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La NSA ha spiato Merkel, allora anche Letta e Berlusconi?

La NSA ha spiato le conversazioni telefoniche di Angela Merkel, e a questo punto ci si interroga se Silvio Berlusconi e Enrico Letta abbiano subito lo stesso trattamento. "Ci risulta che da diversi anni i cellulari del cancelliere federale siano stati sottoposti ad ascolto e registrazione da parte della NSA", ha commentato ieri sera il sottosegretario Steffen Seibert. "È inammissibile e inaccettabile tra due partner e alleati come i nostri due paesi".

Le rivelazioni dello Spiegel online, frutto del paziente lavoro del "whistleblower" Snowden, inchiodano Washington alle sue responsabilità. Ieri anche il presidente Letta e il ministro Bonino hanno chiesto spiegazioni al segretario di Stato americano. "L’Italia e gli Stati Uniti restano vincolati da un’amicizia forte. Proprio per questo per noi è indispensabile che ci sia la massima chiarezza su quello che è successo: lei comprende che in questo Paese c’è un grande e giustificato allarme da parte dell’opinione pubblica", ha dichiarato il presidente del consiglio al segretario Kerry in visita a Roma.

Kerry, Bonino, Letta

In questo momento c'è fibrillazione soprattutto perché non è ancora chiaro se l'attività della National Security Agency si sia realmente interrotta. Dalla Sala Ovale fanno sapere che la questione intercettazioni e i protocolli correlati sono "under review".

"Noi non desideriamo affatto intercettare gli italiani né lo abbiamo mai fatto", ha puntualizzato Kerry. "Ma il pericolo del terrorismo esiste ed è un nemico che va combattuto con ogni mezzo perché sono in gioco vite umane". Come a dire che le critiche sono lecite, ma esiste anche una priorità anti terroristica su cui l'America difficilmente arretrerà.

"Il nostro obiettivo è di trovare il giusto equilibrio tra la protezione della sicurezza e la privacy dei nostri cittadini", ha aggiunto Kerry. Ecco, forse la questione di fondo è che per Washington esistono cittadini più importanti di altri sotto il profilo del diritto.

L'Italia appare cauta, per alcuni forse troppo cauta. Lo stesso Marco Minniti, sottosegretario con delega ai Servizi, ha confermato infatti che "noi italiani abbiamo interesse a correggere, non a distruggere l’intelligence USA".

"Gli americani hanno una capacità operativa in questo campo senza uguali nel mondo e non siamo certo noi ad augurarci che sia destrutturata. Anzi, essendo quello dei Servizi un sistema a vasi comunicanti, un'intelligence USA forte aiuta anche la nostra". Nel rispondere alla domande del Comitato Parlamentare di controllo sui Servizi (COPASIR) però c'è stato qualche momento di imbarazzo quando ha candidamente ammesso che il nostro paese (di fatto l'Intelligence) non sapeva assolutamente nulla del programma di sorveglianza elettronica statunitense PRISM.

Merkel

Si suppone che non vi siano state intercettazioni all'interno del nostro Paese, ma oltreconfine i provider potrebbero essere stati "bucati". Il caso francese comunque parrebbe isolato. In ogni caso l'Italia si sarebbe mossa per tempo. Quest'estate infatti direttore del DIS (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza), l’ambasciatore Giampiero Massolo, ha incontrato a Washington il direttore della CIA John Brennan, quello del DNI James Clapper e della NSA Keith Alexander.

Secondo il vicepremier Angelino Alfano a prescindere da ogni dettaglio bisogna "acquisire tutta la verità e dire tutta la verità senza guardare in faccia nessuno".

Intanto la prima ritorsione europea nei confronti degli Stati Uniti si è materializzata ieri con l'Europarlamento, che ha approvato una mozione per sospendere il programma di controllo delle transazioni finanziarie dei terroristi.

Aggiornamento. Il giornalista Gleen Greenwald, che custodisce i file di Edward Snowden, ha confermato a L'Espresso che l'Italia è stata messa sotto controllo dagli Stati Uniti tramite il programma PRISM e dal Regno Unito tramite il piano Tempora. Si parla di controllo delle telefonate, mail e traffico Internet.