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Film e musica acquistati online: giusto poterli rivendere?

I file di musica e film regolarmente acquistati online possono essere rivenduti? Se lo domanda la commissione statunitense per la proprietà intellettuale, che lavora sotto mandato della stessa Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti d'America. In pratica a Washington da qualche mese l'industria dell'intrattenimento, la politica e le associazioni per i diritti dei consumatori si stanno confrontando su uno dei temi più delicati degli ultimi anni: il mercato dell'usato che riguarda il digitabile non-fisico.

Ovviamente l'industria è contraria e sostiene che questa svolta danneggerebbe l'innovazione, incrementerebbe i prezzi e ridurrebbe la disponibilità di film online. Manca solo l'invasione delle cavallette e il quadro sarebbe perfetto per un altro remake dei Blues Brothers. In questo caso però l'ex di Jake dovrebbe incontrare nei sotterranei un dirigente della MPAA (Motion Picture Association of America).

Usato

"I critici dicono che l'industria del cinema e quella televisiva sono stati lenti nell'abbracciare Internet. Ma ironicamente adesso i video online sono ubiqui, alcuni di questi stessi critici stanno cercando portare indietro il tempo e trascinare la comunità di creativi insieme all'audience nell'era pre-Internet", ha dichiarato Neil Fried della MPAA.

Il timore è che possa nascere un mercato secondario dannoso per il settore industriale. Le aziende sarebbero chiamate a ridiscutere le licenze di distribuzione, calando probabilmente il veto su molti titoli. Allo stesso tempo i detentori di copyright vedrebbero le loro entrate crollare. È il solito dibattito in fondo: concetto di proprietà applicato al mondo fisico contro il modello licenziatario di quello online.

Negli Stati Uniti la cosiddetta "First Sale doctrine" dal 1908 stabilisce i principi della proprietà fisica e da quando si è posta la questione della copia (inizialmente fonografica) è stata la base di partenza di qualsiasi dibattito normativo. John Ossenmacher, AD di ReDigi, una delle prime rivendite online di MP3 "usati", sostiene che la dottrina parte da un concetto semplice: "l'hai comprato, lo possiedi".

"Stabilisce un principio di senso comune, ovvero che il creatore merita di essere pagato una volta, dopodiché i proprietari, e quelli successivi, hanno il diritto di rivendere il bene, donarlo oppure liberarsene", ha dichiarato Ossenmacher.

"Non è una posizione estrema difendere l'hai comprato, lo possiedi. È una posizione logica e conservatrice che rispetta i principi di lunga data della legge. Si applica a ogni tipo di bene; dovrebbe essere applicato anche a questo caso".

Effettivamente per anni i consumatori hanno dovuto subire questa ingiustificata frottola del possesso ad operatività limitata. Puoi comprarlo, ma non puoi usarlo su questi dispositivi, puoi riprodurlo solo su massimo tre postazioni, non puoi regalarlo agli amici, non puoi masterizzarlo, non puoi, eccetera.