Mettere su una propria attività individuale, fondare una startup o una PMI; può essere un’avventura entusiasmante e gratificante, ma anche un percorso pieno di difficoltà. E come se non bastassero la burocrazia e la scarsità di fondi, ci sono una serie di cose che vanno fatte per forza ma a cui non si dedica mai abbastanza tempo. La comunicazione è forse la più importante di queste “attività collaterali”.
Che si tratti di un pizzaiolo o di un piccolo produttore manifatturiero, la necessità di comunicare orari, disponibilità e identità di marca è diventata una variabile economica non trascurabile. Ignorare questo aspetto significa, di fatto, rinunciare a una fetta consistente di potenziali clienti che filtrano la realtà attraverso lo schermo di uno smartphone. Ma per fortuna oggi esistono soluzioni relativamente semplice ed economiche che permettono di costruirsi una strategia di comunicazione valida e funzionale, anche senza avere competenze specifiche.
Ne abbiamo parlato con Claudia Storani, marketing manager di Register.it, per comprendere come le piccole e medie imprese stiano affrontando la transizione digitale. Storani evidenzia come il problema principale non sia la mancanza di volontà, quanto la cronica carenza di tempo e risorse. Chi deve gestire una cucina o un'officina fatica a trovare lo spazio mentale per curare profili social e siti web, rischiando di produrre contenuti mediocri o, peggio, di restare inattivo.
La comunicazione digitale è diventata un carico di lavoro che spesso esula dalle competenze core dell'azienda. Nonostante esistano eccezioni di successo che prosperano nel silenzio digitale, la norma statistica impone una presenza costante per essere trovati. La sfida attuale si è spostata dalla semplice pubblicazione alla qualità e alla consistenza del messaggio, elementi che determinano la percezione della professionalità stessa dell'impresa.
“Spesso nelle piccole medie imprese, nelle piccole realtà, la comunicazione non è il core business. Ma oggi è diventato essenziale comunicare e farlo bene per farsi trovare online.”
Il mercato offre oggi soluzioni che promettono di abbattere la complessità operativa attraverso l'integrazione di sistemi. In passato, creare un proprio sito web richiedeva passaggi tecnici ostici, come l'uso del protocollo FTP o la gestione manuale del codice, operazioni che spesso portavano alla rottura del sito per un semplice errore di battitura. La tendenza attuale è quella di consolidare gli strumenti sotto un unico fornitore per semplificare i flussi e ridurre il tempo di gestione.
La cassetta degli attrezzi per l'imprenditore non tecnico
La tecnologia ha subito un processo di democratizzazione forzata grazie all'introduzione di interfacce conversazionali. E in questo concetto rientra in pieno diritto anche l’Intelligenza Artificiale, che tuttavia non può essere un fine, quanto piuttosto un mezzo per restituire tempo all'imprenditore, agendo come un assistente virtuale integrato nei processi produttivi. Attraverso strumenti come Ai Site Assistant incluso nel piani Hosting per WordPress di Register.it, ad esempio, la creazione di una vetrina digitale non passa più per la scrittura di righe di comando, ma per la descrizione testuale delle proprie necessità.
Questo approccio permette di scavalcare la barriera delle competenze tecniche, consentendo anche a chi non ha familiarità con lo sviluppo web di ottenere risultati professionali. All'interno del quadro della trasformazione digitale delle imprese, l'automazione aiuta anche a risolvere il problema della compliance normativa, suggerendo requisiti di accessibilità che altrimenti richiederebbero consulenze costose
“L’intelligenza artificiale ha democratizzato strumenti che un tempo erano riservati solo a chi aveva competenze tecniche elevate. Oggi è possibile essere online in molto meno tempo”
Gestire la complessità senza un team dedicato
L'efficienza operativa si misura nella capacità di aggiornare i propri canali senza interrompere l'attività principale. Storani sottolinea che la "magia" dell'AI risiede nella possibilità di modificare un menù o un listino prezzi tramite smartphone, semplicemente spiegando alla macchina cosa cambiare. Questo modello di gestione dinamica è fondamentale per mantenere la rilevanza in un mercato che penalizza le informazioni obsolete.
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Strumento |
Metodo Tradizionale |
Metodo Moderno (AI) |
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Creazione Sito |
Codice manuale o CMS complessi |
Generazione tramite linguaggio naturale |
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Gestione Social |
Pubblicazione manuale su ogni app |
Aggregazione in un unico click |
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Aggiornamenti |
Caricamento file via FTP |
Assistente testuale da smartphone |
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Accessibilità |
Ottimizzazione tecnica manuale |
Automazione dei parametri di visione |
Sapendo che ci sono questi strumenti a disposizione, ci si può far prendere dall’entusiasmo e dimenticare il principio fondamentale: prima di tutto bisogna avere un proprio sito, da creare e mantenere con i migliori strumenti disponibili.
Il rischio di affidarsi esclusivamente ai social media è un tema centrale nel dibattito sulla sovranità digitale delle imprese. Sebbene piattaforme come TikTok o Instagram offrano visibilità immediata, esse operano su algoritmi proprietari che l'imprenditore non può controllare. Il sito web magari oggi sembra meno affascinante, ma è un asset su cui abbiamo il pieno controllo e deve rimanere il fulcro dell'identità online, una "casa" di proprietà che garantisce credibilità e stabilità nel lungo periodo.
“l sito web è il punto di partenza: è il luogo in cui dare un nome e una casa alla propria attività anche online. Affidarsi solo ai social significa rinunciare a una parte del proprio valore.”
Per supportare questa visione, Register.it mette a disposizione una serie di pacchetti modulari adattabili alle diverse scale di business:
- Registrazione Domini: il primo passo per proteggere il nome del brand e ottenere email professionali e personalizzate.
- Piani SiteBuilder: soluzioni complete per creare la propria presenza online in modo semplice e veloce anche senza conoscenze tecniche.
- Hosting WordPress: soluzioni Hosting ottimizzate per WordPress e potenziate dall'Intelligenza Artificiale. Per chi cerca la flessibilità del CMS più diffuso al mondo e la semplicità dell'AI.
- Piani Hosting: soluzioni Hosting veloci, sicure e performanti per aziende che necessitano di scalabilità e performance elevate per i propri servizi online.
La multicanalità non deve però trasformarsi in un incubo gestionale. L'integrazione di strumenti come WhatsApp per le prenotazioni o la gestione centralizzata delle recensioni su portali esterni permette di mantenere il controllo senza disperdere energie. L'obiettivo è creare un ecosistema dove la tecnologia lavora in background, permettendo al professionista di tornare a occuparsi del suo prodotto principale.
“’L'intelligenza artificiale è solo uno strumento che velocizza il lavoro; la creatività e le idee nuove, invece, restano nelle mani delle persone.”
L'automazione, tuttavia, presenta un limite invalicabile: la testa dell'imprenditore. Storani è categorica nel definire l'AI come un potenziatore e non come un sostituto del pensiero umano. La macchina può formattare un testo o suggerire un layout, ma non può conoscere la qualità di una materia prima o l'atmosfera di un locale. La sinergia tra uomo e software è dunque l'unica strada percorribile per evitare l'omologazione dei contenuti.
Sotto il profilo analitico, l'adozione di questi strumenti sposta il confine tra piccola e grande impresa. La capacità di utilizzare l'intelligenza artificiale per il business livella il campo di gioco, offrendo alle micro-realtà potenzialità comunicative un tempo riservate a budget milionari. Tuttavia, la facilità di accesso rischia di generare un rumore di fondo indistinguibile, dove la vera differenza competitiva tornerà a essere la sostanza del servizio fisico offerto.
La digitalizzazione assistita non deve diventare un alibi per la pigrizia strategica. Sebbene la macchina riduca la fatica esecutiva, la responsabilità della narrazione resta in capo all'essere umano. Il pericolo è una rete popolata da siti fotocopia, tecnicamente perfetti ma privi di anima commerciale. La vera sfida per le PMI nel 2026 non sarà dunque "esserci", ma restare autentiche in un ecosistema dominato dalla perfezione sintetica.