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L’Europa dice sì a telefonate e Internet in aereo

Presto in aereo si potrà navigare in Internet, telefonare e scambiarsi messaggi di testo come su qualsiasi altro mezzo di trasporto. Dopo avere permesso l'uso dei dispositivi elettronici in aereo durante il decollo e l'atterraggio, purché in modalità offline, venerdì l'Ente Europeo per la Sicurezza Aerea ha aperto anche all'uso senza limiti di smartphone e tablet nelle tratte di volo europee.

L'ente regolatore ha seguito l'esempio australiano e presto "i dispositivi portatili elettronici", o PED, potranno "rimanere accesi, senza la necessità di essere in 'modalità aereo'" o offline che dir si voglia. Usiamo il futuro perché come già avvenuto per l'impiego offline durante decollo e atterraggio è discrezione delle compagnie aeree accordare il permesso ai viaggiatori, e non ci sono restrizioni sulle tempistiche di attivazione del servizio. Anzi, nonostante la precedente normativa risalga a febbraio 2014, tuttora molte compagnie impongono di interrompere la lettura con l'e-book reader o il giochino con il tablet in fase di decollo/atterraggio.

È quindi necessaria la dovuta cautela nel fare previsioni a breve termine. Nelle indicazioni alle compagnie aeree l'ente europeo scrive che "spetta a ciascuna compagnia aerea consentire l'utilizzo di PED. Per fare questo, la compagnia aerea dovrà passare attraverso un processo di valutazione, per garantire che i sistemi di bordo non vengano influenzati in alcun modo dai segnali di trasmissione dei PED. Per questo motivo, ci potranno essere differenze tra le indicazioni delle compagnie aeree".

Insomma la compagnia aerea dovrà disporre di aerei attrezzati e offrire un servizio Wi-Fi, che quasi sicuramente non sarà gratuito.

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E che dire poi del vicino di posto che se la chiacchiera ad alta voce per tutto il tempo molestando l'assonnato vicino? Sembra una banalità, ma alle possibili liti fra vicini per l'uso intensivo del cellulare ci avevano già pensato 77 membri del Congresso degli Stati Uniti, che si sono presi la briga di avvertire le autorità di regolamentazione d'oltreoceano che permettere ai passeggeri di parlare con i loro telefonini a 30.000 piedi potrebbe portare a liti con i vicini. I parlamentari ricordano infatti che di pretesti – anche banali – per accendere discussioni ce ne sono già a iosa, dallo spazio nelle cappelliere ai sedili reclinati: il volume e la pervasività delle comunicazioni vocali servirebbero solo ad aggravare e aumentare queste dispute. Voi cosa ne pensate?