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Nuove denunce da SCO

Non si ferma la macchina da guerra costruita da SCO Group per sconfiggere,
e infine convertire a Unix, tutti i fedeli di Linux.

In questi giorni SCO ha infatti annunciato che entro i prossimi 90 giorni intende
avviare un altro round di denunce nei confronti di "alcuni fra i maggiori
utenti di Linux" con l’obiettivo di "far comprendere alle aziende
che usano Linux la natura del problema". Un problema legato, come noto,
all’ipotesi che il celebre sistema operativo open source contenga porzioni di
codice protette dai copyright di Unix.

Il boss di SCO, Darl McBride, ha ribadito che nelle versioni 2.4 e 2.6 del
kernel di Linux si trova "un sostanzioso numero di righe di codice chiaramente
copiate da Unix System V". Codice che, secondo McBride, costituisce una
violazione del proprio copyright "che non può essere risolta attraverso
una semplice rimozione delle stesse dai sorgenti di Linux". Nonostante
questo, il capo di SCO sostiene che non è sua intenzione distruggere
Linux o l’open source: "con i giusti accorgimenti di bilancio, l’open source
sicuramente ha dei meriti"

McBride ha poi parlato dell’annunciata acquisizione di SuSE Linux da parte
di Novell, acquisizione che, secondo il CEO di SCO, non s’ha da fare. Egli sostiene
infatti che questa operazione violerebbe un accordo di non concorrenza stipulato
fra Novell e la propria azienda all’epoca in cui SCO acquistò dalla prima
il codice sorgente di Unix e i relativi copyright.

Anche in questo caso ci potrebbe scappare una bella causa. McBride ha infatti
avvertito Novell che se proseguirà nella transazione verrà trascinata
in tribunale.