Arriva la censura a fin di bene, TikTok e gli altri obbligati ad assumere esperti

L'UE impone alle piattaforme social nuove regole per combattere le fake news in vista delle elezioni per il Parlamento europeo.

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a cura di Giulia Di Venere

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Le elezioni per il Parlamento europeo del 2024 rappresentano un banco di prova cruciale per i social media, che dovranno obbligatoriamente arginare la diffusione di fake news. L'Unione Europea ha annunciato nuove regole volte a contrastare la disinformazione e garantire l'integrità del processo democratico.

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Secondo il Digital Services Act (DSA) dell'UE, le aziende di social media dovranno implementare una serie di misure preventive. Tra queste è prevista la collaborazione con dei moderatori, in grado di operare in 24 lingue diverse, al fine di identificare e rimuovere le notizie fonte di disinformazione. Le nuove regole sono il risultato di una consultazione pubblica che ha coinvolto la società civile e i gruppi di osservatori elettorali. Si prevede che le elezioni parlamentari europee diventino un obiettivo primario per le campagne di disinformazione da diversi fronti, tra cui l'estrema destra e la Russia.

Le linee guida includono sei azioni fondamentali.

Le piattaforme devono istituire team di fact-checking multilingue e unità di valutazione del rischio. Inoltre, i contenuti generati dall'intelligenza artificiale devono essere chiaramente segnalati. Sono stati poi sviluppati protocolli di escalation e sistemi di allerta rapida per rispondere prontamente a potenziali picchi di disinformazione prima e dopo le elezioni.

L'importanza di contrastare la disinformazione locale è stata sottolineata insieme alla necessità di difendersi dalle campagne malevole provenienti da altri Paesi. Secondo un alto funzionario dell'UE, il contesto geopolitico richiede una vigilanza continua, con due zone di guerra nelle immediate vicinanze dell'Unione Europea.

Nonostante le nuove norme non impongano alle piattaforme social di adottare le misure preventive, queste potrebbero essere soggette a multe fino al 6% delle loro entrate se non dispongono di sistemi di mitigazione efficaci. L'UE mira a garantire che la DSA favorisca una maggiore trasparenza e responsabilità da parte delle piattaforme, che fino ad ora hanno operato in un contesto di autoregolamentazione.

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