Libri e Fumetti

Il regno capovolto, recensione: la magia dei legami di sangue


Il regno capovolto
Genere
fantasy
Formato
copertina rigida
Autore
Marie Lu
Editore
Mondadori

Comuni sono le storie di fratelli e sorelle in competizione tra loro, non meno rare sono, al contrario, quelle che raccontano di quanto siano uniti. Più difficile forse è scoprire cosa succede nell’animo di un fratello e una sorella, nati con la stessa passione per la musica, ma con un destino ben diverso, dettato dalla sola differenza di genere. Questa è la base che dà vita a una storia di magia, prezzi da pagare e decisioni cruciali prese da una giovane ragazza del Settecento grazie all’autrice della dilogia Warcross, Marie Lu, di ritorno il prossimo 26 gennaio con il suo primo romanzo storico, Il regno capovolto, di pubblicazione Oscar Mondadori. Una storia rigogliosa e poetica che parla di musica, magia e dell’indissolubile legame tra un fratello e una sorella. Nonostante le differenze sociali e culturali imposte. Cosa si cela nel cuore di Nannerl? Qual è il suo vero destino?

Foto generiche

Il regno capovolto, la magia di essere fratelli

Nata con uno straordinario dono musicale, la piccola Nannerl Mozart, dal cognome ben promettente e forse non troppo originale, se steste pensando che si tratti di un recupero “strategico” di un nome altisonante per dare un senso alla storia. Questo senso però esiste davvero, ed è ben lontano forse da quanto potreste pensare. Lo scopriamo subito all’inizio:

Il racconto che hai già udito parla di un ragazzo che si chiama Wolfgang Amadeus Mozart. Riconosci di certo il suo nome, ma anche se così non fosse, sono certa che lui ti sia noto perché da sempre ascolti la sua musica. Il racconto che non hai mai udito, invece, parla della sorella che compose al suo fianco. 

Si tratta dunque della classica vicenda della “grande donna dietro un grande uomo”? Forse, ma rimanete con noi ancora quanto basta per scoprire come Nannerl ha cercato di compiere il suo solo desiderio: essere ricordata, per sempre. E’ chiaro che anche lei, come il fratello dal simpatico nomignolo Woferl, ha una passione innata per la musica, tanto da riuscire a incantare le platee con le sue straordinarie interpretazioni. Ma l’epoca non era certo quella contemporanea, e le sue speranze di diventare una celebre compositrice sono poche. Il motivo? Sempre lo stesso becero proibizionismo nei confronti delle ragazze.

Foto generiche

Siamo nell’Europa del Diciottesimo secolo, e Nannerl non può comporre musica. O meglio, non potrebbe. Si profila fin dall’inizio la storia che vede contrapposti così la carriera e il successo di Wolfgang, rispetto alle flebili speranze e ai sogni sempre più prossimi al fallimento di Nannerl. Una piccola stella che si sta spegnendo, un buio a maggior ragione rimarcato dalla luce del talento del fratello. Una condizione questa che però non scalfisce l’amore tra i due e il legame che li unisce saldamente. Dunque, Nannerl non può che attendere l’età per maritarsi e proseguire senza alcuna ambizione la sua esistenza?

Il prezzo del sogno di una vita

Solo con un evento epifanico la vita di Nannerl potrebbe cambiare, ed ecco che compare una sorta di deus ex machina, uno straniero misterioso e dall’identità poco chiara. Proveniente da una terra tanto lontana, quanto magica, le propone un’offerta più unica che rara: il suo sogno può finalmente realizzarsi, Nannerl può ancora vedere la luce in fondo al tunnel di oblio e noia che la vita settecentesca non può che offrirle. Ma nessun dono è davvero gratuito, nemmeno questo, e il prezzo da pagare potrebbe essere notevole.

Non ci spingiamo oltre nella trama de Il regno capovolto, la prima esperienza in fatto di romanzi storici per l’autrice che ha già firmato nella sua carriera alcuni titoli fantasy e altri dedicati a eroi DC, tra i quali Batman: Nightwalker, la serie Legend The Young Elites. Non le è dunque nuovo né il panorama della narrativa per un pubblico di giovani adulti, né la realizzazione di storie con protagonisti dei personaggi alla ricerca della propria forza, del proprio destino e alla conquista del proprio spazio in un mondo che non dà loro giustizia.

Foto generiche

Anche questo banco di prova viene infatti sostenuto egregiamente. Marie Lu riesce a raccontare in maniera verosimile e dettagliata la storia di una ragazza che, lungi dall’essere presentata in chiave femminista, vive però in una condizione dove il patriarcato è insindacabile e indiscutibile, in un’epoca dove tutto sottostava alle decisioni maschili e al loro potere. Un contesto sociale e culturale chiaramente dai connotati discriminatori per l’universo femminile, ma non poteva essere altrimenti.

Gli uomini, mi aveva sempre consigliato la mamma, sono incapaci di resistere all’adulazione. Se hai bisogno di qualcosa, incomincia con il parlare di tutto ciò che ammiri in loro.

Le descrizioni offerte dall’autrice sono incredibilmente dettagliate, attente a ogni minimo aspetto dell’ambientazione che circonda i personaggi, ma anche dei loro stati d’animo, arrivando a regalarci emozioni e riflessioni degne della nostra attenzione e apprezzate da coloro che sono alla ricerca di una narrazione quasi onirica, in grado di farci sognare. Il viaggio nell’Austria del Settecento, da Salisburgo a Vienna e dintorni, regala un gusto davvero unico nel corso della lettura, unendo in maniera magistrale e mai esagerata l’elemento realistico a quello magico, quest’ultimo non solo dettato dalla passione per la musica della determinata protagonista.

Suonare era come scoprire ogni volta l’armonia di tutto ciò che conoscevo già, ma che si rivelava in quel modo solo a me.

In conclusione

Il regno capovolto è una storia drammaticamente coinvolgente, piuttosto ricca e nemmeno troppo breve, nella sua lunghezza di circa 350 pagine. Pagine che però scorrono tra le nostre dita molto velocemente, tanto veniamo catturati da un “piccolo mondo antico” che ci avviluppa nel suo vortice spazio-temporale e ci rimanda a un’epoca che non regala nulla a nessuno. E per farlo, sarà necessario l’intervento di un pizzico di magia, dalle conseguenze comunque difficili e che ci consentono di vivere l’esperienza del classico cammino di crescita dell’eroe. O per meglio dire, dell’eroina.

A dimostrazione del fatto che non sempre si debbano avere superpoteri e armi incredibili per riuscire nel proprio intento, ma “solo” tanta passione e tenacia.

Il regno capovolto


Il regno capovolto è una storia drammatica, dai risvolti psicologici e introspettivi interessanti, piuttosto ricca e non troppo breve. Veniamo catturati da un mondo che ci avviluppa nel suo vortice spazio-temporale e ci rimanda a un'epoca che non regala nulla a nessuno, a testimonianza che solo la tempra e il carattere personale possono davvero fare la differenza, sempre e in qualunque epoca storica.

Pro

  • Una narrazione scorrevole e mai noiosa
  • Ottimo tratteggio di situazioni, personaggi e condizioni emotive

Contro

  • Talvolta le descrizioni risultano forse troppo particolareggiate, deviando in parte dalla narrazione principale