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Eurovision Song Contest: la storia dei Fire Saga, musica e risate su Netflix

Ancora una volta, la nuova proposta di Netflix si scontra con una finestra d’uscita diversa da quella preventivata. Da 5 Bloods avrebbe dovuto segnare il ritorno di Spike Lee e Netflix a Cannes, ma l’emergenza Covid-19 ha sconvolto i piani, quando è stata cancellata la kermesse cinematografica francese. Un cambio di programma che ha colpito anche un’altra manifestazione europea, l’Eurovision Song Contest, che prevista per maggio è stata rinviata. Un rinvio che ha costretto Netflix a rivedere la data di uscita del nuovo film con protagonista Will Ferrell: Eurovision Song Contest: la storia dei Fire Saga.

Eurovision Song Contest: la storia dei Fire Saga, la nuova commedia canora di Netflix

Verrebbe da chiedersi come sia possibile che un evento canoro europeo possa diventare protagonista di una produzione americana, ma quando c’è di mezzo l’estro comico di Ferrell nulla è impossibile. L’attore americano si è appassionato all’Eurovision Song Contest: la storia dei Fire Saga grazie alla moglie, l’attrice svedese Viveca Paulin, appassionata della competizione. Per prepararsi alla realizzazione di questo film, Ferrell si è avvicinato alla competizione canora vivendo il dietro le quinte dell’edizione 2018, in modo da comprenderne le dinamiche e carpire quei momenti della manifestazione che si prestavano maggiormente ad essere piegati alla sua vena comica.

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Soprattutto, era necessario identificare quegli elementi essenziali che potessero consentire al pubblico d’oltreoceano di sentirsi coinvolto da questa storia vissuta tra il comico e il sentimentale. Eurovision Song Contest: la storia dei Fire Saga ha una forte componente canora, come lascia presagire il titolo, che lo avvicina al genere dei musical. In un momento in cui il genere dei musical non è particolarmente florido ed in attesa che su Disney+ arrivi un titolo atteso come Hamilton, Eurovision Song Contest: la storia dei Fire Saga può però essere un film che soddisfa la voglia di musical.

A dare visibilità a questo film è stato anche un insolito trailer presentato nei giorni dell’ipotizzata finale dell’Eurovision Song Contest. Anziché il classico trailer, Eurovision Song Contest: la storia dei Fire Saga era stato presentato dal video di una delle canzoni di punta del repertorio di Fire Saga, Volcano Man.

E già era evidente come il tono della commedia canora di Netflix sarebbe stato appassionante.

Da Waterloo a Double Trouble

Nel 1974 un ragazzino, Lars Erikssong (Will Ferrell), assiste con la famiglia all’esibizione degli Abba all’ Eurovision Song Contest. Sulle note di Waterloo, Lars scopre la sua incredibile passione per la musica, che diventa la sua ossessione, un amore viscerale che lo porta a voler diventare il migliore cantante dell’Islanda. Motivo per cui assieme all’amica Sigrit Ericksdottri (Rachel McAdams) crea il duo dei Fire Saga, considerato da tutti…il peggior duo canoro islandese.

I loro concittadini di Hùsàvik (paese islandese reale) li deridono e non credono minimante in loro, al punto di considerare Lars poco più di un fallito, complice il pessimo rapporto con il padre Erick (Pierce Brosnan), che osteggia e sbeffeggia il figlio ad ogni occasione. L’occasione del riscatto per il duo canoro si presenta quando l’Islanda deve selezionare i candidati per la partecipazione all’ Eurovision Song Contest, dove per un gioco del destino (ma non solo…) i Fire Saga diventano i rappresentati dell’Islanda.

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Per Lars e Sigrit questa esperienza incredibile diventa l’occasione per rivedere il loro rapporto. Abituati alla dimensione contenuta e quasi irreale del proprio paesino, i Fire Saga si trovano catapultati in un modo totalmente nuovo, che costringe i due cantanti a fare i conti con aspirazioni e desideri, grazie anche alla presenza del concorrente russo Alexander (un divertente Dan Stevens). Il tutto all’interno di una cornica fatta di musica, battute ed emozioni a sorpresa che rende Eurovision Song Contest: la storia dei Fire Saga un film estremamente divertente e appassionante.

Musica e comicità

Come si diceva, lo scoglio principale era trasmettere allo spettatore americano il senso dell’Eurovision Song Contest. Ferrell e David Dobkin hanno dato vita ad un film in cui anche il pubblico americano può trovare un intrattenimento coinvolgente, senza sentirsi escluso per la mancata conoscenza del contesto dell’ambientazione. Ferrell non si perde l’occasione di ironizzare sull’estraneità dello spettatore medio americano, coinvolgendo un gruppo di giovani turisti statunitensi all’interno delle dinamiche del film.

Comicità, quella di Ferrell, che cerca di dare mordente al film, riuscendoci solo in parte. Pur essendo Eurovision Song Contest: la storia dei Fire Saga un film divertente, da Ferrell era lecito aspettarsi molto di più. La speranza era di assistere nuovamente alla dinamica comica di  2 singole a nozze, film comico perfetto in cui Ferrell e la McAdams erano stati strepitosi, sotto la guida di Dobkin. Ma per quanto si siano sforzati di strappare qualche risata, anche riuscendoci, il tono comico tipico di Ferrell è lontano dalla sua solita caratura.

Se da un lato è comprensibile l’idea di scegliere l’Islanda come patria dei protagonisti per dare vita a dei giochi di parole, dall’altro non si può nascondere che l’estro comico di Ferrell non riesce a sfruttare pienamente questo elemento. Giochi di parole che si perdono con la traduzione, una battuta ricorrente che viene abusata diventando stucchevole e una gestione degli accenti non proprio riuscita sono elementi che in alcuni punti rallentano il ritmo comico di Eurovision Song Contest: la storia dei Fire Saga, che guizza solo grazie ad alcune scene davvero riuscite.

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Non meno rilevante la scelta di dare vita ad un contesto canoro in cui le canzoni sono parodistiche nei testi e negli interpreti, ma i cui arrangiamenti non stonerebbero sul palco dell’Eurovision Song Contest. Esibizioni sgargianti, con coreografie notevoli e un commento offerto da Graham Norton (che alla sua prima conduzione dell’evento aveva ironizzato proprio sull’Islanda!) sono i dettagli di rifinitura di un film che in due ore appassiona, diverte ed emoziona, grazie ad un Ferrel non perfetto ma comunque convincente, supportato da una Rachel McAdams dolce e ingenuamente ironica, ottima nel recitare in playback durante le parti cantate, in cui sentiamo la voce della cantante svedese Molly Sandén.

Eurovision Song Contest: la storia dei Fire Saga, al netto di pregi e difetti, si rivela comunque una proposta gradevole e meritevole, che riconferma l’intenzione di Netflix di aprirsi a diversi generi, ponendosi anche come un laboratorio in cui presentare idee che altrimenti non avrebbero al giusta occasione di farsi conoscere.