Logo Tom's Hardware
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Tom's Hardware Logo
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Forum
  • Sconti & Coupon
Offerte & Coupon
Accedi a Xenforo
Immagine di NIS2 cosa devono fare le aziende entro il 1° gennaio 2026
Business
Immagine di L’UE investe altri 307 milioni nell’intelligenza artificiale L’UE investe altri 307 milioni nell’intelligenza artific...
Immagine di Telco, l’AI accelera ma mancano competenze e controllo Telco, l’AI accelera ma mancano competenze e controllo...

NIS2 cosa devono fare le aziende entro il 1° gennaio 2026

Entro il 2026 la NIS2 richiede piena operatività: notifica incidenti e misure di sicurezza concrete sono obbligatorie per garantire compliance ed evitare sanzioni.

Avatar di Avv. Giuseppe Croari

a cura di Avv. Giuseppe Croari

avv. @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 10/12/2025 alle 14:43
Quando acquisti tramite i link sul nostro sito, potremmo guadagnare una commissione di affiliazione. Scopri di più

Immagine id 15003

La Direttiva NIS2 (UE 2022/2555) rappresenta oggi il principale riferimento europeo per la cybersecurity delle reti e dei sistemi informativi. È entrata in vigore nel 2023 e, dopo il recepimento negli Stati membri — in Italia tramite l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) — impone alle imprese classificate come “essenziali” e “importanti” di adottare misure tecniche, organizzative e procedurali molto più stringenti rispetto al passato.

Ti potrebbe interessare anche

youtube play
Guarda su youtube logo

A dicembre 2025, molte organizzazioni stanno ancora completando il loro percorso di adeguamento. Il 2026 segna infatti il momento in cui la direttiva diventa realmente operativa: non più una questione di buone intenzioni, ma un obbligo formale e verificabile.

L’obiettivo del legislatore è chiaro: costruire un livello uniforme, elevato e dimostrabile di sicurezza informatica in tutto il mercato europeo, non limitato alla tecnologia ma fondato su governance, gestione del rischio, risposta agli incidenti, continuità operativa e responsabilità del management.

Obblighi e scadenze aggiornati: cosa deve fare chi è soggetto a NIS2

Il calendario definito da ACN è ormai serrato. Queste sono le tappe principali che le imprese devono aver già affrontato — o devono completare assolutamente entro il 2026:

  • Entro il 31 dicembre 2025 – Nomina del Referente CSIRT

Le organizzazioni devono aver formalizzato la nomina del “Referente CSIRT” e averlo comunicato mediante la procedura indicata da ACN.
Si tratta della figura responsabile delle comunicazioni operative con le autorità e del coordinamento interno in caso di incidente.

  • Dal 1° gennaio 2026 – Obbligo di notifica degli incidenti significativi

Da questa data scatta il regime di segnalazione:

  • entro 24 ore: early warning verso il CSIRT;
  • entro 72 ore: relazione più dettagliata con informazioni su impatto, natura e prime misure adottate;
  • entro un mese: report completo, con analisi approfondita e azioni correttive.

Le aziende devono quindi arrivare a gennaio già operative, non in fase di preparazione.

  • Entro ottobre 2026 – Adozione completa delle misure di sicurezza

È la scadenza che chiude il ciclo NIS2: entro questa data le imprese essenziali e importanti devono aver implementato tutte le misure tecniche, organizzative, documentali e gestionali richieste dalla direttiva, inclusi gli elementi di risk management, supply chain security, monitoring, business continuity e incident response.

Molte realtà oggi sono ancora in fase embrionale. Ma la verità è semplice: senza un sistema realmente funzionante, nel 2026 non si potrà parlare di compliance.

Perché la sola nomina del Referente CSIRT non basta — e non vi proteggerà

La designazione del referente è solo una formalità: necessaria, ma insufficiente.
Le autorità di controllo si aspettano che, alla data del 1° gennaio 2026, l’azienda sia in grado di dimostrare:

  • procedure documentate e aggiornate;
  • piani di risposta agli incidenti realmente attivabili;
  • registri degli eventi e dei processi decisionali;
  • canali di comunicazione e gestione delle emergenze già testati;
  • capacità operativa del team CSIRT, anche in orario non lavorativo.

La direttiva è basata su un approccio risk-based: ciò significa che le misure adottate devono essere proporzionate ai rischi, documentate e soprattutto dimostrabili in sede di verifica.

Una compliance solo “di carta” non è più sufficiente.
E i rischi sono concreti:

  • sanzioni amministrative significative,
  • interruzione dei servizi essenziali,
  • responsabilità del management,
  • impatti sul GDPR,
  • perdita di fiducia da parte di clienti e partner.

Incident Response: la vera linea di separazione tra adempimento e responsabilità

La Incident Response è oggi il cuore pulsante della NIS2.
Non è un allegato, né un documento da conservare in archivio: è un processo operativo che deve essere attivo prima della scadenza del 2026.

Gli elementi fondamentali di una policy efficace includono:

  • Procedure chiare per segnalazione, analisi, contenimento e gestione degli incidenti.
  • Responsabilità definite, con ruoli primari e sostituti.
  • Flussi di escalation interni ed esterni, già testati.
  • Logging e registri documentali che mostrino decisioni, tempi di reazione e attività svolte.
  • Integrazione con il risk management, con la business continuity e con il disaster recovery.
  • Disponibilità del team CSIRT, incluse le modalità di reperibilità.
  • Metodi di comunicazione verso utenti, clienti, fornitori e autorità.

In una verifica ACN, la domanda non sarà “avete una policy?”, ma “funziona davvero?”.

Conclusione: la NIS2 è un obbligo normativo, ma anche un vantaggio competitivo

A dicembre 2025 la finestra temporale è ridotta: il 1° gennaio 2026 non è più un riferimento lontano ma una scadenza imminente. Le aziende che non arriveranno preparate rischiano di trovarsi improvvisamente fuori conformità, con tutte le conseguenze del caso.

Tuttavia, chi affronta la NIS2 con rigore, metodo e consapevolezza potrà trasformarla in un vantaggio concreto:

  • maggiore affidabilità verso clienti e partner,
  • migliori processi interni,
  • aumentata resilienza operativa,
  • riduzione dei rischi che minacciano la continuità aziendale.

Il messaggio è chiaro: non è più tempo di rimandare.
Serve ora una Incident Response Policy completa, attivabile e documentata, accompagnata da governance, procedure e ruoli pronti all’uso.

Il 2026 non premierà chi si sarà adeguato “un po’”: premierà chi sarà davvero operativo.

Se hai bisogno di supporto sul tema della Direttiva NIS2 ti segnaliamo i nostri partner dello Studio Legale FCLEX esperti di diritto dell’informatica e nuove tecnologie.

Le notizie più lette

#1
Ad Apple non frega nulla che iPhone Air non stia piacendo a nessuno

Editoriale

Ad Apple non frega nulla che iPhone Air non stia piacendo a nessuno

#2
TV Micro LED RGB: cambia tutto o non cambia niente?
8

Hardware

TV Micro LED RGB: cambia tutto o non cambia niente?

#3
The Elder Scrolls 6, ecco il suo possibile finale "amaro"
3

Videogioco

The Elder Scrolls 6, ecco il suo possibile finale "amaro"

#4
Black Flag, Ubisoft parla di problemi tecnici ma i fan non ci credono
1

Videogioco

Black Flag, Ubisoft parla di problemi tecnici ma i fan non ci credono

#5
Il nuovo HUAWEI Watch Ultimate Design Royal Gold è un mix di lusso e tecnologia
1

Smartphone

Il nuovo HUAWEI Watch Ultimate Design Royal Gold è un mix di lusso e tecnologia

👋 Partecipa alla discussione!

0 Commenti

⚠️ Stai commentando come Ospite . Vuoi accedere?

Invia

Per commentare come utente ospite, clicca cerchi

Cliccati: 0 /

Reset

Questa funzionalità è attualmente in beta, se trovi qualche errore segnalacelo.

Segui questa discussione

Ti potrebbe interessare anche

Telco, l’AI accelera ma mancano competenze e controllo

Business

Telco, l’AI accelera ma mancano competenze e controllo

Di Antonello Buzzi
L’UE investe altri 307 milioni nell’intelligenza artificiale

Business

L’UE investe altri 307 milioni nell’intelligenza artificiale

Di Antonello Buzzi
Regolamentazione europea: ostacolo o opportunità?

Business

Regolamentazione europea: ostacolo o opportunità?

Di Antonino Caffo
C'è crisi di idraulici, elettricisti e muratori, tutti a costruire Data Center

Business

C'è crisi di idraulici, elettricisti e muratori, tutti a costruire Data Center

Di Valerio Porcu
I progetti AI non stanno funzionando: complessità infrastrutturale e assenza di ROI  li frenano

Business

I progetti AI non stanno funzionando: complessità infrastrutturale e assenza di ROI  li frenano

Di Valerio Porcu
Footer
Tom's Hardware Logo

 
Contatti
  • Contattaci
  • Feed RSS
Legale
  • Chi siamo
  • Privacy
  • Cookie
  • Affiliazione Commerciale
Altri link
  • Forum
Il Network 3Labs Network Logo
  • Tom's Hardware
  • SpazioGames
  • CulturaPop
  • Data4Biz
  • TechRadar
  • SosHomeGarden
  • Aibay

Tom's Hardware - Testata giornalistica associata all'USPI Unione Stampa Periodica Italiana, registrata presso il Tribunale di Milano, nr. 285 del 9/9/2013 - Direttore: Andrea Ferrario

3LABS S.R.L. • Via Pietro Paleocapa 1 - Milano (MI) 20121
CF/P.IVA: 04146420965 - REA: MI - 1729249 - Capitale Sociale: 10.000 euro

© 2026 3Labs Srl. Tutti i diritti riservati.