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Inception: la storia del capolavoro di Nolan a 10 anni dall’uscita

Il 16 luglio 2010 usciva per la prima volta, nelle sale cinematografiche statunitensi, Inception, una delle pellicole più celebri del regista britannico Christopher Nolan (in Italia abbiamo dovuto attendere il 24 settembre dello stesso anno). Il film vedeva un cast stellare composto da Leonardo DiCaprio, Tom Hardy, Ken Watanabe, Joseph Gordon-Levitt, Ellen Page, Marion Cotillard e Cillian Murphy, e ha vinto ben 4 Premi Oscar quali miglior fotografia, miglior sonoro, miglior montaggio sonoro e migliori effetti speciali ed è stato anche candidato come miglior film, migliore sceneggiatura originale, migliore scenografia e migliore colonna sonora. Insomma, Inception è in qualche modo entrato nella storia e noi siamo qui per raccontarvela 10 anni dopo.

Inception: la complessa e geniale trama

La trama di Inception è una delle più contorte mai realizzate da Christopher Nolan, ma cercheremo di riassumerla brevemente.

Il protagonista, Dom Cobb, è un abile e furbo ladro famoso per essere uno tra i migliori nell’arte dell’estrazione. Quest’ultima è più ambigua di quanto possa sembrare perché consiste nel furto di importanti segreti dal profondo del subconscio umano mentre si sogna, ovvero quando la mente è al massimo della sua vulnerabilità. Cobb è conosciuto in tutto il mondo per le sue abilità tanto da essere molto richiesto nel mondo dello spionaggio industriale. A sua volta, però, le stesse abilità lo hanno reso un fuggitivo ricercato in tutto il mondo costretto a lasciarsi dolorosamente alle spalle tutto ciò che ha sempre amato e desiderato.

Inception

Il momento della redenzione arriva per tutti e Cobb è vicino ad un ultimo lavoro che potrebbe non solo restituirgli la sua vita, ma anche un futuro che possa ripristinare alcuni rimpianti del passato. L’obiettivo, tuttavia, è alquanto complesso: Cobb e il suoi team, invece di rubare un’idea, devono impiantarne una nella testa di qualcuno.

La suddivisione in livelli della storia più la presenza del limbo, ovvero uno spazio onirico simile ad uno stato comatoso dove poche ore sarebbero durate decenni, hanno reso la trama complessa, avvincente e il finale, ancora oggi, ricco di dubbi ed interpretazioni varie.

Inception

La sceneggiatura tra dubbi e coraggio

La realizzazione della sceneggiatura di Inception ebbe inizio ben dieci anni prima della sua uscita al cinema. Nolan immaginò un film che riguardasse i sogni proprio nello stesso periodo in cui lavorò a Memento, ma il regista abbandonò il progetto quando vide che la sceneggiatura superava le ottanta pagine.

La prima bozza di sceneggiatura venne acquistata nel febbraio del 2009 dalla Warner Bros., che avviò immediatamente la pre-produzione del film stanziando ben 160 milioni di dollari. Warner decise di affidare la produzione alla produttrice cinematografica, nonché moglie di Nolan, Emma Thomas, la quale rimase esterrefatta dal progetto ritenendolo originale, ambizioso, molto complesso, ma diretto da un regista di grande talento abituato a pellicole di tale importanza e complessità. Quest’ultima si osservò anche nel corso del primo trailer ufficiale e durante il periodo di marketing pubblicitario.

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Nolan, infatti, tenne sempre segreta la trama e durante il casting chiese contrattualmente agli attori di leggere la sceneggiatura unicamente nel suo ufficio o, qualora fosse stato impossibile, avrebbe inviato una copia riservati ai rispettivi agenti. Lo sviluppo della sceneggiatura di Inception, però, non fu sempre rose e fiori.

Dopo il primo abbandono, Nolan si dedicò ad Insomnia, film del 2002 che racconta la storia di un detective tormentato dall’insonnia la cui mente è stravolta dall’eccessiva mancanza di sonno. Questo concetto si collegava molto all’idea di sogno e per questa ragione, invogliato anche dalla moglie Emma, decise di riprendere in mano Inception anche perché la storia di Insomnia assomigliava non poco a quella di Matrix uscito nel 1999.

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Sempre più affascinato dal mondo dei sogni e da differenti concetti onirici, Nolan allora iniziò a studiare in che modo potesse applicare il concetto di condivisione di un sogno con il modo in cui l’essere umano è capace di produrre emozioni molto forti durante questo particolare stato di incoscienza cosciente.

Inception, infatti, basa tutto sull’idea che nei sogni ogni percezione diviene reale e che nel subconscio umano queste si possono nascondere e divenire dei segreti intimi e nascosti. Per questo motivo esistono dei ladri come Cobb, esperti che riescono a rubare idee e percezioni intime e riservate. Lo stesso Nolan dichiarò:

“La vera essenza del film sta nel fatto che un’idea installata nella nostra mente possa rappresentare il parassita più resistente e potente e che l’idea che qualcuno possa avere la capacità di invadere i sogni, nel senso reale del termine, e di rubare idee, anche la più privata, è estremamente avvincente”.

La sceneggiatura, inoltre, prendeva spunto dal concetto di paradossi architettonici dell’artista olandese Maurits Cornelis Escher. Tra le varie illusioni ottiche, infatti, appare la stessa scala di Penrose sognata ed utilizzata dal personaggio di Joseph Gordon-Levitt. Tra gli altri artisti, Nolan ha sempre dichiarato di aver seguito le orme di Jorge Luis Borges.

La genialità registica di Nolan e dell’intero team produttivo

La parte più avvincente di tutta la storia dietro Inception, però, riguarda certamente la produzione sia per la complessità tecnica che per i colpi di genio del regista e del suo team. Le riprese iniziarono a Tokyo nel giugno del 2009, ma poi si spostarono in altre location come Londra, Los Angeles e Parigi, ma anche in Marocco e in Canada. In totale furono toccati ben sei Paesi in quattro continenti diversi.

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Tutto ebbe inizio a Tokyo quindi, dove per le riprese iniziali utilizzarono un vero eliporto costruito sulla cima di un grattacielo. La scena venne girata in collaborazione con le autorità locali dato che nella capitale giapponese vigono delle regole molto restrittive per quanto riguarda le quote che gli elicotteri possono raggiungere in volo. Successivamente si passò a Cardington, in Inghilterra, dove il regista girò alcune scene in un hangar già usato sia per Batman Begins che per Il Cavaliere Oscuro.

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Qui sono stati creati alcuni tra i set e gli ambienti più incredibili dell’intera produzione: vennero, infatti, costruite delle strutture in grado di inclinarsi e girare a 360° per dare agli attori la sensazione di muoversi in assenza di gravità senza l’uso di effetti speciali digitali. Questa, infatti, è sempre stata una prerogativa del regista che ha, in ogni sua produzione, sempre preferito non utilizzare effetti speciali in determinate scene per far sì che la recitazione fosse quanto più credibile possibile coinvolgendo gli stessi attori in scene tanto complesse quanto realistiche. Queste le parole del regista:

“Per me è sempre molto importante fare il più possibile dal vivo con la cinepresa e poi, se serve, la grafica del computer è molto utile a valorizzare quello che si è ottenuto nella realtà. Anche se la storia verte sui diversi stadi del sogno, è fondamentale che a ogni livello questo mondo appaia concreto e reale in quanto quando sogniamo ci sembra di essere in una situazione reale. Per cui filmando un inseguimento sulle piste da sci, o simulando l’assenza di gravità sott’acqua, ho puntato a ottenere il limite assoluto di quello che si potesse filmare realmente”.

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La parte più difficile e ambiziosa fu la costruzione del lungo corridoio dell’albergo. La struttura fu ideata dallo scenografo Guy Hendrix Dyas in collaborazione con il direttore degli effetti speciali Chris Corbould e del direttore della fotografia Wally Pfister. Inizialmente si pensava di realizzare un corridoio di 12 metri di lunghezza, ma poi le dimensioni arrivarono a 30 metri. L’intera struttura fu appesa a otto cerchi concentrici perfettamente equidistanti fra di loro e tutto era collegato a due grandi motori elettrici che alimentavano il movimento a 360 gradi.

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Talmente era alta la velocità di rotazione (8 giri completi al minuto) che gli attori all’interno della struttura potevano provare la sensazione dell’assenza di peso. Le telecamere vennero piazzate su un binario sotto il pavimento della struttura e per evitare che attori e stuntman potessero subire danni fisici durante i movimenti, lo scenografo decide di usare materiali morbidi per le pareti e i pavimenti del corridoio.

Un set “giramondo”

Dopo questa importante produzione, le riprese si spostarono a Parigi. Qui possiamo osservare il dialogo tra Cobb e Arianna e soprattutto una grande esplosione intorno a loro. Per creare questa detonazione, vennero create delle vere deflagrazioni a base di azoto a pressione. La scena venne girata da diverse angolazioni coordinando tutte le esplosioni ad una frequenza costante di 24 fotogrammi al secondo per poi venire rallentata in post-produzione. I detriti e la polvere dell’esplosione vennero aggiunti tramite gli effetti speciali digitali.

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Dopodiché la produzione si spostò a Tangeri, in Marocco, dove possiamo osservare l’incontro tra Cobb e Eames (che quindi, in realtà, non si trovava a Mombasa in Kenya). Le riprese vennero girate ad agosto, sotto un caldo incredibile e per tale motivo si fecero aiutare da una troupe locale abituata a tali temperature (si superavano i 45 °C). In questo caso la scena d’azione vede DiCaprio mentre viene inseguito tra i vicoli cittadini della piazza Grand Souk. Per dare il senso di vero inseguimento allo spettatore, si fece uso di una telecamera montata su un veicolo, di una telecamera manuale manovrata dallo stesso Nolan per i vicoli stretti e di riprese a ritroso nelle stradine ancora più strette.

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Altre riprese ad alto impatto tecnico vennero svolte a Los Angeles negli studi della Warner Bros. Qui vennero costruiti gli interni del castello di Mr. Saito delle scene iniziali e la collisione di un treno merci con delle auto. Per quest’ultima scena furono montati dei serbatoi d’acqua sui tetti degli edifici adiacenti e per l’impatto del treno venne montato il motore di un vero treno su un telaio di un trattore. Questo evitava l’impossibilità di portare un convoglio ferroviario su una strada senza binari, ma complicò incredibilmente la produzione di un modello realistico di treno.

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Tyler Gaisford, coordinatore dei mezzi meccanici, dichiarò che la struttura venne realizzata ricostruendo alcune parti della locomotiva con materiali più leggeri riverniciati. Alla fine la struttura pesò ugualmente circa 11 tonnellate e manovrarla fu il vero problema. Per ovviare a questo problema fu chiamato Jim Wikley, già autista che ne Il Cavaliere Oscuro si era occupato di guidare il camion che viene rovesciato per le strade della città di Gotham.

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Un’altra curiosità produttiva riguarda le scene girate nel furgone durante il primo livello di sogno. Queste vennero realizzate usando tredici veicoli diversi, ognuno con caratteristiche diverse e uniche. Ad esempio, per le riprese in cui i protagonisti cadono in acqua, fu usato un furgone posto su una struttura girevole, per la scena sott’acqua invece fu usato un furgone senza motore e totalmente privo di materiali nocivi per l’ambiente.

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Le riprese più difficoltose in assoluto, però, si svolsero in Canada, sul rilievo montuoso vicino a Banff, in Alberta. Qui Dyas e la troupe percorsero alcune zone in motoslitta fino a trovare Fortress Mountain, una pista sciistica non utilizzata in quel periodo. Qui venne costruita la struttura a più piani celebre del film, ma senza difficoltà perché ogni prodotto che usavano si ghiacciava immediatamente. Per questo motivo venne costruita da un’altra parte e trasportata lì appositamente, ma ogni volta veniva spostata per sistemare meglio le riprese.

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Dopo la creazione del set, però, nacque un altro inaspettato problema: la mancanza di neve. Casualmente, qualche giorno prima delle riprese, iniziò a nevicare abbondantemente, ma molti attori non sapevano sciare. Per questo motivo vennero presi degli stuntman professionisti di sci come il canadese Ian McIntosh e alcuni scalatori. Tom Hardy, il più presente della scena, aveva preso lezioni di sci prima di girare la scena d’azione e per le riprese fu chiamato Chris Patterson, fotografo specializzato in riprese sulla neve.

Hans Zimmer e l’omaggio a Ennio Morricone

Data la vittoria agli Oscar come miglior sonoro e miglior montaggio sonoro, pensiamo sia corretto aprire una parentesi appunto sulla colonna sonora. Questa venne interamente composta dal pluripremiato e onnipresente, nei film di Nolan, compositore Hans Zimmer. Grazie al successo di critica e di pubblico, venne anche realizzato un album intitolato Inception: Music from the Motion Picture che benne pubblicato il 13 luglio 2010 dall’etichetta discografica WaterTower Music della Warner Bros.

Zimmer dichiarò di aver composto le musiche usando dei suoni elettronici insieme ad una chitarra a 12 corde che potesse ricordare le opere del maestro Ennio Morricone. A tal proposito chiese aiuto al chitarrista Johnny Marr, ex membro degli Smiths. Tra gli ispiratori di Zimmer, oltre a Morricone, figurano Kurt Gödel, Johann Sebastian Bach e alcune teorie di Douglas Hofstadter.

Il successo inaspettato al botteghino

Inception fu, infine, distribuito in ben 6700 sale cinematografiche di cui 197 con lo standard IMAX, una tecnologia di ripresa sperimentata dal regista con Il Cavaliere Oscuro e portata avanti con altre pellicole successive tra cui appunto Inception. Solo nella première, il film ebbe un incasso di 21,7 milioni di dollari raggiungendo i 62,7 milioni di dollari nel primo fine settimana superando notevolmente le prospettive di Warner Bros. di appena 40 milioni di dollari. Nel complesso, considerando anche la data di uscita postuma in Italia, Islanda, Colombia, Pakistan e soprattutto Cina e la crescente pirateria, la pellicola ebbe un incasso complessivo di ben 825,5 milioni di dollari.

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