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I film di Pasqua da recuperare: da The Passion a Il principe d’Egitto

Per quanto non sia la classica festività durante la quale ci si può mettere sotto una copertina al freddo, con una buona tazza di the o di cioccolata come faremmo a Natale, possiamo anche alternare grigliate e uova di Pasqua con una buona dose di film dedicati a questa festività. Nonostante non vi siano parecchi titoli a disposizione, abbiamo però riscoperto alcuni di quelli più significativi per celebrare di fronte alla TV, da soli o in compagnia, questa occasione utile per recuperare un buon film non ancora visto o dare una rinfrescata alla memoria con un ripasso dei vostri film preferiti. Pronti a scoprirli con noi?

I film di Pasqua da recuperare

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Risorto

Disponibile su Netflix, Risorto è un film che è riuscito a riscuotere poco successo, nonostante sia stato diretto da un regista di non poco conto come Kevin Reynolds (Fandango, Il conte di Montecristo, Robin Hood – Principe dei ladri) e girato con un cast che conta nomi come Tom Felton, il Draco Malfoy della saga di Harry Potter, o ancora Joseph Fiennes, fratello di Ralph, anche quest’ultimo coinvolto nella serie di film del maghetto nei panni di Voldemort. Il film, uscito nel 2016, racconta la storia biblica della resurrezione di Cristo attraverso gli occhi di un credente, ma con un taglio piuttosto particolare. L’imperatore Tiberio sta per arrivare a Gerusalemme e Ponzio Pilato ordina al tribuno militare Clavio di accertarsi che Yeshua, nient’altri che Gesù, sia messo a morte e che il suo cadavere sia sorvegliato. Quest’ultimo però sparisce e Clavio avvia un’indagine, approcciando il mistero della resurrezione di Cristo come un’indagine poliziesca.

L’idea è buona, ma non del tutto originale, e il film si presenta con un linguaggio tecnico e artistico che disorienta abbastanza lo spettatore: Joseph Fiennes fa capolino in alcune scene con musica western in sottofondo, o ancora vi sono apparizioni e sparizioni di Gesù raccontate in maniera non troppo credibile, o comunque non aderente a quanto ci possiamo aspettare da una storia così tradizionale. Una lettura sicuramente più unica che rara, ma con qualche difficoltà di gestione e di apprezzamento da parte del pubblico. Fin dove l’inquisizione ha un carattere storico e politico, il film riscuote un certo tipo di interesse ma la narrazione evangelica del racconto della scelta di Clavio non riesce a risultare seria e verosimile.

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The Passion

Fortemente discusso e criticato per la violenza e il voyeurismo quasi morboso con cui vengono messe in scena i momenti di dolore del Figlio di Dio, The Passion of the Christ è un film del 2004 co-scritto, diretto e co-prodotto da Mel Gibson e interamente girato in Italia, tra Matera e Cinecittà. La pellicola si concentra sulle ultime ore di vita di Gesù Cristo, dall’arresto nell’Orto degli Ulivi, al processo presso il Sinedrio e Ponzio Pilato, alla sua atroce flagellazione, fino alla crocifissione e alla risurrezione.

L’interpretazione di Jim Caviezel è stata duramente criticata per via di un “efferato dolorismo”, come era stato giudicato all’epoca della sua uscita. Sia le recensioni di settore, sia l’opinione del pubblico si sono viste divise in maniera netta su questo film, dove il livello di violenza è sì elevato, talvolta concepito anche come “violentemente antisemita”. Rimanendo su aspetti oggettivi del film, la pellicola ha comunque riscosso anche valutazioni positive, riguardanti la fotografia, il trucco e le interpretazioni, in particolare proprio quella di Jim Caviezel.

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Peter Rabbit

Andiamo su altri lidi e riscopriamo un film sicuramente più leggero dei primi due in lista. Peter Rabbit è la storia di una serie di teneri coniglietti che portano sullo schermo la storia della scrittrice Beatrix Potter. Peter Rabbit e le sue sorelle, rimasti orfani dopo la morte della mamma, rubano la verdura dall’orto del giardino del burbero signor McGregor, con il quale hanno un conto in sospeso. Egli ha infatti ucciso in passato il loro papà, ma quando McGregor viene stroncato da un infarto, i conigli sperano di poter finalmente mettere le zampe sul suo prezioso orto. Invano. L’eredità va al nipote dell’anziano, un ragazzo di città che odia gli animali e che però fa breccia nel cuore di Bea, la vicina di casa nonché amica dei conigli. Come finirà?

Film del 2018, il pubblico di grandi e piccini ha saputo divertirsi grazie alla regia di Will Gluck, che sta lavorando proprio al sequel di questo titolo, Peter Rabbit 2 – Un birbante in fuga, tra conigli che maneggiano esplosivi e lanciano pomodori come fossero bombe e granate. Una cosa è certa: alcuni elementi di quanto vediamo nel film non erano presenti nella storia originale della scrittrice di Kensington, ma la trovata è figlia di un tempo in cui, probabilmente, si voleva rendere meno noiosa una pellicola altrimenti “troppo classica”. Ci sono riusciti davvero?

Noah

Un film del 2014 scritto, diretto e prodotto da Darren Aronofsky, con protagonista Russell Crowe nei panni del patriarca biblico Noè e Emma Watson, anch’essa reduce dal mondo magico potteriano, nel ruolo di Ila, una bambina ferita gravemente e accolta in famiglia da Naameh, la moglie di Noè. La pellicola è ispirata chiaramente alla storia dell’Arca di Noè narrata nell’Antico Testamento, qui ripresa nel momento in cui la stirpe di Set è schiacciata da quella di Caino, che ha corrotto le anime degli umani e porta violenza e devastazione. Noè (Russel Crowe), figlio di Lamech, è l’ultima speranza per l’umanità, incaricato di costruire un’arca prima che la sua ira si abbatta sul pianeta e inondandolo completamente.

Noè chiede ai suoi figli Sem (Douglas Booth), Cam (Logan Lerman) e Jafet di accompagnarlo nella dimora di suo nonno Matusalemme (un ottimo Anthony Hopkins), dove l’uomo spera di avere risposte concrete, ma il viaggio per arrivarci sarà davvero pieno di pericoli. Dopo aver salvato e adottato la piccola Ila, il prescelto e la sua famiglia si imbatto nei Vigilanti, tra i quali vi è anche un fedele di Matusalemme, il Guardiano Og, che si offre di condurre i viaggiatori a destinazione. Una pellicola ben valutata dalla critica e non solo, se consideriamo che fu candidata ai Golden Globe per la ‘Miglior canzone originale’ e ai Saturn Awards nelle categorie ‘Migliori costumi’, ‘Miglior scenografia’, ‘Miglior sonoro’ e ‘Migliori effetti visivi’. Meritevole di essere recuperato, se ancora non gli avete dato una possibilità.

Il principe d’Egitto

Titolo d’animazione della DreamWorks Animation, uscito nel 1998 grazie al lavoro della regia di Brenda Chapman, Steve Hickner e Simon Wells, Il principe d’Egitto è stato il primo film della DreamWorks a essere realizzato in animazione tradizionale. E’ di fatto il remake animato de I dieci comandamenti, film uscito negli anni Cinquanta con Charlton Heston, oltre a risultare come l’adattamento del libro dell’Esodo. Alla sua uscita, il 18 dicembre 1998, era il film d’animazione più costoso della storia del cinema ed elogiato per la sua colonna sonora e per la storia, tutti risultati che hanno portato anche a un ottimo incasso al botteghino.

Guadagnando anche un Oscar alla migliore canzone (When You Believe), cantata in lingua originale da Whitney Houston e Mariah Carey, la pellicola ha incassato circa 218 milioni di dollari, il film d’animazione non disneyano di maggiore incasso nella storia del cinema prima de I Simpson – Il film. La storia racconta del periodo in cui gli ebrei sono schiavi del popolo egizio e, per ordine del faraone Seti I, costruiscono le città ed erigono le statue degli dei, mentre il quartiere ebraico di Goscen vede l’uccisione di bambini maschi neonati. Qui Jocabel, con i figli  Miriam e Aronne, va alle rive del Nilo per salvare il suo neonato in una cesta, trovata dalla regina Tuya, moglie di Seti, e dal piccolo Ramses. La donna decide di adottare il piccolo come proprio figlio e di chiamarlo Mosè. La pellicola mostra lo scontro tra i due “fratellastri” fino all’apice della lotta al momento dell’apertura delle acque del Mar Rosso. Una storia davvero meritevole di essere recuperata o rivista.

Jesus Christ Superstar

Non potevamo chiudere la nostra breve carrellata senza nominare un film davvero iconico nella storia del cinema. Jesus Christ Superstar è il musical in chiave rock del 1973 diretto da Norman Jewison, una trasposizione sul grande schermo del musical omonimo di Tim Rice, autore dei testi, e Andrew Lloyd Webber, autore della musica. Narra l’ultima settimana della vita di Cristo prima della morte per crocifissione, e per l’interpretazione di Gesù e Giuda, Ted Neeley e Carl Anderson sono stati candidati al Golden Globe nel 1974.

Il film è stato girato in Israele, principalmente presso le rovine di Avdat nel deserto del Negev, e in altre zone del Medio Oriente, utilizzando anche le rovine del vero palazzo dei Sommi Sacerdoti. Inoltre, i versi di alcune canzoni furono modificati nella trasposizione cinematografica, rispetto a quella teatrale, per rendere il film più accettabile, come ad esempio l’esclamazione di Gesù ai lebbrosi «Heal yourselves!» (Guaritevi da soli!) è diventata «Leave me alone!» (Lasciatemi in pace!). Un vero e proprio cult della cinematografia e del mondo dei musical, nato nel 1970 con il disco entrato nella storia della musica e della quale è assurto a pietra miliare, ben difficile da scalfire.