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Il richiamo delle Hyundai Kona EV sarà coperto in buona parte da LG Chem

Un paio di settimane fa vi abbiamo riportato la notizia relativa alla campagna di richiamo che Hyundai è stata costretta ad avviare in seguito a una serie di incendi spontanei sviluppatisi all’interno delle sue auto elettriche, in particolare sul modello Kona EV – uno dei modelli di maggior successo di Hyundai.

Finalmente è stata fatta chiarezza su quanto avvenuto, e sembra proprio – come ipotizzato in origine – che il problema nasca all’interno delle batterie utilizzate da Hyundai, fornite da LG Chem e prodotte presso lo stabilimento cinese di Nanchino. Un anodo piegato è responsabile per il corto circuito che ha mandato a fuoco diverse Kona EV, e per questo motivo Hyundai si rifarà proprio su LG per coprire larga parte dei costi della campagna di richiamo.

Hyundai e LG stanno lavorando insieme al fine di avviare e completare la campagna di richiamo nel più breve tempo possibile, ma non sarà facile considerato che il difetto è potenzialmente presente su più di 80,000 veicoli, di cui circa 75,000 Kona EV prodotte tra il 2017 e il 2020. I dettagli dell’accordo tra Hyundai e LG non sono ancora stati diffusi in via ufficiale, ma si tratta di un importante precedente per il settore automotive, in cui il fornitore di batterie difettate dovrà coprire in larga parte i costi di una campagna di richiamo: secondo alcune stime, LG coprirà più del 60% del costo.

Vi avevamo anticipato la possibilità che Hyundai sostituisse le batterie difettate con un modello equivalente prodotto da SK Innovation, un’altra azienda coreana che di recente è stata accusata da LG Chem di violazione di segreti industriali per quanto riguarda la produzione di batterie: LG ha vinto la disputa e ciò ha portato la International Trade Commission (ITC) degli USA a vietare a SK la commercializzazione delle sue batterie sul territorio americano per ben 10 anni. Dalla padella alla brace, come si suol dire.