10 0 8.8 Panasonic S1R
Tom's Hardware Italia
Fotografia

Lumix S1R, fullframe al top! Recensione


Panasonic S1R
Sensore
FullFrame
Risoluzione
47,3 Megapixel
Autofocus
A Contrasto
Innesto obiettivo
L-Mount
Panasonic S1R è una macchina fotografica mirrorless con sensore fullframe da 47 Megapixel e un prezzo di circa 3500 euro.

La Lumix S1R è una fotocamera mirrorless dedicata ai professionisti del settore, presentata a marzo 2019 a Barcellona. In quell’occasione l’abbiamo provata per poco tempo e vi abbiamo riferito le nostre prime impressioni. Siamo adesso alla fase due. La stiamo testando da circa un mese, utilizzandola come macchina principale per video, ma soprattutto per scattare foto.

Immagini dall’incredibile risoluzione di 47 Megapixel, quasi esagerati per il nostro lavoro ma che ben giustificano, in quanto a dettagli e capacità, il prezzo di 3500 euro per il solo corpo e di circa 4900 euro in combo con l’obiettivo Lumix S 24-105mm f4 Macro O.I.S. con cui ci è stata fornita. Una macchina grande, pesante, costosa, ma che riesce a regalare risultati semplicemente sorprendenti dopo un po’ di familiarizzazione con i comandi, che risultano comunque intuitivi e semplici da configurare e soprattutto con un’ergonomia eccellente, al pari delle fotocamere Reflex di fascia alta.

Una cosa è indubbia: Lumix con la sua prima fotocamera fullframe è riuscita a realizzare un prodotto maturo, con un buon numero di ottiche, grazie all’L-Mount Alliance, che prevede accordi con Sigma e Leica con l’adozione dell’L-Mount, che abbiamo già approfondito nell’articolo dedicato.

Nella recensione non mancherà qualche confronto con le mirrorless di Sony e riferimenti alla S1, praticamente identica alla S1R ma dotata di un sensore con 24 Megapixel e disponibile a un prezzo di circa 2500 euro solo corpo.

Costruzione e materiali

La Lumix S1R arriva in una grande confezione che contiene al suo interno, oltre alla fotocamera, anche il caricatore esterno per la batteria con porta USB-C, una tracolla brandizzata Lumix, la batteria da 3.050 mAh, i manuali di istruzione e, nel caso acquistiate la versione kit, l’obiettivo Lumix S 24:105 f4 Macro, dotato di paraluce e tappi anteriore e posteriore.

Appena presa in mano a sorprendere sono le dimensioni (149 x 110 x 97 millimetri) e il peso di ben 1,02 kg. Si avete letto bene, chilogrammi, circa 400 grammi in più rispetto alla Sony A7 RIII. Scelta voluta dall’azienda per aumentare ergonomia, stabilità d’uso e presa a due mani e, possiamo dirlo, apprezzata nel momento in cui si usa la macchina in mobilità, in quanto, nonostante il peso, la presa risulta solida e stabile anche con una mano.

Merito sicuramente dell’ottimo grip e della predisposizione dei pulsanti, semplici da raggiungere col pollice e con le dita per quelli posti nella parte anteriore. Nella parte alta a sinistra è presente la ghiera di selezione della modalità, con pulsante di blocco, realizzata in alluminio e tinta di nero con finiture rosse. A destra invece un display LCD retroilluminato, mostra i parametri di scatto selezionati. Non mancano una ghiera anteriore e una posteriore completamente configurabili, un pulsante di scatto comodo e con un feedback solido.

Nella parte posteriore c’è poi il display da 3,2 pollici che purtroppo non è completamente orientabile, come avviene sulla Panasonic GH5, ma si può ruotare verso l’alto di 90 gradi, verso il basso di 45 gradi e sull’asse verticale di altri 45 gradi, modalità che torna utile quando si scattano foto in verticale con angoli particolari.

Il mirino elettronico di tipo OLED è eccezionale: con una risoluzione di 5,7 milioni di punti e una frequenza di aggiornamento fino a 120Hz, la fluidità restituita e la fedeltà cromatica risultano ottimali e si ha sempre una percezione perfetta di quella che sarà l’esposizione della foto.

Non mancano poi una serie di pulsanti configurabili, un comodo joystick e due pulsanti personalizzabili nella parte anteriore. A destra è presente il doppio slot per una scheda SD e una XQD, mentre a sinistra ci sono il jack per il microfono, quello per le cuffie, un ingresso per il telecomando, la porta USB-C che si può usare anche per alimentare la fotocamera (dunque usandola collegata con un powerbank quando serve) e una porta HDMI a grandezza standard, oltre all’attacco per la sincronizzazione dei Flash.

Una dotazione insomma più che completa, che consente davvero di sfruttare questa macchina a livello professionale, collegando per esempio un monitor o registratore esterno, oppure il battery-grip venduto separatamente, grazie all’apposita predisposizione.

Specifiche

Importante in questo caso soffermarsi sulle specifiche tecniche della macchina, che da sole risultano fondamentali per capire il target di utilizzo e in parte giustificare anche il prezzo di vendita, che seppur alto è comunque in linea con concorrenti come la Sony A7 RIII e la Nikon Z7, vere rivali di questa S1R, seppur più piccole e compatte, ma sempre dotate di sensore fullframe con risoluzione rispettivamente di 42 e 45 Megapixel.

Partiamo proprio dal sensore: si tratta di un sensore da 47,3 Megapixel retroilluminato da 36 x 24 millimetri, con stabilizzazione a 5.5 stop. Un sensore molto avanzato che restituisce risultati di alto livello, sia come prestazioni di scatto, con un otturatore che si ferma a 1/8000 e con una raffica di 9 fps con autofocus singolo e di 6 fps con autofocus continuo, sia come fedeltà cromatica.

Il sistema di messa a fuoco si basa su punti di messa a fuoco a contrasto con rilevamento di animali, volti e occhi. Un sistema di messa a fuoco che seppur sulla carta sia meno competitivo rispetto alla messa a fuoco a rilevamento di fase, offre comunque buone prestazioni nella maggior parte dei casi.

Nonostante la batteria sia molto capiente, si fa fatica a superare i 350 scatti, dunque risulta opportuno valutare l’acquisto del battery grip per raddoppiare l’autonomia.

Se abbinata a un obiettivo con stabilizzazione ottica, come nel caso del 24-105 usato per i nostri test, si attiva la Dual Image Stabilization, che non fa altro che combinare la stabilizzazione del sensore con quella dell’obiettivo. I risultati sono ottimi, sia nei video, che soprattutto nelle foto. Siamo riusciti a scattare con un’apertura di 1,5 secondi a mano libera, con risultati utilizzabili, pur non avendo mani molto ferme.

Le ISO native variano dai 100 ai 25.600, ma si possono espandere fino a 51.200 nel caso servisse.

È in grado di registrare video fino a risoluzione 4K 50/60fps, con un crop di 1,5x, mentre a 24, 25 e 30 fps viene sfruttata l’intera superficie del sensore. Non manca lo slow-motion a 180 fps, ma in questo caso la messa a fuoco è solo manuale.

Software

Come accennato pocanzi, il software e i menu riprendono lo stile già visto nella Panasonic GH5 e nelle altre mirrorless di Panasonic con sensore micro quattro terzi. Sono presenti sei diverse voci, ovvero fotografia, video, Impostazioni di scatto, impostazioni della macchina, un menu completamente personalizzabile dall’utente con le funzioni più usate, e il menu dedicato alla gestione della galleria.

La navigazione può essere effettuata sia tramite il joystick, tramite il D-Pad che tramite il touch, cosa che permette di usare la macchina in qualsiasi condizione di utilizzo, che sia all’interno di uno studio o mentre si scatta con i guanti durante l’inverno.

Tra le impostazioni più rilevanti, la possibilità di poter effettuare scatti da ben 187 Megapixel, grazie alla possibilità del multiscatto: quando viene selezionata, il sensore effettua dei microspostamenti e diversi scatti che vengono poi uniti dal software per formare un’unica immagine super risoluta. Una funzione che dà il meglio di sé quando si fotografano oggetti statici e panorami.

Tra le impostazioni fotografiche non mancano la possibilità di effettuare time-lapse, gestendo il numero di scatti e l’intervallo tra uno e l’altro, e slow-motion fino a 180 fps in FullHD. Si può impostare lo scatto silenzioso, in cui viene usato l’otturatore elettronico e andare a personalizzare i vari comandi e impostazioni per poter cucire addosso le funzionalità della fotocamera e avere un dispositivo pronto a soddisfare in ogni istante le esigenze di chi lo usa.

Prestazioni autofocus

L’autofocus riesce a funzionare molto bene anche con esposizioni fino a -6EV, condizioni praticamente mai usate nella fotografia, a meno di scatti molto particolari. In ogni caso siamo rimasti soddisfatti delle prestazioni del sistema di messa a fuoco che comunque non rimane esente da critiche.

Durante le fotografie, può infatti succedere che quando si sposta il pulsante di scatto sulla mezza corsa, se il soggetto non è perfettamente illuminato, viene messo a fuoco lo sfondo, come nell’immagine che potete visualizzare subito dopo questo paragrafo. Saranno poi necessari 3-4 tentativi per riuscire a far mettere a fuoco correttamente, oppure intervenire tramite il touch o il joystick per spostare manualmente il punto di messa a fuoco. Criticità che molto probabilmente dipende dal software e che può dunque essere migliorata.

In questa foto si vede come l'autofocus abbia messo a fuoco lo sfondo e non il soggetto.

L’autofocus continuo durante i video, almeno con l’obiettivo fornito per la recensione, risulta avere un po’ di hunting. Praticamente, seppur il soggetto rimanga ben messo a fuoco durante tutta la fase di registrazione, si nota sullo sfondo un leggero spostamento, segno che l’autofuoco continua a funzionare. È un po’ fastidioso, considerando il target di utenza, ma anche in questo caso può dipendere dall’obiettivo oppure dal software e quindi risolto o migliorato tramite un aggiornamento.

105mm, f/4, 1/100, ISO-8000

In generale però possiamo tranquillamente promuovere la soluzione adottata da Lumix, nonostante non sia la più precisa attualmente disponibile, risulta comunque intuitiva da usare e affidabile nella maggior parte dei casi.

Prestazioni video

Chiariamo sin da subito che la S1R è innanzitutto una macchina fotografica. Ciò mette in secondo piano le prestazioni lato video, che invece risultano di alto livello nella S1, la sorella minore. Sono diversi i parametri che permettono di fare tale affermazione.

In primis, la S1R permette di registrare video fino a 15 minuti. Si tratta di un tempo inferiore alla maggior parte delle mirrorless capaci di effettuare filmati e che quindi già di per sé limita l’uso della S1R in questo contesto. È poi assente la possibilità di registrare video in 4:2:2 a 10-bit internamente. La fotocamera si ferma all’8-bit 4:2:0, seppur sia possibile usare un registratore esterno per tale scopo.

Ovviamente ciò non significa che non sia in grado di effettuare riprese di buona qualità, anzi! Semplicemente per un uso professionale lato video potrebbe risultare un po’ limitata. I video registrati in 4K sono comunque di eccellente qualità, con un dettaglio e una fedeltà cromatica esemplari e in grado di sfidare ad armi pari la concorrenza più agguerrita. Insomma, nel caso in cui dovesse servirvi per fare video, può farli e con ottimi risultati, ma non è la scelta migliore nel caso di un utilizzo che preveda 50% foto e 50% foto: in quel caso meglio la S1.

Notevoli invece le prestazioni della doppia stabilizzazione del sensore e dell’obiettivo: chiunque sarà in grado di effettuare riprese stabili anche in condizioni non ideali e nelle mani più esperte sarà possibile ottenere un avvicinamento al soggetto, un panning o un tilt a mano libera senza troppe difficoltà. Ovviamente nelle riprese più complesse sarà necessario l’uso di un gimbal: assicuratevi che sia in grado di sopportare il peso della macchina più l’obiettivo, che potrebbe avvicinarsi anche ai 2kg.

Prestazioni foto

Poco da dire per quanto riguarda le prestazioni fotografiche. Lumix è riuscita a fare un lavoro eccelso sulla qualità dell’immagine, con un range di 14 stop di gamma dinamica a ISO 100, un valore ottimo, in grado di permettere ai fotografi di avere un grande margine di recupero, sia in fase di scatto sia durante la post-produzione. Purtroppo, l’azienda nipponica non ha integrato valori ISO più bassi di 100 e la gamma dinamica risulta leggermente inferiore rispetto a quanto raggiunto dalla Sony A7R III, ma si tratta comunque di risultati notevoli per il settore.

105mm f/4, 1/160, ISO-640

Per quanto riguarda la capacità ISO, il rumore è ottimamente gestito fino a ISO 6400: oltre questa soglia, la grana diventa percepibile e si nota una progressiva perdita di dettaglio che diventa poi irrecuperabile. Si tratta di prestazioni perfettamente sovrapponibili a quelle della Sony A7R III. I sensori più risoluti faticano maggiormente a reggere un alto valore ISO, ma c’è comunque da considerare che chi acquista una macchina del genere, difficilmente si troverà a lavorare in condizioni di scarsa luminosità.

La Lumix S1R restituisce una cromia con tonalità leggermente più fredde rispetto alla controparte Sony, ma comunque più naturali e gradevoli. Si tratta comunque di differenze minime, assottigliate maggiormente se prendiamo in considerazione i file RAW, su cui è possibile intervenire in maniera approfondita per ottenere il risultato voluto.

105mm f/4, 1/250, ISO-500

Nulla da aggiungere per quanto riguarda i dettagli: poter scattare con 47 Megapixel, significa ottenere foto con un dettaglio impareggiabile, che consente poi di poter croppare come desiderato senza alcuna perdita di qualità, offrendo dunque una flessibilità irraggiungibile per fotocamere di fascia più bassa.

Ottima la resa dei toni della pelle, così come perfettamente gestite le situazioni di forte contrasto.

Obiettivi

Sul parco obiettivi c’è da fare un discorso apposito. Essendo una macchina completamente nuova, va da sé che l’attuale parco ottiche sia notevolmente ridotto. Non bisogna però sottovalutare l’importanza strategica dell’L-Mount Alliance, accordo preso da Lumix insieme a Leica e Sigma, che prevede l’arrivo di più di 40 ottiche su tutte le focali entro il 2020, con una continua espansione nel futuro.

C’è da dire che le quattro lenti native attualmente disponibili, offrono una qualità di altissimo livello. In primis il 50mm f1.4, obiettivo che abbiamo avuto modo di provare durante la presentazione a Barcellona, che offre prestazioni ottiche di altissimo livello, così come il 24:105 f4 usato durante il mese di test, che offre un’ottima escursione focale e capacità macro, seppur con una luminosità che non rende giustizia alle reali capacità della macchina.

Conclusioni

Lumix S1R è una macchina al top, una prima versione di fotocamera fullframe con pochissimi difetti e con tantissimi punti a favore, pronta a battagliare ad armi pari con la concorrenza che domina il settore delle mirrorless fullframe ormai da diversi anni. L’azienda nipponica è riuscita a progettare una macchina completa, che nell’uso quotidiano soddisfa in ogni ambito. Certo, è grande e pesante, ma chi è ancora rimasto al concetto che mirrorless significhi macchina compatta, dovrebbe rivedere le proprie idee.

Il nome mirrorless indica solamente la tecnologia impiegata, che permette di ridurre gli ingombri, nonché le componenti che si muovono all’interno della macchina fotografica e quindi il rischio di rotture, ma che non per questo deve compromettere l’usabilità generale e il grip.

Usabilità che nella S1R e nella S1, sono al pari delle reflex di alto livello come la Canon 5D Mk4 o la Nikon D850, con tutti i pulsanti al posto giusto, possibilità di personalizzazione e tanta tecnologia a disposizione dell’utente.

Gli unici contro, sono rappresentati da un sistema di messa a fuoco con qualche lacuna in situazioni particolari e da un’autonomia forse al di sotto delle aspettative considerando la capacità della batteria. Per il resto, non sentiamo di aggiungere altro se non un: “Buona la prima Lumix!”.

Panasonic S1R

La Panasonic S1R è una macchina fotografica mirrorless con sensore fullframe da 47,3 Megapixel che si rivolge ai professionisti del settore grafico con prestazioni di altissimo livello e un’ergonomia al top del segmento. Non manca qualche lieve difetto di gioventù, che non compromette l’esperienza di utilizzo e la qualità finale del prodotto.

8.8
8.8

Verdetto

Panasonic S1R è una macchina completa, pronta a sfidare la concorrenza di Sony e Nikon ad armi pari e con un punto a favore enorme rappresentato dalla robustezza, dalla tropicalizzazione e soprattutto dall’ergonomia ottima. Tante le funzioni, tanta la qualità, per foto sempre di alto livello e molto definite, grazie al sensore fullframe da 47 Megapixel.

Pro

Ergonomia, qualità dell’immagine, doppio slot SD e XQD, risoluzione del mirino elettronico, posizione e quantità dei comandi, risoluzione del display, USB-C per la ricarica e il trasferimento delle immagini, tropicalizzazione e robustezza generale.

Contro

Autonomia di soli 350 scatti, lo schermo non si ribalta frontalmente, il peso superiore a un chilogrammo potrebbe limitarne il trasporto, la registrazione video permette una durata massima di 15 minuti.