Scenario

Capgemini è certa: IA e automazione sono il motore della emotional intelligence

In che modo dirigenti e dipendenti riconoscono che le competenze legate all’emotional intelligence sono un requisito primario per raggiungere il successo nei prossimi anni? Ma, prima di tutto, cos’è la emotional intelligence?

L’intelligenza emotiva è stata definita come la capacità di monitorare le emozioni proprie e altrui, di distinguere le diverse emozioni ed etichettarle in modo appropriato, utilizzando le informazioni per guidare il pensiero e il comportamento.

Capgemini, con il suo Research Institute ha indagato il settore, rilasciando il report dal titolo “Emotional intelligence – the essential skillset for the age of AI”, che vuole offrire uno spaccato a livello globale sull’idea che le aziende hanno dell’EI.

Secondo i manager intervistati, i dipendenti devono sviluppare le competenze di EI in modo da potersi adattare a ruoli più orientati verso l’attenzione al cliente e a contatto con il pubblico (76%) e intraprendere compiti che richiedono competenze di EI che non possono essere automatizzate (di nuovo il 76%) come empatia, capacità di influenzare le persone e teamwork.

Il 61% dei dirigenti ha dichiarato che l’emotional intelligence si convertirà in un paradigma fondamentale entro i prossimi 5 anni. Un’affermazione che trova d’accordo il 41% dei dipendenti in ruoli non legati alla supervisione. Nel complesso, l’83% delle aziende ha affermato che avere una forza lavoro altamente intelligente dal punto di vista emotivo sarà un prerequisito per raggiungere il successo in futuro.

La percentuale di dipendenti che ritengono che le loro competenze siano o diventeranno obsolete nei prossimi due o tre anni è aumentata dal 30% al 39%. Non a caso, le aziende con una forza lavoro emotivamente intelligente stanno ottenendo benefici significativi.

In media, il 60% delle compagnie intervistate ha ottenuto un incremento di oltre il 20% grazie a dipendenti con un’elevata EI. I principali benefici quantitativi includono una maggiore produttività, più soddisfazione dei dipendenti e una quota di mercato più elevata.

La ricerca termina affermando che le aziende devono integrare l’EI nelle varie attività svolte dai dipendenti e adottare approcci di tipo bottom-up e top-down al fine di costruire un organico che presenti alte competenze in tema.

Alla ricerca hanno preso parte 750 dirigenti di grandi organizzazioni e dipendenti dei settori Consumer Product, Retail, Retail Banking, Insurance, Automotive e Utility.