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ACI, fascicolo digitale contro le “truffe del contachilometri”

L'ACI ha annunciato il fascicolo digitale dei veicoli, che consente di arginare il fenomeno delle cosiddette truffe del contachilometri, certificando la reale percorrenza di ciascuna automobile e gli interventi di manutenzione effettuati.

Grande novità quella annunciata dall’Automobil Club d’Italia: si chiama fascicolo digitale del veicolo, ed è una soluzione sviluppata in collaborazione con EY e pensata per contrastare le cosiddette truffe dei contachilometri, poiché certifica la reale percorrenza delle auto e attesta anche gli interventi di manutenzione effettuati.

Il fascicolo si basa sulla tecnologia blockchain e utilizza dunque crittografia e concatenazione dei dati per certificare “il ciclo di vita del veicolo attraverso la loro notarizzazione virtuale, all’interno di un’infrastruttura distribuita che consentirà di creare un ecosistema di interoperabilità”, come ha spiegato l’ACI all’ANSA.

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Quello della manomissione dei contachilometri al fine di truffare i compratori degli autoveicoli sul mercato dell’usato è un settore che purtroppo, in Italia, ha fatto registrare negli ultimi anni un trend in costante crescita, con un ritmo del 10% all’anno. Secondo alcune stime citate dall’ANSA ad esempio nel 2018 sarebbero stati ben 2,5 milioni i veicoli usati su cui sarebbe stato manomesso il contachilometri, con un danno economico potenziale valutato tra i 5,6 e i 9,6 miliardi di euro.

Ma come funziona il fascicolo digitale? Si tratta di un servizio incorporato nell’app ACI Space per iOS e Android. “La blockchain offre un ambiente sicuro all’interno del quale gli operatori del settore potranno inserire informazioni certificate” come i dati dell’auto, l’autocertificazione dei chilometri percorsi, il certificato di proprietà, i bolli pagati e il certificato dell’assicurazione, ha spiegato Vincenzo Pensa, direttore dei sistemi informativi e innovazione ACI. ”

I dati del fascicolo, conservati con le dovute garanzie di riservatezza, saranno poi consultabili innanzitutto dal proprietario del veicolo tramite il proprio smartphone, ma visionabili anche da terzi su sua autorizzazione. “Si tratta della prima applicazione smartphone al mondo che consente all’automobilista di disporre di dati certificati del proprio veicolo indipendentemente dal tipo di marca e modello”, hanno sottolineato quelli dell’ACI. “L’app permette di interconnettere l’intero ecosistema automotive, offrendo ai singoli operatori la possibilità di scambiarsi informazioni in un ambiente trust”.