Cinema e Serie TV

I film Horror da non perdere al 2019

Il genere dei film Horror è uno dei più prolifici all’interno del panorama cinematografico; ogni anno sono decine le pellicole proposte nelle sale e diventa spesso difficile orientarsi nelle proposte disponibili sia per gli amanti del genere sia per chi vuole semplicemente vedere un buon film ogni tanto. Abbiamo provato a fare una selezione dei  film horror che riteniamo imperdibili fra quelli usciti negli ultimi 10 anni pescando sia fra i migliori arrivati in sala sia fra i titoli che, pur non entrando nell’olimpo del genere horror, hanno però introdotto una qualche innovazione o portato una “ventata di freschezza” in un genere che è solito riproporre spesso cliche e opere similari. Eccovi quindi i prodotti che vi consigliamo di recuperare e che sono già tutti disponibili nel mercato Home Video per goderveli comodamente sul divano di casa sgranocchiando popcorn.

The Conjuring – L’evocazione (2013, James Wan)

La storia di questo film Horror muove da premesse piuttosto classiche: un padre e una madre insieme alle loro 5 figlie si trasferiscono in una nuova casa che, ben presto, si scoprirà essere infestata. Apristrada di un fortunato universo Horror, “The Conjuring” ha avuto ad oggi numerosi sequel e spin-off, tutti in qualche modo legati alle vicende dei suoi due volti principali, Ed e Lorraine Warren (interpretati da Patrick Wilson e Vera Farmiga), realmente esistiti ed esperti occultisti e demonologi. Sebbene il film non spicchi per originalità, rimane una pellicola dell’orrore decisamente sopra la media e meritevole di un posto nella nostra classifica anche solo per l’ambizione dietro il progetto, portato a compimento, di creare una serie di film dell’orrore fortemente coerenti e legati l’uno con l’altro, cosa di per se apprezzabile e controcorrente rispetto alla tendenza a fare del film horror una singola, rapida esperienza dimenticabile poco dopo l’uscita dalla sala.

Insidious (2010, James Wan)

Di nuovo James Wan e sempre con un film Horror ma qualche anno prima, mette la firma ad un titolo che invece di originalità ne ha già molta di più. Il piccolo Dalton (Ty Simpkins) una notte si addormenta e non riesce più a svegliarsi, i genitori (Patrick Wilson e Rose Byrne) preoccupati contattano i dottori che confermano le buone condizioni di salute del bambino, incapaci però di fornire ulteriori informazioni sul perché non riesca ad uscire dal suo sonno. Non sapendo più cosa fare e sull’orlo di un crollo nervoso, la coppia decide di contattare Elise (Lin Shaye), una medium, che ben presto capirà la vera natura del sonno di Dalton: lo spirito del bambino è, in realtà, trattenuto in un diverso piano dell’esistenza da un pericoloso demone, con il quale dovranno cercare di comunicare e, a mali estremi, combattere.

Anch’esso primo capitolo di una serie, “Insidious” non ha avuto nei suoi sequel la stessa fortuna di “The Conjuring”, tuttavia questo primo capitolo rimane ricco di idee ottime e originali, con un cenno particolare per le musiche: acute, inquietanti e vero motore della tensione.

La Casa delle Bambole (2018, Pascal Laugier)

Pascal Laugier, già ben noto per “Martyrs” (2008), film che sconvolse per la sua crudezza e violenza, con “La Casa delle Bambole” regala un film Horror non meno violento ma arricchito di una forte componente psicologica. Pauline (Mylène Farmer) è una madre single che, insieme alle due figlie adolescenti Beth e Vera decide di trasferirsi nella vecchia casa di una loro zia, recentemente venuta a mancare. Durante la prima notte nella nuova casa due inquietanti individui, un uomo enorme e una persona dal sesso indefinibile, fanno irruzione nella casa con il chiaro intento di violentare e infine uccidere le donne. Pauline riesce miracolosamente ad avere la meglio sui due uomini e il film fa un salto in avanti di sedici anni; Un giorno Beth, ormai adulta e realizzata, decide di far visita alla madre e alla sorella, quest’ultima mai del tutto ripresasi dall’assalto di quella notte, che vivono ancora insieme nella vecchia casa. Al suo arrivo troverà Vera in preda a fortissime crisi di panico, convinta che i due uomini siano ancora nella casa e abusino di lei ogni notte; poco a poco Beth scoprirà che molte cose quella notte non andarono come lei ricorda.

Film consigliatissimo per chi non è troppo sensibile alla violenza cinematografica, non si ritrovano qui i tipici leitmotiv del genere horror ma, piuttosto, una tensione che si gioca tutta nella mente dei protagonisti e nelle complessità della malattia mentale.

  • La Casa delle Bambole è disponibile su DVD | Blu-Ray

The Vvitch (2015, Robert Eggers)

Ambientato in Inghilterra nel 1600, il film Horror “The Vvitch” racconta la storia di una famiglia di contadini, esiliata dalla comunità in cui viveva a causa delle idee religiose troppo fondamentaliste del padre. Genitori e figli si ritroveranno a doversi costruire una nuova vita, solitaria, in un appezzamento di terreno ai margini di un bosco; quando le difficoltà nel procurarsi cibo e sostentamento iniziano a diventare insostenibili, tuttavia, inizia a farsi strada tra i vari componenti della famiglia una sorta di paranoia mistica, alimentata dalla scomparsa improvvisa e inspiegabile del figlio minore. Passerà poco tempo prima che i figli, e successivamente i genitori, comincino a vociferare di una maledizione sul loro terreno e della presenza di una strega nel bosco.

Il film è una rappresentazione interessantissima e inquietante del potere che la superstizione poteva avere in quelle circostanze e in quei tempi, tra realtà, fantasia e credenze così radicate da diventare reali. Consigliatissimo per l’originalità della storia e per la cura nei dettagli e nella ricostruzione storica dei costumi e degli oggetti di scena.

Us (2019, Jordan Peele)

Jordan Peele, già ben noto per “Get Out”, con “Us” realizza un film Horror “morbido” nelle immagini ma incredibilmente inquietante nelle vicissitudini. Una famiglia americana, in vacanza nella vecchia città marittima dove abitava la madre (Lupita Nyong’o), inizia ad essere perseguitata dai loro stessi alter ego, una famiglia dalle sembianze esattamente uguali ma dai modi e comportamenti violenti e folli. A mano a mano comprendono che queste vicende non riguardano solo loro, ma tutti gli abitanti della cittadina e, probabilmente, d’America: gli alter ego che, per decenni, avevano vissuto all’interno di centinaia e migliaia di chilometri di tunnel sotterranei abbandonati, imbruttiti e animalizzati, hanno trovato un leader pronto a spronarli alla rivalsa e si sono fatti strada in superficie con l’intento di eliminare i loro doppioni e prenderne il posto.

Delirante e visionario, “Us” è un film denso di critica allo stile di vita occidentale, che schiaccia ed elimina la povertà dai riflettori mettendo in luce solo ricchezza e benessere. Un film di grande impatto che tiene incollati allo schermo per quasi due ore.

Suspiria (2018, Luca Guadagnino)

Remake del celeberrimo film Horror “Suspiria” di Dario Argento, questa versione firmata da Luca Guadagnino riprende la storia originale arricchendola di nuovi dettagli e di un nuovo finale. L’ambientazione è sempre quella, una scuola di danza che nasconde, in realtà, una congrega di streghe votate alla magia nera e il film, decisamente lungo per il genere, scorre attraverso immagini inquietanti e dinamiche disturbanti. Una pellicola imperdibile sia per chi ha già visto l’originale, sempre consigliatissimo, sia per chi si approccia per la prima volta alla vicenda di “Suspiria”.

Interessantissimo l’effetto disturbante delle coreografie estreme che simulano, pur senza mai mostrarle, distorsioni e fratture, tenendo sempre lo spettatore col fiato sospeso, aspettandosi qualche traumatico incidente; notevoli anche gli effetti speciali, realizzati quasi completamente senza l’aiuto della computer grafica, in evidente omaggio all’autore originale Dario Argento e le interpretazioni di Dakota Johnson e Tilda Swinton.

Hereditary (2018, Ari Aster)

Film Horror d’esordio di Ari Aster, “Hereditary” riesce in modo creativo e innovativo a rimaneggiare dei classici motivi del cinema horror, come la possessione demoniaca e i rituali satanici, proponendoli in un modo del tutto nuovo, più drammatico e meno mirato al semplice, improvviso, spavento. La storia presenta il primo, pesante, colpo di scena già a mezz’ora dall’inizio, cosa che rende impossibile farne un riassunto spoiler-free; basti sapere che la fonte della profonda inquietudine e, a tratti, nausea che questo film provoca non è una banale possessione o la presenza di qualche spaventoso demone, ma piuttosto la psicologia dei personaggi, fortemente traumatizzati dagli avvenimenti, che perdono gradualmente la ragione cadendo preda della paranoia e di manie di persecuzione. Toni Collette, protagonista indiscussa del film, è talmente brava a recitare questo ruolo che, più di una volta, bastano le sue espressioni facciali per reggere la scena.

Antichrist (2009, Lars Von Trier)

Film impossibile da catalogare solamente sotto la voce “film Horror”, Antichrist è un complesso insieme di psicologia, suggestione e momenti onirici. La figlia neonata di una coppia (Willem Dafoe e Charlotte Gainsbourg) muore cadendo accidentalmente dal balcone mentre i due genitori sono impegnati in un rapporto sessuale. La particolare dinamica dell’incidente innesca un pesantissimo senso di colpa nella madre e il marito, psicanalista, prende la decisione disperata di aiutarla nell’elaborazione del lutto, pur sapendo che si tratta di una pratica sconsigliatissima visto il particolare rapporto tra i due. Nel tentativo di isolarsi dal mondo la coppia decide di vivere momentaneamente in un cottage all’interno di un bosco; qui ogni cosa inizierà ad assumere ben presto forti significati simbolici e la follia della moglie finirà per contagiare anche il marito, che ben presto abbandonerà il normale percorso terapeutico, rinunciando ad ogni razionalità per un immaginario percorso di redenzione in cui si intrecciano magia, riti paganeggianti e sogni ad occhi aperti.

Pur andando ben oltre la semplice definizione di horror, “Antichrist” ne contiene tuttavia tutti gli aspetti e rimane, indubbiamente, uno dei film visivamente più belli degli ultimi 10 anni, pur se profondamente disturbante.

The Neon Demon (2016, Nicholas Winding Refn)

Film Horror dai colori e dalle luci impressionanti, “The Neon Demon” racconta la storia di Jesse (Elle Fanning), giovanissima modella appena giunta a Los Angeles in cerca di fortuna e fama. Il suo aspetto pulito e angelico la rende subito desideratissima da tutti i fotografi e dalle agenzie di moda, impazienti di poter avere metaforicamente, come suggerito in modo esplicito dal film, un “pezzo” di lei. Man mano che il tempo passa Jesse acquisterà sempre maggior fama e, al contempo, guadagnerà l’invidia cocente delle altre modelle, più anziane o meno “naturalmente” belle, che inizieranno ad avere con lei un rapporto di odio e amore, entrambi causati ugualmente dal desiderio di essere come lei e dalla consapevolezza che ciò è impossibile.

Film pesantemente metaforico, “The Neon Demon” trova il suo posto nel cinema horror in particolar modo per la sua componente splatter, che non risparmia nemmeno picchi estremi come il cannibalismo e la necrofilia. Inteso come una brutale critica al concetto di bellezza come valore assoluto, superiore ad ogni altra cosa, si tratta di una pellicola attualissima che racconta come il desiderio spasmodico di qualcosa che non si può avere possa trasformare gli uomini in mostri.

Babadook (2014, Jennifer Kent)

 Primo lungometraggio e primo film Horror di Jennifer Kent, “Babadook” è un piccolo grande gioiello del cinema horror.

Amelia (Essie Davis) è una madre single, recentemente rimasta vedova, che vive da sola con il figlioletto Samuel (Noah Wieseman). Il bambino, complice anche la recente morte del padre, presenta diversi problemi di comportamento ed è spesso incontenibile; a farne le spese, ovviamente, la madre, sempre più esausta e in difficoltà. Un giorno Amelia ritrova in casa un libro per bambini, “Mister Babadook”, e decide di leggerlo a Samuel, salvo accorgersi, a metà lettura, che il racconto prende un’improvvisa piega violenta. Nonostante l’interruzione, da quel giorno Samuel incomincerà a convincersi che Babadook infesti la casa, minacciando lui e sua madre e finendo per causare un crollo nervoso a quest’ultima, contagiata e condizionata dalle fantasie del bambino.

“Babadook” è l’horror-psicologico per antonomasia, una rappresentazione incredibile della malattia mentale, della depressione e della paranoia, recitato in modo incredibile dai due attori protagonisti, relativamente sconosciuti e praticamente senza l’aiuto di alcun effetto speciale, ma solo di una lenta e sapiente costruzione della tensione che non lascia lo spettatore praticamente mai dopo la prima mezzora di film.