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Banche esposte al rischio per decreto? Trump vieta il "debanking"

Trump firma ordine esecutivo contro il "debanking": punta a proteggere conservatori e aziende che ritiene discriminati dalle istituzioni finanziarie.

Avatar di Valerio Porcu

a cura di Valerio Porcu

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 08/08/2025 alle 17:24

La notizia in un minuto

  • Trump ha firmato un ordine esecutivo contro il "debanking" di clienti conservatori, accusando Bank of America e JPMorgan Chase di discriminazione politica e ordinando ai regolatori federali di sviluppare nuove strategie per prevenire queste pratiche
  • L'iniziativa è supportata da influenti figure del mondo tech e cripto come Marc Andreessen, che hanno trasformato la questione in una battaglia politica nazionale contro il sistema bancario tradizionale
  • La campagna fa parte di una guerra più ampia dell'amministrazione Trump contro le élite economiche americane, che include anche università, studi legali, giganti del retail e aziende farmaceutiche

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

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L'industria bancaria americana si trova al centro di una nuova battaglia politica dopo che il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che mira a contrastare quello che definisce il "debanking" di clienti conservatori. La controversia nasce dalle accuse del presidente secondo cui importanti istituti di credito starebbero negando sistematicamente i loro servizi a persone e aziende di orientamento politico conservatore.

Le banche coinvolte smentiscono, e probabilmente si tratta di normale prevenzione del rischio, cioè di non dare credito a persone e operazioni che non offrono le necessarie garanzie. Tuttavia non sarebbe consigliabile dire di una figura politica influente, men che meno un Presidente, che non è finanziariamente affidabile.  Un altro elemento da considerare è il cosiddetto "rischio reputazionale": a volte la banca trova che sia potenzialmente dannoso legarsi a una certa persona o organizzazione (almeno pubblicamente). Altro tema sul tavolo riguarda poi la legalità, cioè la possibilità che certe persone o certe operazioni abbiano qualcosa a che fare con operazioni illegali. Quest'ultimo è un tema importante in particolare per le aziende che operano nel mondo delle cryptovalute. 

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Diversi operatori del settore, in effetti, hanno confermato più volte che "le norme pensate per prevenire transazioni illecite e la gestione del rischio reputazionale pssono portare all'esclusione di un cliente senza spiegazioni", come riporta Politico. 

Durante un'intervista rilasciata a CNBC, Trump ha lanciato accuse specifiche contro due delle più grandi banche americane. Il presidente ha dichiarato che Bank of America e JPMorgan Chase hanno rifiutato di accettare i suoi depositi, aggiungendo che questa discriminazione colpisce non solo lui personalmente ma un'intera categoria di cittadini. "Discriminano totalmente contro di me, forse anche di più, ma discriminano contro molti conservatori", ha affermato Trump, precisando che potrebbe trattarsi più di una discriminazione contro i suoi sostenitori piuttosto che contro i conservatori in generale.

Le banche coinvolte hanno risposto in modo diverso alle accuse. JPMorgan ha rilasciato una dichiarazione categorica affermando di non chiudere mai conti per motivi politici, mentre Bank of America ha preferito non commentare direttamente le affermazioni del presidente. Queste tensioni non sono nuove: già a gennaio, durante il World Economic Forum di Davos, Trump aveva accusato Bank of America e altri istituti di rifiutare clienti conservatori, dichiarazioni che la banca aveva prontamente smentito.

La strategia normativa della nuova amministrazione

L'ordine esecutivo firmato da Trump va oltre le semplici denunce e stabilisce un quadro operativo concreto per affrontare il problema. Il provvedimento obbliga i regolatori bancari federali a eliminare le linee guida che, secondo la Casa Bianca, incoraggiano pratiche discriminatorie nel settore creditizio. Il Dipartimento del Tesoro ha ricevuto il compito di sviluppare una strategia specifica e nuove regolamentazioni per prevenire quello che viene definito il "debanking illegale".

Il ruolo del Procuratore Generale risulta particolarmente significativo in questo schema: dovrà supervisionare e investigare i casi di persone sospettate di essere state private dei servizi bancari per motivi discriminatori. L'ordine esecutivo prevede inoltre che varie agenzie federali facciano "sforzi ragionevoli" per reintegrare i clienti che sono stati esclusi dal sistema bancario, creando di fatto un meccanismo di ricorso istituzionale.

Le tensioni tra l'organizzazione Trump e il settore bancario hanno radici concrete in dispute legali già in corso. La Trump Organization e Eric Trump hanno intentato una causa contro Capital One per la chiusura dei loro conti bancari dopo i fatti del 6 gennaio 2021. Capital One ha negato qualsiasi illecito, ma il contenzioso legale è ancora in fase di svolgimento, dimostrando come la questione vada oltre le semplici dichiarazioni pubbliche.

Questo precedente giudiziario potrebbe servire da modello per future azioni legali, specialmente considerando che l'ordine esecutivo prevede la possibilità di multe per le banche che dovessero risultare colpevoli di discriminazione contro clienti conservatori. Si tratta di una tattica che rispecchia l'approccio che Trump sta adottando contro altri settori industriali considerati ostili alla sua agenda politica.

Il ruolo del movimento cripto e dei sostenitori influenti

La questione del "debanking" non è emersa dal nulla ma è stata alimentata da figure influenti nel mondo della tecnologia e delle criptovalute. Marc Andreessen, noto venture capitalist, ha trasformato questo tema in una bandiera politica durante il 2024, sostenendo nel popolare podcast di Joe Rogan che decine di fondatori di aziende tecnologiche erano stati tagliati fuori dai servizi bancari durante l'amministrazione Biden. Un momento storico in cui, in effetti, si è fatto qualche tentativo regolatorio sia verso il settore bancario sia verso il mondo delle crypto. Due aree in cui c'è poca sofferenza verso regole di qualsiasi tipo. 

Questa narrazione ha trovato terreno fertile tra i sostenitori di Trump legati al mondo delle criptovalute, che vedono nel sistema bancario tradizionale un ostacolo alla loro visione di un sistema finanziario alternativo. L'influenza di queste figure nel dibattito pubblico ha contribuito a trasformare una questione tecnico-finanziaria in un tema di battaglia politica nazionale.

L'attacco alle banche si inserisce in una strategia più ampia dell'amministrazione Trump contro quelle che descrivono come le élite economiche americane. Il presidente ha iniziato l'anno ritirando i finanziamenti alle università di élite accusate di tollerare discriminazioni nei campus, per poi passare a una battaglia legale con i più importanti studi legali del paese, alcuni dei quali lo hanno rappresentato i loro clienti in tribunale contro di lui.

La campagna si è estesa anche ai giganti del commercio al dettaglio come Amazon e Walmart, accusati di essere troppo espliciti nel spiegare come le politiche tariffarie potrebbero aumentare i prezzi per i consumatori americani. Più recentemente, i dirigenti delle grandi aziende farmaceutiche hanno ricevuto una lettera dal presidente che li minacciava di abbassare i prezzi dei farmaci. Paradossalmente, questa guerra contro il settore bancario arriva nonostante il fatto che l'industria dei titoli e degli investimenti abbia donato più denaro a Trump che alla sua avversaria Kamala Harris, secondo i dati di OpenSecrets, e nonostante il suo gabinetto includa Howard Lutnick, ex dirigente di Cantor Fitzgerald ora Segretario al Commercio.

Fonte dell'articolo: www.businessinsider.com

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