PlayStation

Zombie Army 4 Dead War | Anteprima, co-operativa al potere

Trovare una formula di gioco efficace e che funziona è per una software house una vera e propria sfida, un po’ come quella che è stata per gli argonauti la ricerca del vello d’oro: un’impresa tanto difficile e complessa da portare a termine quanto anche incredibilmente soddisfacente una volta compiuta. Riuscire a trovarla vuol potenzialmente dire scovare una gallina dalle uova d’oro, la pietra d’angolo su cui costruire le proprie fortune. Tra le poche case di sviluppo che sono riuscite in questa impresa una delle prime che salta in mente è sicuramente Rebellion, con la talentuosa software house britannica che ha fatto dell’essenza di Sniper Elite il proprio cavallo di battaglia. Una gran cura riservata al comparto balistico e la sublimazione dello slow-motion hanno infatti permesso allo studio di sviluppare e portare al successo non una, ma bensì ben due serie distinte. Oltre al già citato Sniper Elite, Rebellion ha infatti inserito nella propria faretra negli ultimi anni anche Zombie Army, saga nata quasi per scherzo da una costola del celebre tps e diventata ora una solida realtà. Abbiamo poco più di un mese fa avuto l’occasione di mettere anzitempo le mani sul quarto capitolo della saga, Zombie Army 4 Dead War, e, ora che è finalmente scaduto l’embargo, possiamo narrarvi le nostre impressioni su questo attesissimo titolo.

Zombie Army 4 Dead War

Zombie e nazisti

Se la Zombie Army Trilogy si basa sull’apprezzato Sniper Elite V2, Zombie Army 4 fa invece un salto in avanti e si appoggia sul quarto capitolo della celebre saga. A confluire in Dead War questa volta è però anche un terzo titolo, sempre sviluppato da Rebellion, ossia l’interessante ma sfortunato Strange Brigade. Dall’atipico co-operativo Zombie Army 4 prende diversi elementi, come le numerose trappole disseminate per i vari livelli di gioco. Capiterà infatti ad esempio di trovare nel bel mezzo di qualche dedalo una lama rotante, in cui scaraventare senza remora alcuna i diversi nemici che ci si pareranno davanti.

Nemici che, come vuole la tradizione, altro non sono che schiere di zombie e non morti nazisti, riportati in vita nientepopodimeno che da Hitler in persona per porre un freno all’avanzata degli alleati. Un gesto estremo e sconsiderato, di cui abbiamo potuto toccare con mano le conseguenze anche nei primi tre capitoli della serie, e che ha gettato il mondo nel caos, obbligandoci nuovamente a scendere nel bel bezzo del campo di battaglia.

A rendere ancora più difficile la situazione è questa volta un ventaglio decisamente variopinto di avversari, con diverse tipologie di zombie pronte a darci la caccia. Tra non morti corazzati, scattanti kamikaze e imponenti macellai, infatti, in Zombie Army 4 ci troveremo di fronte a un gran numero di agguerriti abomini che ci renderanno la vita a dir poco difficile.

Zombie Army 4 Dead War

Nonostante questi cambiamenti il feedback alla base della serie è però rimasto praticamente invariato e chiunque ha avuto l’occasione di giocare alla Zombie Army Trilogy in questo quarto capitolo si troverà subito a casa. La struttura delle missioni è infatti praticamente la medesima di sempre, con le varie sfide che ci chiederanno ripetutamente di sopravvivere a diverse ondate di zombie e di compiere tutta quella serie di attività tanto care al genere, vedi, ad esempio, la tanto inflazionata tanica di benzina da riempire per attivare qualche particolare meccanismo. Anche in Dead War torna inoltre la schermata dei punteggi a fine missione, aspetto che infonde l’opera di un’aura arcade e che concorre ad aumentare la grandissima anima co-operativa del titolo.

Zombie Army 4 Dead War, sebbene sia tranquillamente giocabile anche in solitaria, è infatti palesemente stato creato per essere giocato in compagnia di amici, con tanto di livelli e situazioni orchestrate appositamente per più giocatori. La cura riposta sotto questo aspetto da Rebellion è evidente e, grazie anche alle dinamiche situazioni di gioco, il titolo riesce a guadagnare diversi punti in più sfruttando tale peculiarità. Come punto di aggregazione e, perché no, anche di pianificazione strategica, in Dead War sono poi state introdotte delle safe room, che fanno collante tra una missione e l’altra e che permettono ai giocatori di ricaricarsi e tirare un minimo il fiato dopo qualche scontro particolarmente impegnativo.

Zombie Army 4: un elogio alla customizzazione

A conferire un quid non indifferente al titolo è inoltre la grande enfasi riposta nella personalizzazione di armi e personaggi. Sia chiaro, non stiamo parlando di qualcosa di trascendentale o di particolarmente dirompente, ma bensì di una meccanica che può potenzialmente inondare Zombie Army 4 Dead War di un’ulteriore ed apprezzata vena strategica. In ognuna delle safe room precedentemente descritte, infatti, è presente un banco di lavoro dove potremmo metterci all’opera e modificare a nostro piacimento i vari strumenti di morte a nostra disposizione. Tra miglioramenti e upgrade vari sarà quindi possibile cambiare completamente i connotati alle nostre armi, dotandole di caratteristiche uniche e infondendole anche di potenziamenti elementali. Un banale e neanche troppo potente fucile potrà quindi, ad esempio, diventare uno spara fiocine elettrico di tutto rispetto, in grado di impalare qualsivoglia nemico ci si parerà davanti.

Zombie Army 4 Dead War

Sebbene decisamente sviluppato e discretamente appagante, ma ovviamente da valutare in quanto a versatilità e ampiezza nelle fasi più avanzate di gioco, tale sistema non mira assolutamente a concorrere con quanto già visto, ad esempio, nei vari Dead Rising e non permette quindi di creare tutta quella serie di folli amenità tanto care alla saga di Capcom. La meccanica di personalizzazione di Zombie Army 4 Dead War si espande infatti decisamente in modo più verticale, concentrandosi sulla customizzazione della singola arma piuttosto che sulla creazione di un gran numero di diverse bocche da fuoco. Il che è sicuramente un pregio, in quanto concorre a mantenere un’atmosfera ed uno stile di gioco che, per quanto lungi dall’essere troppo seriosi, non scendono mai nel ridicolo o nell’eccessiva leggerezza, riuscendo anche a procurare talvolta qualcosa di più che un semplice piccolo brivido giù per la schiena.

Un mondo tetro e pauroso

Altri grandi aspetti positivi di Zombie Army 4 emersi durante la nostra prova sono infatti proprio l’atmosfera che il titolo riesce a creare e come l’opera di Rebellion riesca a ghermire nel terrore i propri giocatori. A fronte di un level design di buona fattura, per quanto basilare, la software house britannica è infatti riuscita per l’occasione ad imbastire un sistema di gioco che attanaglia i giocatori, facendoli sentire costantemente in pericolo e quasi inermi di fronte all’impressionante macchina da guerra zombie nazista. Per quanto ricco e funzionale, l’armamentario messo nelle mani dei sopravvissuti sembra non essere infatti mai abbastanza e, a rendere ancora più complessa la situazione, è inoltre la penuria dilagante di proiettili, che ci costringerà a sfruttare al meglio ogni singolo nostro colpo, onde evitare di rimanere inermi di fronte all’avanzata zombie. Anche ad un livello di difficoltà medio, infatti, il nefando esercito di non morti saprà darci più di qualche grattacapo. Proprio considerando questo significativo e non trascurabile livello di sfida, prende ancor più rilevanza la precedentemente tanto decantata cooperativa, con i giocatori che saranno chiamati a sublimare sempre più quella che è la loro sinergia, collaborando e combattendo insieme in un vertiginoso vortice di pericoli sempre maggiori e di orde sempre più numerose. Non farlo significa infatti spesso e volentieri perire, travolti dalle incessanti ondate della macchina del terrore nazista.

A mettere ancor più pepe sul tutto è inoltre la presenza del fuoco amico, una scheggia impazzita da non sottovalutare in un titolo frenetico e talvolta anche confusionario come Zombie Army 4 Dead War. Se sulla carta tale caratteristica aumenta decisamente l’immedesimazione e la verosimiglianza, alla prova dei fatti tale meccanica si rivela troppo punitiva, portandoci fin troppo spesso di fronte a qualche schermata di game over non esattamente meritata.

Zombie Army 4 Dead War

Chiosa finale su quello che è l’aspetto tecnico, con Zombie Army 4 che si è dimostrato essere un titolo solido e granitico, non mostrando mai il fianco sul piano prestazionale neanche di fronte alle più numerose orde di nemici. Qualcosa di più si poteva invece fare sull’aspetto più prettamente grafico, dove l’ultima opera di Rebellion non sorprende eccessivamente e non riesce mai a regalare qualche scenario od effetto capace di lasciare a bocca aperta.

Conclusioni

In conclusione questo breve provato di Zombie Army 4 Dead War non ci ha riservato grosse sorprese, ma ha anzi confermato le nostre aspettative. L’ultimo lavoro di Rebellion, sebbene si discosti dall’essere un semplice more of the same, va infatti a consolidare una formula di gioco ben collaudata, cementificando gli aspetti di maggior pregio del franchise e inserendo al contempo anche qualche caratteristica di grande interesse. Il tutto ci ha però dato l’idea di essere fin troppo conservativo e chiunque si aspettava dei cambiamenti radicali da questo quarto capitolo resterà purtroppo probabilmente deluso. Se da Zombie Army 4 cercate invece un’esperienza cooperativa di livello, capace di divertire e mettere a dura prova il giocatore allo stesso tempo, troverete molto probabilmente in questo episodio pane per i vostri denti, nonché una delle esperienze potenzialmente più riuscite degli ultimi anni sotto questo punto di vista.

Non manca poi così molto al 4 febbraio, data d’uscita del titolo: pre-ordinate fin da ora Zombie Army 4 Dead War comodamente a questo indirizzo!