Spazio e Scienze

60 miliardi di pianeti abitabili, per trovarli seguite le nuvole

Nella Via Lattea ci potrebbero essere 60 miliardi di pianeti nella zona abitabile. Il dato emerge da uno studio condotto da ricercatori dell'Università di Chicago e della Northwestern University che calcola l'influenza del comportamento delle nuvole sul clima. La nuova teoria raddoppia il numero di pianeti potenzialmente abitabili orbitanti attorno alle nane rosse, il tipo più comune di stelle nell'universo, molto più piccole e più deboli rispetto al sole ma capaci di riscaldare un pianeta vicino.

Tutti questi esopianeti si troverebbero nella sola Via Lattea, e potrebbero avere acqua allo stato liquido in superficie, proprio come sulla Terra. I dati raccolti dal satellite Kepler della NASA suggeriscono che vi è circa un pianeta con le dimensioni della Terra nella zona abitabile di ogni nana rossa. Secondo il nuovo studio però la stima deve essere raddoppiata, perché nei calcoli non sono state tenute in considerazione le nuvole, che invece esercitano una grande influenza sul clima del pianeta

60 miliardi di pianeti nella zona abitabile delle nane rosse?

Per questo i ricercatori suggeriscono agli astronomi nuovi modi per verificare se i pianeti che orbitano intorno alle nane rosse abbiano o meno una copertura nuvolosa. Secondo le simulazioni le nuvole hanno un significativo effetto di raffreddamento sulla parte interna della zona abitabile, consentendo ai pianeti di mantenere l'acqua in superficie anche se sono molto vicini al loro sole.

Per questo, spiega Nicolas Cowan, uno degli autori dello studio, "se si guardano il Brasile o l'Indonesia con un telescopio a raggi infrarossi dallo spazio possono sembrare freddi, e questo perché si sta vedendo lo strato di nuvole, che sono in alta quota dove la temperatura è molto bassa".

Non solo, dalle simulazioni 3D effettuate prendendo ad esempio i modelli climatici usati sulla Terra per le previsioni metereologiche, e riproducendo i movimenti dell'aria e l'accumulo di umidità nell'atmosfera, risulta che se c'è l'acqua liquida sulla superficie del pianeta ci sono anche delle nuvole. Come sulla Terra dovrebbero schermare il calore proveniente dalla loro stella e consentire all'acqua di rimanere allo stato liquido.

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Ovviamente si tratta di congetture fatte sulla base di calcoli teorici. Per verificarle bisognerà aspettare il lancio del telescopio spaziale James Webb, in programma per il 2018. Grazie a questo strumento gli astronomi potranno misurare la temperatura dei pianeti in diversi punti della loro orbita. Dorian Abbot, un altro autore dello studio, aggiunge che se il James Webb Telescope rileverà il segnale di un esopianeta "quasi sicuramente proverrà dalle nubi, e sarebbe la conferma che c'è acqua allo stato liquido sulla superficie".

Le alternative alla vita sulla Terra sembrano aumentare vertigginosamente, resta da capire come faremo a raggiungere queste mete spaziali il giorno che ne avessimo davvero bisogno.