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Be Our Chef: magie in cucina, la recensione del talent show di Disney+

Disney+ è una fucina di contenuti per famiglie molto vasto e vario che non contiene solo supereroi, principi e principesse e documentari, ma anche produzioni più ricollegabili al filone dei talent show. Una di queste è senz’altro Be Our Chef: magie in cucina, un concorso di cucina condotto da Angela Kinsey che vede la partecipazione di cinque famiglie amanti del cibo che decidono di sfidarsi nella creazione di fantastiche pietanze ispirate alla magia della Disney.

Be Our Chef: magie in cucina, tante sfide per un magico premio

Be Our Chef riprende il titolo della canzone Be Our Guest de La Bella e la Bestia ed è stato girato al Walt Disney World Resort. Ogni episodio è caratterizzato da un tema riconducibile ai più importanti capolavori Disney; ad esempio, la prima puntata prende il nome di Bibbidi Bobbidi Bon Appetit ed è ispirata a Cenerentola.

Be Our Chef: magie in cucina

In ogni episodio vediamo sfidarsi due famiglie che si scontrano in un testa a testa. I due team che avranno accumulato il maggior numero di vittorie, in un sistema di gioco circolare dove la famiglia perdente di un turno sfida quella non giocante o perdente di un altro turno, andranno alla gara finale per cercare di vincere l’ambito magico premio: una vacanza nell’esclusiva Disney Cruise Line alle Bahamas e nell’isola privata della Disney, la Castaway Cay

Be Our Chef: magie in cucina

Nella sopracitata prima puntata, le due famiglie in competizione, Merril e Robbins, devono reinventare un classico cibo ispirato a Cenerentola in sessanta minuti come una qualsiasi puntata di un qualunque talent show di cucina. Solo che in questo caso a sfidarsi sono due famiglie con tanto di figli molto piccoli e non ci saranno né scontri verbali né tattiche prive di fair play.

Prima della sfida, le due famiglie visitano la Princess Fairytale Hall nel Magic Kingdom Park per incontrare la stessa Cenerentola. In uno dei momenti più commoventi dello spettacolo, la figlia più piccola dei Robbins incontra la sua principessa preferita a cui le chiede un abbraccio in classico stile Disney.

Be Our Chef: magie in cucina

La conduttrice Angela Kinsey conferma di avere una grande energia e si diverte molto nel suo ruolo di conduttrice e di organizzatrice delle sfide. Parte della competizione include un Garden Game in cui le famiglie competono per il cucchiaio magico, che possono scambiare per un ulteriore aiuto quale tempo extra, perdita di tempo per l’altra squadra o un vantaggio desiderato. Il Garden Game per l’episodio ispirato a Cenerentola si basa, ad esempio, su Gus Gus (il famoso topolino pacioccone) e sul suo amore per il mais: le famiglie competono in una sfida a tempo di sgusciatura del mais.

Chef stellati e sfidanti: una sfida equa

Dato che lo spettacolo è stato realizzato al Walt Disney World, la serie ha avuto accesso a tutti gli chef di classe mondiale della Disney. Il giudice ospite in questo episodio è lo chef Douglas James, cuoco di cucina presso il Boardwalk Resort della Disney e inserito nel team dedicato ai catering e alle convention. Negli altri episodi sono presenti la Chef Amanda Lauder, lo Chef Daniel Contreras, lo Chef Gregg Hannon e la Chef Jean-Marie Clement.

Be Our Chef: magie in cucina

Fin dalla prima puntata si può comprendere come Be Our Chef: magie in cucina sia una serie composta da 11 puntate vivaci e divertenti, ma prive di quel senso di sfida presente in talent show più adulti nonostante la colonna sonora cerchi, poco funzionalmente, di inserirne un certo pizzico. La durata di ogni puntata è perfetta, ovvero poco più di 23 minuti e per questo motivo è uno spettacolo ideale da essere visto con tutta la famiglia magari durante un pranzo o una cena tranquilla e intima.

Mantiene lo spirito frizzante di un talent show, senza però impantanare lo spettatore in un sacco di riempitivi classici degli spettacoli di cucina per bambini e non solo. Il fattore “abbraccio” è quasi una prerogativa di ogni inizio puntata quando i piccoli sfidanti incontrano i protagonisti principali delle opere da cui prendono spunto le varie sfide e a lungo andare potrebbe risultare non poco ripetitivo e melenso, ma questo ha comunque una durata di davvero pochi minuti.

Be Our Chef: magie in cucina

In Italia sono già arrivati tutti gli episodi, pertanto dopo Cenerentola abbiamo delle sfide che riguardano Big Hero 6 (nonché una tra le più complicate), Mulan (una tra le più intriganti), Alice nel Paese delle Meraviglie, Oceania, Il Re Leone, Ratatouille, Frozen, Principessa e il Ranocchio e Toy Story. Le sfide più interessanti sono quelle di Big Hero 6, Mulan e Oceania oltre, ovviamente, alla finale.

Nella puntata riguardante il pacioccone robot bianco e Hiro Hamada, gli sfidanti devono produrre un dolce che generalmente è tra le pietanze più complicate da realizzare per i meno esperti, nella seconda devono preparare dei cibi partendo da alcuni ingredienti segreti e nella terza preparano dei piatti in cui uniscono la terra e il mare in un connubio armonioso sia alla vista che al palato. Nella finale devono preparare ben due dozzine di piatti, scegliendo una pietanza proveniente da una delle opere Disney preferite dai concorrenti.

Be Our Chef: magie in cucina

Al termine di ogni sfida, il giudice decreterà la famiglia vincitrice. Forse sarebbe stato più carino se a giudicare ci fossero stati i protagonisti dell’opera Disney di cui la puntata prende spunto, ma in questo caso il rischio di delusione da parte dei più piccoli sarebbe stato impetuoso e la produzione è corsa ai ripari dando l’arduo compito ad un “cattivo” e ufficiale maestro.

La magia del cucchiaio d’oro

Insomma, ogni puntata cerca di alzare l’asticella della sfida, ma purtroppo senza mai riuscirci appieno. Stiamo parlando di un prodotto Disney e quindi di un programma dove tra i partecipanti vi sono bambini anche molto piccoli. Quest’ultimo aspetto, quando si partecipa ad una competizione di abilità, è molto importante e incredibilmente duro quindi la produzione ha dato la possibilità di vincere un vantaggio tramiti i sopracitati Garden Game.

Nonostante ciò, però, i più piccoli non riescono comunque a tenere il passo finendo per perdere, ovviamente, la sfida e il cucchiaio d’oro. Tra i vantaggi di quest’ultimo, inoltre, ve ne è uno molto discutibile da poter applicare: chi vince il cucchiaio d’oro può mettere in pausa la squadra avversaria per cinque minuti durante la sfida.

Be Our Chef: magie in cucina

Dato che comunque stiamo parlando di un prodotto dedicato ad un pubblico di età 0+, ovvero per tutta la famiglia, questo vantaggio viene sempre applicato quando già la famiglia avversaria arriva in un punto cruciale della preparazione senza che, di fatto, possa subire una grande penalità (ad esempio quando hanno il cibo già in forno e quindi stare 5 minuti fermi in disparte non cambia molto la situazione).

Come se non bastasse, al termine della scontro culinario, a volte la famiglia che aveva applicato una determinata penalità alla squadra avversaria si scusa per averlo fatto promettendo, addirittura, di non farlo più, rendendo il tutto molto finto e distante dal concetto di sfida.

Conclusioni

Be Our Chef: magie in cucina è quindi un prodotto che mette in mostra una fin troppo sana competizione, riducendosi in un’opera esageratamente politically correct e dalla sfida quasi nulla che con la scusa di non deludere i piccoli partecipanti si pone a metà tra realtà e finzione. Al contempo, essendo una produzione dedicata a tutta la famiglia e vivendo in un periodo molto incerto per via dell’emergenza sanitaria legata al Coronavirus, potrebbe essere interessante, qualora abbiate figli o fratelli molto piccoli, seguire gli episodi insieme a loro e mettere in pratica ciò che viene mostrato dilettandosi in sfide casalinghe degne di veri chef.

Be Our Chef: magie in cucina

Lo spettacolo non è perfetto ed è come se fosse circondato da una patina fatata di semplicità, dolcezza e irrealismo dove i genitori riescono addirittura ad essere più illogici e poco funzionali dei propri figli più piccoli, tuttavia è pur sempre un prodotto che segue i canoni Disney e nel suo piccolo riesce a centrare il punto e ad educare i più piccoli al senso di sfida e alla correttezza.

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