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I comuni montani si accordano con Open Fiber per agevolare lo sviluppo della rete in fibra

UNCEM e Open Fiber hanno siglato un accordo per la banda ultra larga nei comuni montani. Agevolerà ogni procedura burocratica.

I comuni montani agevoleranno l’implementazione della rete in fibra (FTTH) grazie a un accordo siglato con Open Fiber. Presso il Municipio di Alpette, nel Canaveve (TO), ieri il presidente di UNCEM (Unione nazionale comuni comunità enti montana) e Andrea Falessi, Direttore delle Relazioni Esterne di Open Fiber, hanno siglato un protocollo d’intesa per il coordinamento di un programma volto alla diffusione della banda ultralarga nei Comuni aderenti all’associazione.

Uno dei primi esempi sul campo è stato senza dubbio Alpette (TO), uno dei primi comuni montani a 957 metri dove la posa della fibra è stata completata. L’obiettivo dell’accordo è quello di “porre in essere tutte le iniziative possibili al fine di semplificare le procedure amministrative e tecniche per il rilascio dei permessi per la banda ultralarga, e di avviare collaborazioni per consentire la diffusione della cultura digitale tra amministratore e cittadini, anche attraverso specifiche attività formative”.

Secondo Bussone “il digital divide è una grande emergenza per i territori rurali e montani e per questo motivo l’infrastrutturazione in fibra ottica è decisiva per il rilancio dei Comuni che afferiscono in queste aree”.

“Open Fiber, come concessionaria di bando pubblico, sta lavorando per azzerare le distanze e realizzare una rete che resterà di proprietà pubblica. Questo sarà il veicolo di un cambiamento del sistema: oggi sigliamo questo protocollo con l’obiettivo non solo di facilitare la realizzazione dei lavori, ma soprattutto di diffondere tra le amministrazioni locali la cultura digitale e far comprendere cosa è possibile fare con l’infrastruttura ultraveloce. La banda ultra larga rivoluzionerà la vita delle imprese, come stimolo alla produttività, dei cittadini, abilitando tanti servizi come lo smart working o la telemedicina, e della pubblica amministrazione, con la digitalizzazione di tante attività di pubblico interesse. Opere del genere fanno sistema, uniscono, e per questo lo ritengo un investimento cruciale: non possiamo rallentare un percorso così importante”.

Andrea Falessi di Open Fiber ha ricordato che il piano BUL nelle aree bianche è frutto di una partnership pubblico privata che ha l’obiettivo ambizioso di cablare oltre 7600 Comuni. Ad esempio solo in Piemonte sono previsti 1200 comuni e considerato l’iter autorizzativo complesso le tempistiche di ultimazione sono una grande sfida: non tutti gli enti coinvolti nel processo per il rilascio dei permessi sono reattivi.

“Noi crediamo molto in questo progetto, i lavori procedono e abbiamo dati che sottolineano come ci sia una forte domanda di servizi nelle aree bianche. Tra l’altro, stiamo chiudendo accordi commerciali con tutti gli operatori partner proprio per la commercializzazione nelle aree bianche. Ma abbiamo bisogno di snellire la burocrazia e sensibilizzare tutti gli attori coinvolti sull’importanza del piano: l’accordo con Uncem va proprio in questa direzione, anche perché il processo di trasformazione digitale in atto ha bisogno di un’infrastruttura di rete come quella in fibra ottica FTTH, che garantisce velocità di connessione fino a 1 Gigabit per secondo, e non possiamo permetterci di perdere questa opportunità”, ha concluso Falessi.