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Via Cattaneo, Telecom rilancia su fibra e streaming TV

"La Società darà vita ad una seconda fase del piano di rilancio aziendale di tipo ordinario che prosegua verso gli obiettivi prefissati dal dott. Flavio Cattaneo, primo fra tutti il piano fibra", si legge nel comunicato stampa di Telecom, che ieri ha ufficializzato l'addio all'amministratore delegato.Cattaneo saluta con una buonuscita di circa 25 milioni di euro. Adesso però è il momento di guardare avanti e per "obiettivo fibra" si intende il piano nazionale di sviluppo FTTC e FTTH.

data center tim bari
Il data center TIM di Bari (Google Maps)

Più fonti stampa hanno confermato che ieri in sede di Consiglio di Amministrazione si è deciso per il congelamento del progetto "Cassiopea". Non è un dettaglio da poco, perché aveva contribuito ad accendere lo scontro tra l'azienda e il Governo. Puntava infatti a cablare le aree bianche, a fallimento di mercato: probabilmente le zone più remunerative individuate dai bandi Infratel. In verità sembrava più un'azione di contrasto nei confronti di Open Fiber, con margini di ricavo piuttosto bassi.

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Giovedì, durante il prossimo Consiglio di Amministrazione, saranno presentati i conti semestrali. Verranno poi esaminati i progetti per il futuro e secondo gli addetti ai lavori sarà il momento del nuovo triumvirato formato dal presidente esecutivo Arnaud de Puyfontaine, AD di Vivendi, dal vicepresidente esecutivo Giuseppe Recchi che diventerà AD e dall'israeliano Amos Genisch, attuale chief convergence officer di Vivendi, che acquisirà la carica di direttore.

fibra

Genisch è considerato il "mago della convergenza" e quindi non è un caso si ipotizzi un'alleanza tra Telecom e la pay TV Canal+. Fermo restando il fatto che c'è ancora da dirimere la questione Mediaset ed eventualmente i diritti di trasmissione del campionato di serie A.

Nel frattempo il sottosegretario alle comunicazioni Antonello Giacomelli, oggi su La Repubblica, ha sottolineato di auspicare per Telecom una ritrovata "strada per impostare e realizzare investimenti strategici per lo sviluppo tecnologico e produttivo del nostro Paese".

E sul tema della rete unica è stato sibillino. "Privatizzarla (Telecom, NdR.) è stato un errore. D'altra parte sappiamo che non si può riavvolgere il nastro. Dobbiamo governare la realtà che abbiamo. Molte volte si è ipotizzata un'infrastruttura unica, delle forme di compartecipazione. Ma senza arrivare a un punto".

Lo scenario è cambiato, non si esclude nulla, ma secondo Giacomelli l'opinione del governo non basta. "Non siamo dirigisti. È una valutazione che tocca ai privati".

Le prossime certezze sono l'assegnazione del secondo bando Infratel a Open Fiber, prevista entro fine mese, e la prossima apertura di una nuova consultazione per il terzo bando che riguarda Puglia, Calabria e Sardegna. Dopodiché si parla di un quarto bando che riguarderà tutte quelle nuove aree a fallimento di mercato che sono emerse durante l'ultima consultazione per le aree grigie e nere. L'investimento dovrebbe essere di 870 milioni di euro.

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"Sulle grigie pensiamo di intervenire sostenendo la domanda: voucher per le famiglie, imprese e scuole", ha concluso Giacomelli. "Vedremo se spingeranno i privati a rivedere i piani al rialzo, altrimenti valuteremo con la UE un intervento in partnership pubblico-privato".