, anch’esso pubblicato da JVC e LucasArts.

Il gameplay di Indiana Jones’ Greatest Adventures è simile a quello di Super Star Wars e si divide in ventotto livelli, alcuni dei quali sono a piattaforme ed altri di guida. I primi dodici livelli seguono la trama del film I predatori dell’arca perduta, dal tredicesimo al ventesimo livello Il tempio maledetto ed i restanti livelli L’ultima crociata.

Indiana Jones e la tomba dell’imperatore

Questo titolo (in versione originale Indiana Jones and the Emperor’s Tomb) è un videogioco d’azione sviluppato da The Collective e pubblicato dalla LucasArts nel 2003 per Xbox, Microsoft Windows, PlayStation 2 e macOS. Il gioco è una storia originale che si svolge nel 1935, subito prima degli eventi del film Indiana Jones e il tempio maledetto; la tomba menzionata nel titolo infatti è quella del primo imperatore della Cina, Qin Shi Huang.

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Guidiamo Indiana Jones in un ambiente 3D, superando i vari livelli ambientati in varie zone del mondo, come abbiamo visto essere d’uopo in questi titoli, così come nei film. Superando trappole mortali e nemici, usando gli oggetti nell’ambiente e i suoi strumenti classici, come la frusta per lanciarsi oltre un baratro o il machete per tagliare la boscaglia, ci mettiamo alla ricerca delle reliquie nascoste nei vari livelli, affrontando anche i nemici che si parano di fronte a noi, colpendoli a mani nude o usando armi improvvisate come sedie o badili.

Indy ha una resistenza classicamente indicata dalla barra della salute, ripristinata bevendo dalla borraccia o usando Kit medici, oltre a una barra dell’ossigeno che si svuota lentamente quando è sott’acqua, ma viene riempita quando riemerge (un po’ come accadeva già nei primi titoli di Lara Croft, ad esempio).

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Le versioni Xbox e PC sono state ben accolte, elogiando il titolo per aver ricreato l’atmosfera dei film e per il gameplay ben progettato, mentre è stata maggiormente criticata la resa del comparto grafico e dei controlli. Nondimeno, sono stati osservati vari difetti audio e relativi al doppiaggio dei personaggi, eccezion fatta per quello di Indy.

LEGO Indiana Jones: Le avventure originali

Infine, non poteva mancare uno dei principali titoli che hanno fatto la storia del franchise LEGO anche nel mondo videoludico e che compare tra le più recenti produzioni dedicate a Indiana Jones. Pubblicato dalla LucasArts nel giugno 2008, racconta le vicende narrate nei primi tre film di Indiana Jones, includendo anche la modalità di gioco in coop.

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Il videogioco, come anticipato, è suddiviso in tre episodi intitolati proprio come i film iniziali della saga: I predatori dell’arca perduta, Il tempio maledetto e L’ultima crociata. Ciascuno, diviso in sei capitoli, presenta due diverse modalità con cui affrontare i capitoli: Storia e Gioco libero. Nella prima modalità, possiamo rivivere i momenti epici della saga e seguire le sue avventure nei panni dei personaggi originali della trilogia, mentre in Gioco libero si potrà giocare con qualsiasi personaggio sbloccato nei capitoli già affrontati in modalità Storia. In Gioco libero inoltre, è possibile decidere, ogni qualvolta lo desideriamo, di tornare all’Università di Barnett, il quartier generale dell’archeologo. Così, tutti i mattoncini guadagnati vengono aggiunti a quelli già posseduti prima dell’inizio del capitolo in modalità Gioco libero.

Grazie all’ottimo risultato e successo di pubblico riscosso, il gioco ha visto anche un sequel, Lego Indiana Jones 2: L’avventura continua, uscito nel novembre 2009, proprio per aver dimostrato di essere stato in grado di suscitare la nostalgia e il sentimento amarcord di chi ha nel cuore i film, ancora una volta reinterpretati nell’originale chiave di lettura offerta da LEGO, e il personaggio di Indy, un coraggioso e leale archeologo mossa da una passione così pura e travolgente di cui non possiamo non rimanerne affascinati.

Riscopriamo insieme il videogioco Strange Brigade, una storia dedicata al mondo dell’archeologia e degli enigmi da risolvere.