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Il Giappone impazzisce per Tesla Model 3: boom di prenotazioni

La casa americana Tesla ha registrato un nuovo record in Giappone dopo aver ribassato i prezzi del 24%, una percentuale decisamente significativa che ha colto di sorpresa la popolazione asiatica; questo drastico taglio di prezzi è risultato in un incremento notevole delle prenotazioni nel paese Del Sol Levante.

Alcuni analisti hanno ipotizzato che questo enorme taglio del prezzo sia derivato dalla mancanza di interesse in Giappone ma Tesla ha più volte dimostrato che la richiesta è decisamente superiore all’offerta e che se potesse aumentare ulteriormente la capacità produttiva, lo farebbe; è questo il motivo per cui i lavori per la Gigafactory di Berlino procedono a gonfie vele e il popolo europeo non vede l’ora che sia conclusa, sperando inoltre in un ritocco dei prezzi al ribasso non dovendo pagare le tasse di importazione come invece avviene al momento.

L’obiettivo di Tesla è quello di avere una produzione di massa il più efficiente possibile, questo si è visto con l’innovativo design di un pezzo cruciale di Model Y che ora è semplificato rispetto all’anno scorso, garantendo un processo di assemblaggio e di produzione decisamente più semplice e rapido per consegnare i veicoli nel minor tempo possibile.

L’idea di Elon Musk è quindi quella di mettere sempre più in difficoltà la concorrenza che non solo deve faticare per arrivare al livello attuale di Tesla, ma deve anche competere con una strategia dei prezzi decisamente aggressiva che lascia poco spazio a qualsiasi competitor, andando a ridurre pericolosamente i margini pur di accaparrarsi la più grande fetta di mercato possibile.

Questa strategia può funzionare per Tesla perché non ha gran parte delle spese che hanno i costruttori di auto tradizionali tra cui tutto il network di concessionari e soprattutto tutto il reparto pubblicitario, infatti Tesla si vanta di non aver mai speso 1 dollaro in advertising dalla sua nascita. Staremo a vedere quali saranno i numeri di vendita che l’azienda rilascerà nei prossimi mesi, per ora si può osservare come in Giappone l’attesa sia aumentata notevolmente andando a toccare le 16 settimane contro le 8 settimane di un mese fa, la strategia pare che stia funzionando.