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Digitale terrestre: toccherà rimettere mano al portafoglio

Gli Italiani a partire dal 2022 dovranno dotarsi di un nuovo televisore o un decoder compatibile con lo standard DVBT2 – il digitale terrestre di seconda generazione insomma. Non c'è fretta ma il cosiddetto switch off inizierà gradualmente a partire da gennaio 2020. Ciò vuol dire che vi saranno almeno due anni di transizione graduale e che nel frattempo i broadcaster nazionali e locali dovranno abbandonare le frequenze della banda 700 MHz, poiché il loro impiego sarà dedicato alla 5G.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha stabilito il calendario di questo percorso che coinvolgerà nel tempo le regioni. Nello specifico da gennaio si partirà in Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania e Sardegna e la transizione proseguirà fino al 31 maggio 2020. Il motivo di questa tempistica è strettamente correlata al fatto che in Francia a breve "accenderanno" l'LTE sui 700 MHz, poiché l'asta per la sua assegnazione è già avvenuta e si rischierebbero interferenze.

roadmap frequenze
Abbandono frequenze 700 Mhz

Stesso discorso temporale per le altre regioni. Il secondo blocco, legato a Valle d'Aosta, Piemonte e Lombardia, partirà da giugno 2020 e si concluderà il 31 dicembre 2020, mentre il terzo, composto da Sicilia e altre province calabresi, partirà da gennaio 2021 e si concluderà il 30 giugno 2021. Infine tutte le altre regioni e province non coinvolte nelle prime fase, avvieranno la transizione il primo settembre 2021 e concluderanno il 31 dicembre 2021.

Questo passaggio intermedio del DVBT, che culminerà tra il 2020 e il 2021 a seconda dei casi, non richiederà alcuna spesa agli italiani ma solo l'aggiornamento dei canali su TV e decoder, come saltuariamente è già avvenuto nel tempo. Insomma, bisognerà armarsi di telecomando e procedere con la ri-sintonizzazione.

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Abbandono frequenze 700 Mhz

L'unica criticità è legata al primo gennaio 2020, quando i broadbcaster abbandoneranno la codifica MPEG2 per la MPEG4, sempre su DVBT. La maggioranza delle TV e decoder presenti sul mercato e nelle case sono compatibili, ma esiste un numero difficilmente quantificabile che non lo è. Si tratta di quei modelli che tendenzialmente sono così vecchi da non supportare l'HD del digitale terrestre. Il test più semplice da attuare oggi quindi è quello di sintonizzarsi sui canali televisivi in alta risoluzione (come Rai Uno HD o La 7 HD) e vedere che succede. Uno schermo nero dovrebbe mettere in allerta.

A questo punto la domanda che tutti si porranno è se sarà possibile rendere compatibili le proprie vecchie apparecchiature DVBT (con risoluzione standard) con il formato MPEG4 magari tramite un aggiornamento firmware. Possibile in teoria, ma non su tutti i modelli.

Mentre per quanto riguarda il DVBT2 del 2022 non c'è speranza, bisognerà procedere con l'acquisto di una TV o decoder compatibile e assicurarsi anche che l'antenna sia adeguata. Rimane il nodo del formato di compressione: per ora il MISE si è limitato a parlare di MPEG2 e non ha fatto alcun accenno all'HEVC che è considerato lo standard di riferimento per il futuro.


Tom's Consiglia

I decoder DVBT2 con supporto MPEG2 sono già disponibili sul mercato, così come i televisori.