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Prova, Mazda 2: l’utilitaria “premium”

Il termine “premium” nel mondo dell’automobile è tra i più abusati. Ripetuto spesso in frasi come: “plastiche premium”, “schermi premium”, “sensazioni premium”.. . L’uso a volte improprio ne ha di fatto allargato il significato, allontanandolo dalla sua vera identità, quella di offrire soluzioni e funzioni migliori rispetto al resto del segmento di appartenenza.

Mazda 2 rispetta questi criteri, definirla utilitaria “premium” non è quindi retorico. La piccola giapponese è un’automobile realizzata con cura e attenzione; dal gusto estetico razionale (molto simile alla precedente generazione) e all’introduzione di un sistema ibrido leggero per il motore benzina 1.5 litri. Un (piccolo) aiuto in ripartenza e per me migliorare i consumi, tanto da ottenere l’omologazione da automobile ibrida.

La nuova Mazda 2 parte da un prezzo di 17.800 euro con allestimento Evolve, dalla dotazione molto ricca che include fari anteriori full LED, il rilevamento pedoni e l’interfaccia Apple Car Play e Android Auto.

Esterni razionali

Rispetto alla precedente generazioni, l’aspetto esterno cambia solo per alcuni dettagli. Più che cambiamento, è corretto parlare di evoluzione. I paraurti presentano inserti color metallo orizzontali al posto dei precedenti verticali. Il resto ricorda il gusto semplice e razionale apprezzato da tutti i clienti Mazda.

Nessun virtuosismo estetico, superfici morbide percorrono una carrozzeria lineare. Semplicità, qui sinonimo di eleganza: tra le utilitarie di pari segmento, Mazda 2 resta una delle più graziose e riuscite. Uno stile che appartiene al marchio giapponese e che si ritrova anche per gli interni.

Qui la sensazione di qualità è percepibile soprattutto dai rivestimenti di sedili e pannelli: questi ultimi realizzati con plastiche morbide (migliorando l’insonorizzazione a bordo) e inserti in eco pelle che riprende la tinta delle poltrone. Molto comoda la seduta: contenitiva, supporta molto bene il corpo garantendo un ottimo comfort anche durante i viaggi più impegnativi.

Solo discreta l’abitabilità posteriore, dove i passeggeri avrebbero preferito centimetri in più e qualche dettaglio: mancano le maniglie per reggersi e persino le tasche del pannello porta. Stesso giudizio per il bagagliaio, solo 280 litri di capacità e la mancanza del fondo ad altezza variabile possono assecondare poche esigenze di trasporto per l’automobilista.

Il cruscotto mantiene un’impostazione di carattere con un grosso contagiri centrale analogico affiancato da due schermi digitali: la leggibilità di questi ultimi è migliorabile. Buono il sistema di infotelematica che si affida a uno schermo touch da 7″ di serie sin dall’allestimento base e facilmente utilizzabile per mezzo di una rotella. In fase di marcia, la superficie tattile si disattiva lasciando possibile la navigazione tra i menù alla sola rotella; una soluzione apprezzabile per evitare di far distrarre l’automobilista ma che comunque allunga i tempi per padroneggiare le varie funzioni.

La grafica è intuitiva e accattivante. Il software permette di avere sotto controllo la navigazione, il consumo, la radio DAB e innumerevoli altre funzioni, tra cui Apple Car Play e Android Auto. Nel complesso, il giudizio è positivo, rispetto alla concorrenza resta uno dei sistemi di bordo meglio realizzati.

Guida coinvolgente ma poca ripresa

Mazda 2 mantiene la filosofia di guida proprio del costruttore giapponese: il coinvolgimento. L’intesa con la vettura è immediata, frizione, freno e acceleratore sono ben modulabili; la leva del cambio è realizzata a dovere e gli innesti avvengono sempre in modo rapido e preciso, si manovra piacevolmente segue con esattezza le volontà del conducente. una qualità che appartiene a Mazda e che è piacevole ritrovare anche sulla più piccola auto a disposizione del marchio di Hiroshima.

Lo sterzo ha una buona precisione e il giusto peso. Molto bene anche l’assorbimento delle asperità, le sospensioni non scaricano quasi mai l’urto sulla schiena degli occupanti. Buona l’insonorizzazione anche se Mazda 2 non è tra le utilitarie più silenziose: si avvertono fruscii aerodinamici, rumore di rotolamento degli pneumatici e il suono metallico del motore soprattutto a velocità autostradali.

Tra le dotazioni tecniche, il G-Vectoring Plus: simula il funzionamento di un differenziale agendo sul freno della ruota esterna in uscita di curva e in situazioni di emergenza, migliorando di molto la stabilità. Il giudizio sulla guidabilità di Mazda 2 è molto positivo: precisa, maneggevole e agile è una vettura che si conduce con molto piacere.

Vive di alti e bassi (nel verso senso della frase) il motore: 1.5 litri quattro cilindri offre la giusta spinta in città, dove si riesce ad apprezzare ulteriormente l’ottimo dinamismo di Mazda 2. Soffre ai bassi regimi: offre il meglio di sé oltre i 3.000 giri e allunga fino a 6.500 giri. Le marce sono dunque da “tirare” soprattutto su tratti a scorrimento veloce. La sesta di riposo si innesta anche oltre i 130 km/h.

Il progetto è comunque molto valido: fluido, non strattona e non vibra più di tanto neppure alle alte velocità. Offre valide prestazioni a patto di scendere a compromessi con il (validissimo) cambio manuale: in più circostanze sarà necessario scalare marcia per cercare potenza; condizione indispensabile per ottenere più grinta.

Il sistema mild hybrid interviene in modo impercettibile: funziona anche da motorino di avviamento e alternatore, aiutando il 1.5 termico in situazione di accelerazione e ripartenza in misura minima tanto che Mazda non dichiara potenza e coppia. Al posto delle batteria agli ioni di litio, Mazda ha scelto di utilizzare un super condensatore dalla capacità di 0,012 kWh. Molto poco rispetto alla concorrenza ma la tecnologia qui utilizzata permette di fornire e accumulare energia elettrica molto più velocemente.

Mazda 2 resta una delle utilitarie più riuscite oggi disponibili. Stile piacevole, soluzioni tecnologiche di ultima generazione e un ambiente interno rifinito con cura. Si viaggia comodi e sereni soprattutto in città dove si può apprezzare l’ottima impostazioni meccanica e dinamica. Il propulsore è valido e si apprezza soprattutto agli alti regimi; d’altronde non sono le prestazioni che in interessano a Mazda 2, piuttosto i consumi.

Nel nostro test sono stati percorsi 800 km in ogni condizione, il computer di bordo ha segnato una percorrenza media di 19 km/l. Un risultato molto buono che permette a Mazda 2 di offrire un ottimo compromesso tra contenuti, qualità e consumi.