I fornitori di servizi cloud gestiti, noti con l'acronimo MCSP, rappresentano una soluzione sempre più diffusa per le organizzazioni che vogliono sfruttare le potenzialità del cloud senza dover gestire direttamente tutti gli aspetti tecnici e operativi. Questi partner tecnologici si occupano di monitoraggio, manutenzione, sicurezza e ottimizzazione delle performance, operando su ambienti pubblici, privati e ibridi.
La questione economica, tuttavia, è più sfumata di quanto si possa pensare. Jon Winsett, amministratore delegato di NPI, società specializzata nell'ottimizzazione delle licenze software, mette in guardia su un aspetto spesso sottovalutato: la flessibilità contrattuale. Il vero rischio non sta necessariamente nei costi iniziali, ma nella progressiva perdita di potere negoziale che può verificarsi nel tempo. Gli MCSP applicano margini che possono arrivare fino all'8% sui costi base del cloud, percentuale che cresce quando i servizi vengono aggregati in pacchetti, permettendo al fornitore di raggiungere margini di profitto tra il 30 e il 40 per cento.
Secondo Manny Rivelo, amministratore delegato di ConnectWise, fornitore di software per la gestione IT, la trasparenza operativa emerge come elemento fondamentale spesso trascurato nella valutazione. Le aziende necessitano di una visione chiara su come vengono progettati, protetti e gestiti i loro ambienti cloud, specialmente quando entrano in gioco sistemi di intelligenza artificiale autonomi. Nulla di importante dovrebbe accadere dietro le quinte senza che l'organizzazione ne sia consapevole.
La maturità operativa diventa ancora più rilevante man mano che aumenta il livello di automazione. Rivelo sottolinea come questo concetto includa una governance rigorosa dei dati, solide misure di sicurezza fisica e logica, e processi di risposta agli incidenti ben definiti che bilancino automazione e supervisione umana. Sebbene l'intelligenza artificiale agente possa rilevare problemi, correlare segnali e rispondere alla velocità delle macchine, gli esseri umani rimangono essenziali per stabilire politiche, validare risultati e prendere decisioni quando le condizioni escono dai pattern previsti.
I vantaggi di affidarsi a un MCSP sono molteplici e tangibili. Il carico operativo quotidiano si riduce significativamente, alleggerendo la necessità di team interni numerosi dedicati all'infrastruttura cloud. Il supporto continuo, attivo ventiquattro ore su ventiquattro, garantisce tempi di risposta rapidi quando emergono problematiche, spesso prima che queste abbiano un impatto significativo su utenti e applicazioni. L'esperienza accumulata nella gestione di ambienti complessi si traduce in infrastrutture più stabili, scalabili e resilienti.
Sul fronte della sicurezza, gli MCSP portano competenze specializzate in un settore dove le competenze sono molto richieste e difficili da reperire. Gestione delle identità, monitoraggio continuo, strumenti di conformità e best practice diventano patrimonio condiviso, pur rimanendo la sicurezza una responsabilità condivisa tra fornitore e cliente. L'integrazione con i sistemi esistenti rappresenta un altro punto di forza, facilitando la connessione tra risorse cloud e infrastrutture on-premise senza causare interruzioni.
Brent Riley, vicepresidente per il Nord America della sicurezza informatica presso CyXcel, evidenzia tuttavia le difficoltà nella selezione. La scelta di un MCSP rappresenta sempre un'esperienza che genera apprensione, poiché si ripone enorme fiducia nella capacità del fornitore di rispettare gli SLA promessi. La validazione di queste promesse può risultare complicata finché non si verifica un'interruzione del servizio o un incidente di sicurezza che rivela eventuali problemi, momento in cui il danno è ormai compiuto.
Ryan McElroy, vicepresidente tecnologico presso Hylaine, individua nella perdita di controllo il principale svantaggio nell'utilizzo di un MCSP. Gli sconti sulle licenze potrebbero essere vanificati da contratti vincolanti che obbligano ad acquisti eccessivi. Inoltre, ogni MCSP aggiunge superficie d'attacco all'organizzazione. Benché i grandi fornitori cloud come Microsoft formino i propri partner MCSP fornendo linee guida, le analisi post-incidente rivelano che questa rappresenta un vettore d'attacco preoccupantemente comune.
Anay Nawathe, direttore presso ISG, società di ricerca e consulenza, avverte che l'MCSP non dovrebbe diventare la voce principale in materia di architettura nell'organizzazione. Le decisioni architetturali devono rimanere di proprietà interna per mantenere la conoscenza dei sistemi chiave all'interno dell'azienda, ridurre il lock-in del fornitore e mitigare eventuali bias architetturali rispetto alle migliori pratiche di mercato. Gli MCSP, inoltre, non sempre percepiscono la stessa pressione nella gestione dei costi rispetto alle aziende clienti.
Tra i fornitori principali a livello globale si distinguono realtà come Accenture, che opera con team distribuiti nelle principali regioni supportando Azure, Google Cloud e AWS. Capgemini concentra le proprie attività in Europa e Nord America, con particolare attenzione ai settori manifatturiero, retail e servizi finanziari. Deloitte mantiene un forte focus sulla trasformazione digitale per grandi imprese, prevalentemente in Nord America ed Europa.
Sul fronte asiatico, HCL Technologies offre servizi globali con automazione e intelligenza artificiale per settori come banche, manifattura e sanità. NTT Data adotta un approccio multicloud servendo clienti prevalentemente in Nord America ed Europa, con expertise particolare in servizi finanziari e life sciences. Tata Consultancy Services collabora principalmente con grandi imprese negli stessi mercati geografici, con team dedicati ai maggiori partner cloud.
Per le organizzazioni più piccole o quelle ancora in fase di costruzione dell'esperienza cloud, gli MCSP possono rappresentare un aiuto considerevole. Consolidando la spesa cloud e confezionando servizi come supporto alla migrazione, ottimizzazione delle risorse e controlli dei costi, questi fornitori riducono gli sprechi e semplificano la gestione operativa. Per le aziende prive di competenze interne solide in ambito cloud o FinOps, i benefici possono giustificare i compromessi necessari.