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Sweetie, bimba virtuale che mette nei guai i pedofili italiani

Gli investigatori sono ancora sulle tracce dei ventidue pedofili italiani che l'anno scorso hanno cercato di adescare la piccola Sweetie. In Australia invece la magistratura ha già condannato a due anni di carcere il "predatore sessuale" Scott Robert Hansen, ampiamente recidivo come ricorda la stampa australiana. Sweetie, come Tom's Hardware ha raccontato, non è una bambina in carne ed ossa bensì un sofisticato avatar in 3D creato dall'organizzazione no profit olandese Terre des Hommes, che ha anche una sezione italiana.

Un'esca per pedofili, che ha agito silenziosamente per un anno ed è riuscita a "incastrare" ventimila pedofili in 65 nazioni. A novembre dell'anno scorso Terre des Hommes ha consegnato il suo denso rapporto all'Interpol, che a sua volta ha allertato le polizie nazionali, compresa quella italiana.

La novità positiva è che i giudici di Brisbane hanno giudicato il reato commesso assimilabile a quello compiuto nei confronti di una bambina vera, come ha sottolineato Raffaele Salinari, presidente della Federazione Internazionale Terre des Hommes. Che ha aggiunto: "Ciò dimostra la validità del nostro metodo, che stiamo presentando alle Forze dell'Ordine di varie nazioni. Agire proattivamente utilizzando tecnologie come quella usata con Sweetie può dare il colpo di grazia a un fenomeno che ci preoccupa particolarmente, come quello dello sfruttamento sessuale via webcam".

Quanto alle indagini in corso in Italia il riserbo è assoluto, anche su quali sono le Procure interessate. Oggi ovviamente Sweetie non è più in azione. Il suo volto è ormai conosciuto e d'altronde non è compito di Terre des Hommes o di altre associazioni di volontariato perseguire i criminali sessuali. L'operazione Sweetie ha però avuto il merito di smuovere le acque, far riaccendere i riflettori su un fenomeno pericoloso e dilagante.

La lettura del rapporto di Terre des Hommes è un pugno nello stomaco. Il turismo sessuale infantile tramite webcam, noto anche come WCST (Webcam Child Sex Tourism), è quando gli adulti pagano per dirigere e vedere riprese video dal vivo di bambini di altri paesi che compiono atti sessuali davanti a una webcam. Stando alle cifre fornite dalle Nazioni Unite e dall'FBI statunitense, in ogni momento vi sono 750.000 predatori sessuali collegati a Internet. Un motivo in più per educare bambini e ragazzi all'uso consapevole della Rete.