Investimenti ingenti nel mercato dei data center, con quasi 61 miliardi di dollari spesi a novembre. Un fenomeno alimentato dalla corsa all'intelligenza artificiale, che richiede infrastrutture di calcolo sempre più potenti e capillari. Le aziende tecnologiche e i colossi dell'AI stanno pianificando spese miliardarie per potenziare le loro capacità computazionali, trasformando questi centri nevralgici in uno degli asset più ambiti del momento.
L'analisi condotta da S&P Global Market Intelligence ha registrato oltre cento operazioni nel settore durante questo periodo, superando già il precedente primato del 2024 che si era attestato a 60,81 miliardi di dollari. Un risultato che testimonia come l'infrastruttura digitale sia diventata un elemento strategico imprescindibile nell'era dell'intelligenza artificiale generativa e del machine learning avanzato.
Dal punto di vista geografico, emerge una netta predominanza nordamericana. Dal 2019 ad oggi, Stati Uniti e Canada hanno totalizzato circa 160 miliardi di dollari in operazioni legate ai data center. Un divario significativo rispetto all'Asia-Pacifico, che si ferma a quasi 40 miliardi, e all'Europa, che registra 24,2 miliardi di dollari nello stesso periodo.
Le tipologie di investimento includono fusioni e acquisizioni, vendite di asset e partecipazioni azionarie, riflettendo un mercato maturo e diversificato. Tuttavia, dietro questi numeri record si nasconde anche una certa preoccupazione. Le società legate all'AI hanno trainato gran parte dei guadagni nel mercato azionario americano quest'anno, ma esperti e analisti iniziano a interrogarsi sulla sostenibilità di valutazioni così elevate e sulla capacità delle aziende di trasformare rapidamente questi massicci investimenti in profitti concreti.
Il fenomeno della spesa finanziata tramite debito aggiunge un ulteriore elemento di riflessione. Mentre le corporate continuano a impegnare risorse enormi nell'espansione infrastrutturale, il rischio di un disallineamento temporale tra investimenti e ritorni economici diventa un fattore da monitorare attentamente. La pressione per mantenere il passo nella corsa tecnologica potrebbe infatti portare a scelte finanziarie aggressive.
Secondo Iuri Struta, analista del settore tecnologia, media e telecomunicazioni presso S&P Global Market Intelligence, la dinamica del mercato presenta caratteristiche peculiari. Gli sponsor finanziari mostrano un interesse crescente, attratti dal profilo rischio-rendimento di questi asset. Le società di private equity si configurano come acquirenti entusiasti ma venditori riluttanti, creando uno scenario in cui la disponibilità di data center di alta qualità sul mercato rimane limitata.
Questa scarsità di offerta, combinata con una domanda in costante crescita, contribuisce a sostenere le valutazioni elevate e a mantenere competitivo il mercato delle acquisizioni. La trasformazione digitale accelerata dalla pandemia e ora potenziata dall'esplosione dell'intelligenza artificiale ha reso i data center infrastrutture critiche al pari di strade, ponti e reti energetiche, con la differenza che la loro obsolescenza tecnologica richiede investimenti continui e aggiornamenti costanti per rimanere competitivi.