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E-book a prova di pirateria grazie ai watermark testuali

Per individuare i pirati di e-book sarà sufficiente adottare un nuovo DRM sviluppato dalla Darmstadt Technical University. Un gruppo di ricercatori del noto ateneo dello stato federale dell'Assia (Germania) ha avviato il progetto SiDiM, con l'obiettivo di realizzare un nuovo sistema di protezione per e-book e documenti elettronici basato su elementi testuali.

In pratica la piattaforma attua micro-variazioni nella punteggiatura e nelle parole che rendono ogni file unico e facilmente identificabile. L'analisi di questi "watermark testuali" dovrebbe consentire tramite le ricerca online e su piattaforme P2P di risalire al primo responsabile della diffusione di materiale protetto.

DRM estremo

Università, Governo e industria stanno collaborando insieme al progetto, a dimostrazione che gli assunti teorici di SiDiM hanno convinto. "Una soluzione a questo problema è quella di alterare i documenti con marchi visibili e invisibili che rendano distinguibile ogni singola copia", ha spiegato il professor Steinebach Martin del progetto SiDiM.

Ovviamente gli appassionati di lettura non devono allarmarsi: si parla dell'uso di qualche sinonimo o di qualche variazione di punteggiatura in alcuni passaggi, non dello stravolgimento di un testo. Il vantaggio è che secondo i ricercatori i libri digitali potrebbero essere finalmente sbloccati e consentire copie legali più agevoli.

Insomma, esisterebbe finalmente uno strumento di controllo a posteriori, che consentirebbe maggiore libertà d'azione al mercato della distribuzione. Come ad esempio la possibilità di trasferire legalmente una copia e-book da un dispositivo all'altro. Ancora oggi più che un problema tecnico è una questione di sicurezza.

L'unico difetto del sistema, forse, è che i pirati potrebbero essere a loro volta creativi e realizzare un software in grado di mescolare ulteriormente i "watermark testuali".