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Scoperta una collezione di oltre 100 supercar nel cuore del Giappone

E’ iniziato tutto in modo inaspettato: una trasferta 2 ore a nord di Tokyo, appena prima che venisse instituito un nuovo lockdown, per vedere la Koenig Testarossa Mike Tyson Special che si trova in vendita presso un rivenditore nella prefettura di Gunma. Così inizia il racconto di Ken Saito di Jalopnik, che ha avuto il piacere di curiosare nell’incredibile collezione di auto che si nasconde dietro alle vetrine di quello che all’apparenza non è altro che un normale rivenditore di auto classiche e supercar.

Photo: Ken Saito
Photo: Ken Saito

Nello showroom sono presenti una dozzina di auto, da una Datsun Fairlady fino alla già citata Koenig Testarossa, passando per una Lamborghini Countach, una Mercedes 190E DTM e una Porsche 911 GT3 RS. Gli occhi, inevitabilmente, vanno però a posarsi sulla Koenig Testarossa di colore giallo: il proprietario racconta come l’auto sia stata regalata da Michael Jackson a Mike Tyson, dopo la vittoria del titolo. In seguito alla bancarotta, Tyson fu costretto a vendere l’auto che finì nelle mani dell’attuale proprietario; quest’ultimo provò a venderla tramite il tuner Office-K all’incredibile cifra di 1 milione e 400 mila dollari, senza successo. Dopo 10 anni ferma e senza documenti, l’auto è finita in conto vendita nell’attuale rivenditore, un amico di nome Moroi.

Photo: Ken Saito

Ma nello showroom c’è tanto altro da ammirare, come quella che all’apparenza sembra una Ferrari 288 GTO, che si rivela invece essere tutt’altro – un ibrido, un mix assurdo. Ci troviamo di fronte a una Ferrari 308 su cui è stato installato il corpo di una 288, mentre il motore e il cambio provengono da una Ferrari 355.

Photo: Ken Saito

La storia che ha portato Moroi-san a diventare il collezionista che è oggi è molto particolare: circa 25 anni fa, Moroi ha acquistato una Toyota 2000GT in pessime condizioni, e sfruttando i macchinari della sua attività industriale ha iniziato a realizzare pezzi di ricambio per riportare su strada la 2000GT. Il suo lavoro è stato talmente apprezzato, che la stessa Toyota gli ha commissionato la produzione di pezzi di ricambio per la 2000GT, e oggi Moroi-san è il Re indiscusso dei ricambi della 2000GT.

Dopo il successo ottenuto grazie al suo lavoro sulla Toyota, Moroi si è dedicato a pezzi di auto più esotiche, come Porsche, Ferrari e Lamborghini. Si sparse la voce molto presto, tutti parlavano dei suoi ricambi di ottima qualità a prezzi accessibili, e Moroi diventò un riferimento per tutto il Giappone.

Photo: Ken Saito

Ad oggi, Moroi-san possiede più di 100 auto ma si definisce comunque “il più povero nel mio gruppo di amici collezionisti di auto”: il tour che Ken ha avuto il piacere di fare nel magazzino – la cui posizione è segretissima – in cui Moroi conserva la sua collezione dev’essere stato incredibile, almeno a giudicare dalle foto.

Tra gli oltre 100 modelli ce n’è uno molto particolare, mostrato già in un episodio di Top Gear: una Porsche 962 nascosta sotto un telo di velluto rosso. L’auto, nata inizialmente come una dei pochi esemplari prodotti da Vern Schuppan in Australia, è stata poi modificata da un proprietario successivo che ha sostituito la carrozzeria con quella attuale con livrea Rothmans. Moroi possiede quest’auto da 15 anni, durante i quali ha avuto il piacere di guidarla sia in pista, sia su strada.

Photo: Ken Saito

Potremmo andare avanti a parlare per ore della collezione di Moroi, che secondo quanto lui stesso afferma è composta in più del 30% dei casi di auto non marcianti, a causa di progetti lasciati in sospeso o mai iniziati, ma ciò non toglie che si tratti di una collezione veramente unica. Non per niente Moroi-san afferma di voler ridurre le dimensioni della sua collezione, per concentrarsi sulla produzione di kit car e ricambi.

Volete sapere qual è l’ultimo pezzo aggiunto alla collezione del signor Moroi? Una Pagani Huayra, acquistata per errore – probabilmente per una incomprensione – da un rivenditore svizzero amico di Moroi. Una volta capito l’errore era però troppo tardi per annullare l’ordine, per cui questa Huayra giace inutilizzata, mai nemmeno immatricolata in Giappone, in attesa di essere venduta.

Photo: Ken Saito