Spazio e Scienze

ExoMars: le ipotesi sullo schianto di Schiaparelli

Lo schianto del lander Schiaparelli su Marte è stato causato da un errore del computer. Da diversi giorni si dibatte sulla questione, anche nei commenti di Tom's Hardware, adesso c'è qualche informazione in più al riguardo per chiarirsi le idee.

grafica che mostra le fasi di atterraggio della sonda exomars schiaparelli su marte credit esa atg m 44f595c2c2c7b4feb05c5de6e4597a18c

In particolare aveva fatto infervorare la dichiarazione di un responsabile ESA riportata dall'agenzia ANSA, secondo cui il "computer di bordo ha deciso di spegnerli [i retrorazzi]". La versione meno "frettolosa" è quella di Andrea Accomazzo, capo delle missioni planetarie dell'Agenzia Spaziale Europea: il comportamento di Schiaparelli sembra suggerire un errore software, e in particolare un problema durante l'elaborazione delle informazioni provenienti dai sensori. Questo avrebbe portato il computer a "pensare" di essere a un'altitudine inferiore rispetto a quella reale, anticipando l'avvio delle operazioni previste successivamente.

La mancanza di dettagli maggiori è dovuta al fatto che tutt'oggi si parla di sospetti, perché le indagini sono ancora in corso. Ma è indispensabile trovare la causa precisa del problema perché molte delle tecnologie di Schiaparelli saranno impiegate nella missione ExoMars 2020. E al contrario di quanto molti potrebbero pensare, se questa ipotesi fosse confermata sarebbe una buona notizia, perché significherebbe che il problema non riguarda l'hardware e quindi è risolvibile prima della partenza di ExoMars 2020.

A quanto si apprende, dall'ingresso in atmosfera all'apertura del paracadute tutto sarebbe andato come previsto. Tuttavia l'espulsione di quest'ultimo e dello scudo protettivo sarebbe avvenuta più di mezzo minuto in anticipo rispetto a quanto programmato: che l'errore si sia verificato in quel momento?

Per scoprirlo il gruppo di lavoro di ExoMars ricreerà virtualmente l'atterraggio di Schiaparelli per ripercorrere ogni fase e individuare il problema, speriamo prima dell'1-2 dicembre, quando si terrà una riunione fra i funzionari ESA e i ministri dei governi coinvolti, per garantire i finanziamenti a ExoMars 2020.

Sciogliere ogni dubbio è urgente anche perché molti componenti per ExoMars 2020, che sono pressoché duplicati da Schiaparelli con minimi cambiamenti, dovranno essere spediti in Russia per l'integrazione nel veicolo spaziale entro il prossimo anno. In particolare saranno molto simili lo scudo protettivo (che però sarà costruito dalla Russia), e il paracadute, che in ExoMars 2020 però sarà di 35 metri invece dei 12 metri di quello in dotazione a Schiaparelli. Saranno simili anche l'altimetro e i sistemi di navigazione, ed è questo che desta maggiore preoccupazione. Saranno invece del tutto differenti i retrorazzi (attualmente in fase di sviluppo da parte russa).

Ricordiamo che a inizio 2016 la data di lancio prevista per il rover è stata posticipata dal 2018 al 2020 a causa di problemi di compatibilità del rover ESA con lo scudo protettivo russo. Allora sembrò una cattiva notizia, con il senno di poi molti vedono oggi questo intoppo come una benedizione, compreso Andrew Coates dello University College di Londra, ricercatore principale del sistema di imaging PanCam del rover. Incrociamo le dita.