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Twitter valuta un’etichetta per i tweet offensivi. E il pensiero corre a Trump

Twitter sta valutando la possibilità di etichettare i tweet offensivi o che violano comunque la policy: un modo insomma per non censurare ma comunque non lasciare che gli abusi passino inosservati.

L’iniziativa è stata anticipata dalla responsabile legale dell’azienda Vijaya Gadde, durante una recente intervista rilasciata al Washington Post. Twitter da tempo è accusata di essere un po’ troppo tollerante nei confronti delle esternazioni del Presidente Donald Trump e di altri politici. Sebbene spesso si tratti di tweet che violano le policy del servizio, non vi è mai stato alcun intervento per affrontare la questione.

“Una delle cose su cui stiamo lavorando a stretto contatto con i nostri ingegneri di prodotto e di progettazione è, ‘Come possiamo etichettarlo?'”, ha risposto Gadde al quotidiano, senza citare espressamente il presidente. “Come possiamo mettere un elemento contestuale intorno ad esso in modo che le persone siano consapevoli che quel contenuto è in realtà una violazione delle nostre regole e sta rispondendo a uno scopo particolare per stare sulla piattaforma”.

Inutile girarci intorno: il presidente Trump usa la piattaforma social per attaccare avversari ed entrare a gamba tesa su argomenti delicati. Il problema è che questo avviene, secondo gli osservatori più accreditati, in maniera violenta più che solo inelegante. Se si trattasse di un comune utente i tweet verrebbero probabilmente rimossi, ma il presidente sembra godere di una presunta immunità. Gadde sostiene che non sia vero, ma anche che qualcosa è destinato a cambiare.

“Un esempio potrebbe essere una minaccia diretta e violenta contro un individuo che non lasceremmo sulla piattaforma a causa del pericolo che pone a quell’individuo”, ha assicurato la dirigente.

Ad ogni modo non è stata specificata alcuna data e divulgato alcun dettaglio ulteriore sul sistema di etichettatura. Valuteranno.

Nel frattempo Facebook invece ha deciso di affrontare almeno il tema dei gruppi di suprematisti bianchi bandendoli definitivamente dalla piattaforma.