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Rai contro YouTube, autogol che pagheremo noi

La Rai ritira i suoi video da YouTube: troppo pochi i 700mila euro l'anno pagati da Google. Già, ma quanti ne incasserà trasferendoli sulla sua debole piattaforma aziendale? Finirà come nel 2009, quando l'azienda pubblica rinunciò ai 350 milioni di Sky?

"Quante divisioni ha YouTube"? Se il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, si fosse ricordato delle celebre frase pronunciata da Stalin a Yalta nel 1945 (Quante divisioni ha il Papa?) sarebbe stato forse più prudente. Dal 1 giugno i video della Rai scompariranno dalla piattaforma di Google. Gubitosi avrebbe deciso di non rinnovare il contratto sottoscritto con YouTube nel 2008. Secondo indiscrezioni, scrive Il Sole 24 Ore, la Rai e YouTube avevano un accordo basato su un'immissione di circa 7.000 video all'anno in cambio di un ricavo di circa 700.000 euro.

Pare che alla base della rottura con Google ci sia la volontà della Rai di introdurre "Rai pubblicità" come società per incassare gli introiti pubblicitari. Un'opzione che YouTube/Google non avrebbe gradito. Così l'accordo sarebbe saltato. Dunque la Rai, come ha già fatto Mediaset, punterà tutto sulla sua piattaforma aziendale, per cercare di incassare più soldi di quanti ne otteneva prima.

Ce la farà? Si rende conto il direttore generale di "quante divisioni ha Google/YouTube"? Nessuno vuol dire male della Rai. Di questi tempi sarebbe come sparare sulla Croce Rossa e il Servizio Pubblico radiotelevisivo è un patrimonio da difendere. Talvolta dai suoi stessi dirigenti, perchè i precedenti aziendali inducono al pessimismo. Ricordate i 350 milioni di euro offerti da Sky e rifiutati nel 2009 da Mauro Masi? Qualche mese fa il Consiglio di Stato ha dato definitivamente ragione a Sky: fu un clamoroso autogol.   

Dal 1 giugno questo canale YouTube sarà oscurato.

Dove andranno i 1.255.397 abbonati?

Può davvero la Rai permettersi di rompere con YouTube facendo forza soltanto sulla sua (debolissima in confronto) piattaforma web aziendale? Non sarebbe stato meglio continuare a negoziare con Google per strappare un accordo più vantaggioso? Puntando semmai sulla valorizzazione/monetizzazione di quell'immenso (e unico) giacimento di video storici e offrendo semmai un accesso privilegiato a Google e YouTube attraverso i suoi siti? Quali vantaggi potrebbe avere un'eventuale partnership alternativa con Microsoft, la cui presenza nel mondo video è decisamente meno importante?

Vista così, senza ulteriori dettagli, la scelta della Rai appare incomprensibile. Anzi, persino arrogante, perché non tener conto delle "divisioni di Google" fa venire in mente la Caporetto del 2009 con Sky. E comunque, come sottolinea Massimo Mantellini, la (scarsa) potenza di fuoco tecnologica della Rai avrebbe forse suggerito più miti consigli.