Libri e Fumetti

Dragonero – Il Ribelle: L’inaccessibile fortezza, recensione

Dragonero: Il Ribelle – L’inaccessibile fortezza
Genere
Fantasy
Formato
Bonellide
Autore
Stefano Vietti, Fabio Babich, Fabrizio Galliccia, Emanuele Gizzi, Gianluca Pagliarani, Paolo Francescutto
Editore
Sergio Bonelli Editore
Collana
Dragonero - Il Ribelle

L’inaccessibile fortezza, l’albo di gennaio di Dragonero – Il Ribelle, non è solamente un tassello importante all’interno della sfiancante lotta dei Ribelli guidati da Ian Aranill contro il nuovo potere assiso sul trono erondariano, ma si configura come un’analisi attenta ed emotivamente coinvolgente del ruolo dell’eroe. Tradizionalmente, siamo legati a una visione di questi personaggi come personalità adamantine e guidate da animi indomiti, capaci di mostrarsi inarrestabili di fronte a ogni avversità. Nella narrativa moderna, invece, si è cominciata a profilare la figura dell’eroe umano, un nuovo archetipo narrativo in cui l’aura di mitologica invincibilità viene mitigata dall’aspetto intimo, anche sofferto, dell’uomo (o donna) dietro il mito.

dragonero 92 1

All’interno de L’inaccessibile fortezza, Ian viene impreziosito di questa dinamica emotiva. Vietti, autore della sceneggiatura, non si limita a raccontarci un’avventura travolgente, che apre a risvolti futuri per la lotta dei Ribelli, ma sembra volerci offrire un nuovo, emozionante spaccato dell’animo di Ian Aranill.

L’inaccessibile fortezza e il ruolo dell’eroe

Gettando lo sguardo indietro, alle precedenti avventure di Dragonero antecedenti alla saga delle Regine Nere, si può vedere come questa cura nel delineare l’anima di Ian fosse già presente, ma considerato il contesto della serie, ancora lontano dai grandi sconvolgimenti portati dalla sanguinosa guerra che ha radicalmente cambiato l’Erondar, il ruolo di Ian, anche da un punto di vista sociale, era diverso. Lo scout imperiale, infatti, era visto come un eroe nel senso classico del termine, ben voluto e ammirato da tutti, dal popolino alle alte sfere, che, pur non apprezzando a volte i suoi metodi, tributavano onore e rispetto a Ian.

La svolta narrativa imposta dal nuovo corso post-Guerra delle Regine Nere ha ribaltato il ruolo di Ian: da eroe dell’Impero a nemico numero uno. Un cambiamento che è stato nettamente percepito dallo stesso Aranill, che non ha vacillato nel suo nuovo ruolo, come ha ribadito nelle pagine del primo capitolo della saga di Dragonero – Il Ribelle, I ribelli dell’Erondar:

Traditore? Non io….NON IO! IAN FIGLIO DI ARAN! Questo è il mio nome! Prima mercenario fra i Senzanima, poi ufficiale imperiale, infine scout! Ho combattuto i nemici dell’impero per anni…prima che l’Impero tradisse il suo popolo

Con queste parole, Ian assume il ruolo di guida dei Ribelli. In un certo senso, pur perdendo la sua fama di protettore dell’Erondar, inteso come ordine costituito rappresentato dal trono di Vàhlendàrt, assume il ruolo di eroe scomodo. Volendo fare un paragone, all’interno del mondo dei fumetti, Ian assume una connotazione che lo avvicina a personaggi come Spider-Man o Batman, contrapposti tra il senso di rispetto suscitato nella popolazione e la sfiducia, quando non l’aperta ostilità, riscontrata dall’autorità.

dragonero 92 2

Ma quanto può essere pesante questa condizione per un uomo? Quanto può, anche il più idealista e onesto degli eroi, rimanere fedele ai suoi intenti, senza vacillare? In L’inaccessibile fortezza, Vietti, in diversi istanti, costruisce quella che potrebbe essere la prima crepa nell’armatura intima di Ian, partendo da come il suo carisma abbia fatto leva sull’animo adolescente di uno dei ribelli, il mezzelfo Sashima.

“Lui è il mio esempio di vita…è per combattere al suo fianco che sono entrato nella ribellione. […] Vivere avventure, mettermi alla prova e avere Ian come esempio…non posso chiedere di più”

Sono parole dette da un giovane che vede più avventura che pericoli, ma l’origine di questa sua visione è il ruolo eroico di Ian. Non è un caso che venga rimproverato da Briana, che lo esorta a non dire mai all’ex-scout di questa sua venerazione. Negli eventi centrali dell’avventura di questo mese, Vietti ci mostra perché Ian non sarebbe lieto di questa così alta considerazione, andando a scrutare nei meandri dell’anima di Aranill, mettendo a nudo quelle che sono ferite ancora aperte, dolori che lo accompagnano in questa lotta che si combatte con la spada e con le emozioni.

Il punto di partenza de L’inaccessibile fortezza, però, ci consente anche di comprendere un altro aspetto dell’esser un simbolo: si diventa un bersaglio. Se è vero che Ian guida i ribelli con autorità, è altrettanto vero che la sua fama, il suo ruolo di comandante, lo rendono un facile bersaglio per chi voglia colpire la ribellione o, come nel caso de L’inaccessibile fortezza, attrarre la sua attenzione. Come scopre Briana, che, assieme a Sashima, viene rapita da un clan di nani, intenzionati a incontrare Ian per discutere dell’utilizzo non autorizzato da parte dei ribelli delle vie sotterranee, considerate una proprietà esclusiva dai nani.

dragonero 92 3

Tutta questa vicenda, e i pericoli a cui Ian deve far fronte durante una missione congiunta con i nani al fine di stabilire una futura collaborazione, hanno un peso non indifferente sull’uomo. Un’ulteriore zavorra che grava su uno spirito segnato da cicatrici visibili e interiori, che percepisce ulteriori pericoli in arrivo e si sente sempre più debole, incapace di far fronte al ruolo che sente di dover rivestire, che gli impedisce di godersi una vita semplice.

“E’ una minaccia alla quale arriveremo impreparati…e mi sento così stanco. Il sorgere del sole è da sempre un momento di speranza….da mesi è solo l’arrivo di un altro giorno di lotta”

Una visione disincantata del proprio ruolo, quella confessata da Ian all’amata Briana, ma che non gli impedisce di continuare a ragionare in un’ottica futura di disperata speranza, come vediamo nella pianificazione della missione al centro de L’inaccessibile fortezza. Vietti è stato attento a non lasciare che la costruzione emotiva di Ian fosse l’unico aspetto di interesse dell’albo.

Rispetto della continuity

Fedele al concetto di serrata continuity della serie, l’autore ha infatti mostrato le conseguenze di una vignetta mostrata nei numeri scorsi, in cui un gruppo di nani mostrava di non gradire l’utilizzo delle vie sotterranee da parte dei ribelli. Come da tradizione in Dragonero, queste piccole anticipazioni, inserite in modo organico nella narrazione, divengono la genesi di storie più complesse, in cui gli autori ci mostrano l’evoluzione sociale dell’Erondar. Vietti in questo numero ci ricorda della società dei nani, divisa nuovamente in seguito alla fine della saga delle Regine Nere, e non ancora schierata apertamente con le due fazioni che stanno lottando in superficie.

Gli eventi messi in atto in L’inaccessibile fortezza riportano dunque l’attenzione su questa razza, ma soprattutto ci ricordano come la citata continuity di Dragonero sia un elemento particolarmente importante di questa serie. I riferimenti ad altri albi, come Ricercati!, sono evidenti e vengono evidenziati anche all’interno della narrazione.

dragonero 92 3

Un racconto che si affida ai disegni di tre autori: Fabio Babich, Fabrizio Galliccia e Emanule Gizzi.

L’alternanza degli stili tra i tre disegnatori non scalfisce minimamente il godimento di questo albo appassionante. Ogni artista porta la propria visione del mondo di Dragonero e la propria indubbia professionalità al servizio della storia, mostrando i personaggi nella loro vitalità e dando vita a scenari che esaltano l’aspetto epico dell’avventura. Se Gizzi eccelle nel cogliere i personaggi in pose che veicolano alla perfezione la loro emotività e rispecchiano le loro tensioni interiori, Babich ci regala una dimensione oscura opprimente nel limbo in cui vengono trasportati i nosti eroie. A Fabrizio Galliccia spetta il compito di ricreare l’imponente architettura di Dunmon, realizzata con un impianto visivo accurato e impeccabile, e di ritrarre Ian in un momento intimo, in cui la sua anima tormentata trova uno specchio degno nel tratto del disegnatore, che interpreta al meglio questo tessuto emotivo nelle espressioni visive quanto nelle tensioni muscolari delle posture del personaggio.

Semplicemente impressionante il lavoro del duo Pagliarani – Francescutto per la copertina de L’inaccessibile fortezza. Il disegno di Pagliarani è un’illustrazione che incarna al meglio non solo la storia contenuta nell’albo, ma è una perfetta interpretazione di un’avventura fantasy da manuale dei giochi di ruolo. La tensione dei personaggi, la posa del mostro e l’ambientazione di sfondo sono una vera e propria dichiarazione d’amore al fantasy. Su questo, si pone poi la colorazione di Paolo Francescutto, che oramai sembra destinato ad alzare continuamente il livello del suo lavoro. I giochi di luci e ombre generati dalla torcia di Ian e dalla pelle biancastra del minaccioso mostro, che ricorda le creature dal colorito diafano delle buie profondità, sono stupendi, dando vita a lampi di colore incredibili, come il riflesso sullo scudo e elmo del nano.

dragonero 92 4

Sulla copertina di questo numero di Dragonero – Il Ribelle campeggia anche un logo importante: gli 80 anni della Sergio Bonelli Editore. Anche le altre serie della casa editrice sfoggeranno questo logo, che incarna un anno di festeggiamenti e ricorrenze in casa Bonelli, come i trent’anni di Nathan Never e i sessant’anni di Zagor. Dragonero – Il Ribelle torna in edicola il mese prossimo con una storia dedicata nientemeno che alle viverne.

Dall’ombra insorgiamo. Nel silenzio colpiamo.

Dragonero: Il Ribelle – L’inaccessibile fortezza

L'inaccessibile fortezza mostra un aspetto nuovo di Ian, analizzando il suo ruolo all'interno della ribellione e il peso che gli eventi stanno avendo su di lui. Il tutto in un albo disegnato da tre autori che interpretano magnificamente la narrazione.

Pro

  • Storia avvincente
  • Ruolo dell'eroe ben sviluppato e analizzato
  • Rispetto della continuity
  • Copertina stupenda

Contro

  • Non pervenuti