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Alice e Peter: in anteprima il film su Prime Video

Due mondi della letteratura fantastica che si uniscono per raccontare cosa è possibile trovare realmente “attraverso lo specchio” e qual è il difficile percorso da intraprendere per giungere all’Isola Che Non C’è. Essi si fondono all’interno di Alice e Peter (Come Away il titolo originale), il nuovo film diretto da Brenda Chapman, il quale racconta una rivisitazione delle storie classiche di Alice nel Paese delle Meraviglie e Peter Pan attraverso una sorta di prequel che mescola fantasia e realtà. Alice e Peter non è però ciò che ci si aspetterebbe di vedere date le premesse del suo titolo o della sua immaginifica locandina: volgendo più verso il dramma familiare dei protagonisti, la pellicola di Chapman presenta pochi elementi fantasy e più retorica sull’elaborazione del lutto e sulla crescita personale.

Il film, che vanta al suo interno la presenza di un cast dai nomi celebri, è approdato negli Stati Uniti a novembre del 2020 dopo essere stato presentato al Sundance Film Festival a gennaio dello stesso anno. Alice e Peter arriva adesso in Italia, dove sarà disponibile per la visione sulla piattaforma streaming Amazon Prime Video, a partire dal 22 aprile. Ecco dunque la nostra recensione in anteprima.

Alice e Peter

Alice e Peter: il cast…

Dietro alla realizzazione di Alice e Peter troviamo la regia di Brenda Chapman, la quale ha diretto Il Principe d’Egitto e ha ottenuto un Premio Oscar al Miglior Film d’Animazione 2013 per Ribelle the Brave (qui disponibile per l’acquisto); la scrittura della sceneggiatura è stata affidata invece a Marissa Kate Goodhill, al suo debutto in un film per il grande schermo. Sul set il film vede invece la presenza di Angelina Jolie, David Oyelowo, Gugu Mbata-Maw, Reece Yates, Jordan Nash, Keira Chansa, Anna Chancellor e Michael Caine. Un cast che si muove entro una trama costruita a partire da due classici della letteratura fantastica: Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, di Lewis Carroll, e Peter e Wendy, di James Matthew Barrie.

Alice e Peter

Opere entrate a far parte nel canone della letteratura per ragazzi e che si sono impresse in maniera indelebile anche nell’immaginario collettivo degli adulti, con numerose rivisitazioni e reinterpretazioni incentrate sui differenti aspetti dei loro mondi immaginari, aperti a diverse decodifiche e versioni (vedi ad esempio Hook: Capitan Uncino). Anche in Alice e Peter viene fornita una nuova visione dei due protagonisti, giovani appartenenti solo in apparenza a universi differenti, uniti qui però non solo dal legame di sangue ma anche dai drammi familiari e dal contrasto che nasce dal desiderio di crescere e quello di rimanere per sempre bambini.

…e la trama

Alice e Peter (Keira Chansa e Jordan Nash) sono infatti fratelli, profondamente legati l’una all’altro e al fratello maggiore David (Reece Yates). All’epoca dei fatti ci troviamo in un’Inghilterra vittoriana, dove i tre bambini vivono nell’idillica campagna londinese insieme ai genitori, Rose e Jack Littleton (Angelina Jolie e David Oyelowo). Qui Alice, Peter e David sono liberi di giocare e dare sfogo alla propria immaginazione e creatività, tra tea party, finti combattimenti e storie di pirati su galeoni fantastici. Sulle loro vite spensierate viene però gettata un’ombra scura quando zia Eleanor (Anna Chancellor) comunica di aver iscritto David al prestigioso collegio Bristlemoss, il che significa che il fratello maggiore dovrà lasciare l’amata casa per trasferirsi in città.

Scaraventando la famiglia Littleton nel dolore, giunge poi una tragedia improvvisa: mentre Peter e David sono impegnati a giocare per l’ultima volta prima della partenza di quest’ultimo, David precipita nel fiume, annegando. Così, mentre Rose si barrica nel suo dolore in compagnia dell’alcol e Jack torna a cercare conforto nel gioco d’azzardo accumulando debiti, Alice e Peter affrontano la perdita in maniere differenti e tuttavia complementari. Alice si avvicina sempre più a zia Eleanor, donna appartenente alla classe alto-borghese che intende fare della bambina una vera signora; Peter cerca di colmare il vuoto lasciato da David studiando e provando a diventare un bambino modello. Entrambi però saranno sempre irrimediabilmente attratti dai rispettivi mondi immaginari che hanno eretto per elaborare il lutto e l’incombenza della crescita, con Alice che si costruirà un suo personale Paese delle Meraviglie (Wonderland) e Peter che invece sarà dolorosamente combattuto tra la necessità di crescere e il desiderio di rimanere per sempre bambino, volando sulla sua Isola Che Non C’è (Neverland).

Non il fantasy che ci si aspetta

Ad attenderci con la visione di Alice e Peter non vi è un film propriamente fantasy. Benché le premesse delle opere letterarie su cui si basa possano indurre a credere di trovarsi in una sorta di Inghilterra à la Harry Potter, la pellicola di Chapman sembra non voler indugiare sugli aspetti più fantasiosi e sorprendenti. Attraverso una sorta di prequel alle storie dell’Alice di Carroll e al Peter di Barrie, il film ci racconta come essi siano infine giunti alle porte dei rispettivi mondi fantastici e alle avventure che essi promettevano, senza però mostrarci tali mondi. Il focus è sul percorso, drammatico e doloroso, di due bambini tesi a metabolizzare la dura realtà composta dalla perdita dei propri cari, i problemi finanziari della famiglia, i vizi pericolosi, le aspettative degli adulti.

A risvegliarci dall’illusione di essere di fronte a un film che ci porterà sicuramente a Wonderland o Neverland, i drammi dei Littleton si dipanano sotto ai nostri occhi uno dopo l’altro dando l’impressione che la famiglia sia in realtà destinata a non poter risollevarsi dalla propria, difficile situazione. Ma non solo. Alice e Peter fa un uso centellinato della CGI, con effetti che talvolta sembrano “staccare” in maniera brusca dalla realtà senza la giusta continuità: se quindi il comparto degli effetti speciali sembra essere stato volutamente razionato per concentrarsi più sugli aspetti realistici della trama, d’altro canto non sembra esservi stato nemmeno troppo impegno nel curare le poche scene che presentano elementi in CGI.

Alice e Peter

Il film non manca di mettere in scena i punti cardine più magici e fantasiosi delle rispettive storie di Alice e Peter, tuttavia essi prendono la forma di elementi concreti che si scontrano con l’immaginario dei bambini. Così la Regina Rossa è zia Eleanor in tutta la sua spietatezza; i Bambini Sperduti di Neverland sono dei monelli che derubano la gente tra le sudicie strade di Londra; la pozione che permette ad Alice di rimpicciolirsi altro non è che alcol; il Cappellaio Matto non è uno strambo individuo dedito a porre degli indovinelli, ma un uomo affetto probabilmente da demenza. Un film dove, per quanto lo si desideri, non arriverà una fatina a salvarci (molto emozionanti in questo senso le scene del campanellino Tinker Bell).

Persino la morte di David prende spunto da un fatto reale: la morte di David Barrie, fratello dello scrittore James Matthew Barrie, annegato come il David del film in un lago ghiacciato. Insomma, non bisogna attendersi un fantasy nel senso stretto del termine, quanto piuttosto un film che, partendo da mondi immaginari che hanno plasmato la fantasia di generazioni di bambini, affronta tematiche adulte e talvolta spiacevoli.

I pro e i contro

Se da un lato questo permette a Alice e Peter di dare un’originale reinterpretazione a due storie classiche sotto una luce più realistica e vicina al vissuto personale, dall’altro il film di Brenda Chapman sembra non osare mai andare troppo in là. Sotto il peso di due giganti come Le Avventure di Alice Nel Paese delle Meraviglie e Peter e Wendy, la trama sembra fare di tutto per andare al di là delle premesse fantasy per concentrarsi molto di più sul dramma e tuttavia si attesta in una sorta di limbo. Non troppo ricca di espedienti narrativi volti verso l’inventiva e l’estro, ma neanche così realistica da mostrare gli aspetti più duri della vita per ciò che sono davvero. Alice e Peter può essere così talvolta troppo ingenuo per adulti e adolescenti, oppure troppo carente di effetti speciali e scene sbalorditive per i più piccoli. Una confusa via di mezzo che non consente al film di spiccare realmente il volo, nonostante le potenzialità ricchissime e le intenzioni innovative.

Alice e Peter

A salvare Alice e Peter troviamo la coppia Jolie-Oyelowo. Lei è di una bellezza diafana, perfetta nei panni della madre costretta ad affrontare uno dei più grandi dolori che una donna possa sopportare, le sue performance attoriali sono qui ancora una volta una garanzia. Lui porta in scena le emozioni spesso poco considerate dei padri, combattuto tra la sofferenza e la necessità di risollevare le sorti della propria famiglia e proteggerla da ogni male: è grazie a David Oyelowo che probabilmente il film tocca i momenti più emozionanti e in grado di suscitare partecipazione ed empatia.

Alice e Peter

Una partecipazione ricca di classe ed esperienza quella invece di Michael Caine, che seppur appaia in scena per pochi minuti, riesce a riempire lo schermo grazie alla sua presenza e alla sua innegabilmente elegante mimica. La scelta di un cast multietnico fa guadagnare poi a Alice e Peter parecchi punti, dando una volta tanto la possibilità di non avere un’insensata predominanza bianca all’interno di una rappresentazione filmica contemporanea che non può più ammettere certe limitazioni culturali.

Un altro aspetto da non sottovalutare, sono le ambientazioni di Alice e Peter e la fotografia adottata per immortalarle. Benché ci troviamo nell’Inghilterra d’epoca vittoriana, non viene rimarcata troppo la costruzione della città grigia e fumosa, quanto piuttosto la bellezza idillica della natura inglese di cui vengono esaltati i colori brillanti e gli angoli più “misteriosi”. Un luogo che in parte supplisce a quella mancanza di elementi magici e fantasiosi grazie alle sue atmosfere incantate. Questo, insieme all’abitazione dei Littleton, curata nei dettagli per risultare fedele ad un’epoca remota tutta da scoprire. Bene anche la colonna sonora, sebbene a volte possa risultare inflazionata e “già sentita” in altre pellicole che trattino di mondi fantastici e distanti. Un altro aspetto su cui si sarebbe potuto lavorare ulteriormente per ottenere i pieni voti.

In conclusione

In definitiva, Alice e Peter ha indubbiamente un potenziale d’alto livello: una trama originale che si stacca dagli elementi fantasy per immortalare la crescita personale dell’individuo a causa delle vicissitudini che la vita ci mette davanti. D’altro canto, ci si sarebbe atteso di vedere un po’ meno dramma, utilizzato talvolta in maniera forse esagerata, e più avventura ed effetti speciali. Una pellicola che si pone in un limbo senza attestarsi pienamente nè da una parte, nè dall’altra. Innegabile tuttavia la presenza di un cast multietnico qualitativamente elevato e l’utilizzo di ambientazioni curate e affascinanti. Un potenziale che non è stato pienamente sfruttato.