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Telecom ostacola le attivazioni dei servizi fibra di Fastweb e Vodafone?

Telecom Italia rischia una sanzione da parte del Garante delle Comunicazioni per i presunti ostacoli che pone alle attivazioni dei servizi fibra dei concorrenti. Come riporta oggi La Repubblica l'AGCOM starebbe valutando l'opportunità di una multa e magari anche una correzione degli attuali regolamenti.

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Il cliente fibra che rischia il limbo

Fastweb e Vodafone accusano l'ex monopolista di replicare gli stessi comportamenti del passato, quando faceva di tutto per non perdere clienti ADSL. "Telecom Italia ha abusato […] della posizione dominante detenuta nella fornitura dei servizi di accesso all'ingrosso alla rete locale e alla banda larga, ostacolando l'espansione dei concorrenti nei mercati dei servizi di telefonia vocale e dell'accesso ad internet a banda larga", si leggeva nel comunicato AGCM del maggio 2013. 103 milioni di euro di multa, confermati dal Consiglio di Stato lo scorso maggio.

Oggi Telecom sembrerebbe attuare tre tipi di strategie, secondo gli operatori alternativi. La prima è quella di ritardare le attivazioni dei servizi fibra (altrui) sfruttando il fatto che la distanza tra l'armadio di strada e la boccola nell'appartamento è pur sempre in rame (fiber-to-the-cabinet) e di sua proprietà. Quando viene interpellata invece di agire entro 7 giorni, come prevedono i regolamenti, sfora nel 50% dei casi quando si tratta di Fastweb e nel 20% quando c'è in ballo Vodafone.

"La situazione resta grave anche se ad agosto siamo scesi a quota 25% di ritardi, contro l'oltre 50% di maggio e il 78% di gennaio", dichiara Fastweb.

La seconda opzione è più fastidiosa, perché riguarda presunti problemi tecnici e la terza una sorta di purgatorio senza risposte. "L'utente non viene attivato anche se Telecom non ci comunica possibili ritardi o problemi. Nella prima metà d'agosto è accaduto al 13% per cento degli utenti", prosegue Fastweb. E così ritardi e ostacoli convincono gli utenti a ritornare sui propri passi.

Da rilevare che non solo l'AGCOM sta indagando, ma anche il Garante del Mercato. E a questo giro con l'AGCM rischierebbe una sanzione compresa tra i 200 milioni di euro e il 10% del fatturato, perché sulla recidività non ci sono sconti.