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Dai pc ai dati personali, F-Secure per una tutela a tutto tondo

Dieci anni di presenza sul mercato italiano, passati a creare un canale dedito principalmente alla vendita del proprio antivirus.

Un compleanno importante che F-Secure, vendor finlandese specializzato in soluzioni per la sicurezza ICT, fa coincidere con un ampliamento della propria offerta sia sul lato della protezione dei dati personali, con Freedome, sia in termini di soluzioni per la collaboration, quali Younited. 

Miska Repo – country manager di F-Secure per l'Italia

"L'Italia rappresenta un mercato molto importante per F-Secure – ha esordito Miska Repo, country manager di F-Secure per l'Italia -, e in dieci anni di presenza diretta, sono state attivate numerose collaborazioni con il canale per lo sviluppo del mercato locale, sia attraverso accordi con i più importanti provider telefonici, sia con il canale delle terze parti, tutti attivi nella nostra storica proposizione basata prevalentemente sull'antivirus.

"Ora stiamo cambiando la mission della nostra azienda – interviene Christian Fredrikson, president and CEO di F-Secure, presente per l'occasione -, puntando a estendere la sicurezza dei pc alla protezione delle persone e dei loro dati personali. Un grande cambiamento di strategia, cultura e di approccio commerciale che ci porta a proteggere tutti i device che le persone utilizzano, e i contenuti che vi si creano, a tutela della privacy degli utenti".

Christian Fredrikson – president and CEO di F-Secure

Il vendor tende così ad affrontare un cambiamento culturale nell'utilizzo e comunicazione delle informazioni, cavalcando la tendenza degli utenti a volere essere continuamente connessi con il mondo e a comunicare con esso.

"Le persone stanno richiedendo sempre maggiore attenzione da parte degli altri – osserva Fredrikson -, e attraverso Social quali Facebook o Instagram e similari, tendono ad attirare l'attenzione degli altri, conosciuti e non, con lo scopo di essere connessi con il resto del mondo. Per questo i nostri attuali sforzi sono orientati per garantire una completa libertá digitale, in sicurezza, svincolata dai luoghi e dai mezzi utilizzati".

Un cambio di rotta che F-Secure affronta al grido di "switch in freedom", per la realizzazione del quale mette a disposizione ben 936 persone in tutto il mondo e il 27% del proprio fatturato, che si aggira sui 155,1 milioni di euro, destinato alla ricerca e sviluppo di nuove, aggiornate soluzioni.

Con una particolare attenzione agli aspetti della privacy, che, assicurano, essere estremamente radicata nella cultura finlandese, e che oggi può contribuire a riportare fiducia nei consumatori, disorientati da quanto succede Oltreoceano, dove i vendor sono tenuti a comunicare ai Governi i dati raccolti dai propri utenti. E Snowden ha dimostrato come vengono gestitre le informazioni personali.

Da qui la necessità di proporre degli strumenti che consentano libertà di accesso ai propri dati, ma in totale sicurezza. "E su questa nuova rotta intrapresa, grande importanza l'esperienza accumulata in 25 anni di focalizzazione sulla security – riprende il CEO di F-Secure -, oltre alle competenze sviluppate nel tempo dalla nostra rete di partner, che worldwide conta 200 operatori telefonici e oltre 6.000 tra IT reseller e service provider".

La voglia di comunicare e di condividere le informazioni non deve, infatti, prescindere dalla sicurezza, di cui continua ad esserci vitale esigenza. Gli attacchi, infatti, proseguono sempre più agguerriti, su più fronti e su più target, dalla Cyberwar combattuta da o contro le Nazioni, le quali stanno scoprendo la potenza dell'uso dei malware per azioni di spionaggio, sabotaggio, sia nell'attacco che nella difesa, e per la quale stanno ingaggiando personale specializzato in sicurezza.

Senza parlare di quanto tocca più da vicino gli utenti stessi, con i furti, diretti o indiretti, di denaro, con minacce agli utenti dietro riscatto, fino ai furti di identitá al fine di appropriarsi di denaro, o attacchi diretti alle banche. Altro fronte, ancora, riguarda la vendita di informazioni dei clienti, trasformando gli utenti da bersaglio a "prodotto da vendere".

Basti pensare che i motori di ricerca guadagnano dollari da ogni utente, grazie all'analisi delle informazioni personali di navigazione che possono raccogliere e vendere a societá interessate.

"Con il risultato che si moltiplicano le informazioni da tutelare nella propria privacy – avvisa Fredrikson -, e per questo ci siamo orientati verso uno strumento come Freedome, che consente una sicurezza gestibile in cloud, in maniera semplice per l'utente, con la sicurezza che tutto ciò che passa sul cloud viene criptato".