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La leggenda del cacciatore di aquile: la nostra recensione


La leggenda del cacciatore di aquile
Genere
Wuxia
Formato
Brossura
Autore
Jin Yong
Editore
Mondadori
Collana
Fantastica

La leggenda del cacciatore di aquile è il primo romanzo dell’omonimo ciclo dello scrittore cinese Jin Yong (nome di penna di Louis Cha) composto inizialmente da dodici volumi: il 1° Giugno è arrivato in Italia questo primo capitolo grazie a Mondadori. Il genere è prettamente Wuxia (cappa e spada in versione arti marziali), con elementi Fantasy, certo, ma principalmente legati alle arti marziali.

La leggenda del cacciatore di aquile

The Legend of the Condor Heroes è un’opera fondamentale della narrativa cinese contemporanea. Uscito per la prima volta nel 1957, tra gli anni cinquanta e oggi ne sono stati tratti ben quattro adattamenti cinematografici e dieci serie per la televisione. Lo stile del romanzo si presta moltissimo allo schermo: alle storie di lealtà, amicizia e tradimento si affiancano combattimenti marziali descritti tanto precisamente da risultare visivamente grandiosi.

La storia

La leggenda del cacciatore di aquile è ambientato nella Cina del 1200, durante l’invasione dell’Impero Song da parte degli Jurchen, provenienti dal Nord. Una fazione lealista lotta contro i conquistatori, che hanno già preso la capitale, e troveranno una valida guida in un ragazzino cresciuto sotto l’ala di Temüjin, l’eroe mongolo che passerà alla storia come Gengis Khan.

Almeno, questo è quello che troverete scritto un po’ ovunque. Ma la storia che vi troverete a leggere è una storia di combattenti, una storia di eroi che parte inaspettatamente dai genitori dei nostri due protagonisti. Guo Xiaotian e Yang Tiexin sono infatti due sostenitori della dinastia Song che non si sono mai rassegnati al dominio dei Jin, tanto da aiutare un monaco taoista di passaggio nel loro villaggio quando si imbattono in lui. Dall’amicizia del monaco Qiu Chuji, Eterna Primavera, con le due famiglie Guo e Yang e dal suo debito nei loro confronti comincia la nostra storia, che porterà i due piccoli Guo Jing e Yang Kang ad essere addestrati l’uno dai Sette Balordi del Sud e l’altro da Qiu Chuji in persona, per poi affrontarsi in duello al compimento della maggiore età. Un destino intrecciato da prima ancora della nascita, due eroi completamente diversi tra loro e una lunga storia di amicizia e tradimento.

Lo stile: non c’è mai abbastanza Wuxia

La leggenda del cacciatore di aquile: Wuxia è dir poco. Se vi aspettate combattimenti con armi improvvisate (giare, ventagli, bilancieri, bastoni, incensieri e saltuariamente enormi lastre di marmo) sarete soddisfatti. Qualsiasi cosa può essere un’arma nelle mani di un maestro di Arti Marziali, e in questo romanzo ne avrete la prova. I combattimenti descritti da Jin Yong sono accurati fino all’ultimo dettaglio, dalla respirazione al nome delle tecniche utilizzate.

La leggenda del cacciatore di aquile

La narrazione, durante le pagine e pagine di combattimento, ruota continuamente: il punto di vista passa dagli spettatori ai combattenti come se ci fosse una macchina da presa che inquadra prima un calcio, poi un colpo di ventaglio, quindi l’espressione sorpresa del compagno che dieci passi più in là ha riconosciuto la tecnica del mortale “Artiglio delle ossa delle nove tenebre”. Non è uno scherzo riuscire a rendere a parole delle sequenze che sembrano prese da un film, e Jin Yong ci riesce in maniera sorprendente. Il gruppo di maestri, poi, è a dir poco pittoresco. All’Ordine della Completa Perfezione (realmente esistito col nome di Quanzhen jiao), un gruppo di monaci taoisti dediti all’ascetismo e allo studio delle tecniche più alte, si contrappongono i Sette Balordi del Sud, sette uomini che si considerano fratelli e che provengono dalle situazioni più disparate… e che utilizzano tecniche decisamente meno ortodosse. Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti.

La morale

Ne avevamo già parlato ne La dinastia del dente di leone: anche in questo caso la morale riguarda il senso di appartenenza al proprio popolo. L’Eroe, quello che è destinato a vincere (siamo solo al primo volume, ma si accettano scommesse), è quello che si schiera sempre con il popolo, quello che è partito dal basso e non accetta le dolci promesse del potere: la patria conta più della ricchezza, il cuore conta più dell’agio.

La leggenda del cacciatore di aquile

Fulcro di questo racconto è l’incontro-scontro tra i due eroi: Guo Jing, cresciuto nella fratellanza che è la base della cultura del deserto e Yang Kang, che invece è cresciuto a corte, la madre rapita dagli invasori Yin, si troveranno a mettere in discussione tutto ciò che sanno del mondo e dei sentimenti. Non a caso il destino che li unisce è scritto su due pugnali ugualmente affilati: il mondo intero sa che dovranno combattere.

L’importanza della traduzione

In Italia la traduzione de La leggenda del cacciatore di aquile è a cura di Alessandra Pezza, che insegna lingua cinese all’Università di Milano-Bicocca e si sta occupando della traduzione dell’intero ciclo. Parliamo anche di traduzione perché l’adattamento italiano è curato dalle due donne che sono la voce della traduzione dal cinese: Patrizia Liberati e Silvia Pozzi, le menti dietro a Caratteri, la rivista che porta in Italia la letteratura cinese.

La leggenda del cacciatore di aquile

Se tradurre dall’Inglese sembra un gioco da ragazzi, farlo dal Cinese sembra invece un incubo. La corrispondenza con la lingua italiana, con i suoi mille sinonimi e sfumature, infatti, è sempre difficile da rendere, e solo un occhio esperto può accorgersi delle sottigliezze linguistiche. Ma una domanda ce la siamo fatta anche noi, che di cinese ne sappiamo poco: come mai i condor del titolo sono diventati aquile? E perché in Italia si è scelto di non dividere i romanzi con i titoli dati nell’edizione inglese?

L’autore: Jin Yong

La leggenda del cacciatore di aquile è l’opera più famosa di Jin Yong, nome di penna di Louis Cha (1924-2018), autore cinese che ha rivoluzionato la letteratura del suo paese. Jin Yong è stato un intellettuale e un giornalista, le sue opere più conosciute sono di genere Wuxia, il cappa e spada orientale, e si sono diffuse dal sud-est asiatico a tutto il mondo.

Per ora sono già usciti in America i primi tre volumi de La leggenda del cacciatore di aquile, mentre il quarto è in fase di traduzione.

Conclusioni

La leggenda del cacciatore di aquile è perfetto per chi ama il Wuxia. Scuole marziali, monaci, allievi e soldati sono i protagonisti di questa storia: ma non solo. Donne coraggiose sono al loro fianco: amore e amicizia sono fondamentali per la crescita dei protagonisti. La storia prende vita in questo romanzo, che se a noi occidentali sembra una favola, per la Cina rappresenta un passato di lotte interne.

La leggenda del cacciatore di aquile


La leggenda del cacciatore di aquile è perfetto per chi ama il Wuxia. Scuole marziali, monaci, allievi e soldati sono i protagonisti di questa storia: ma non solo. Donne coraggiose sono al loro fianco, e l'amore e l'amicizia sono fondamentali per la crescita dei protagonisti. La storia prende vita in questo romanzo, che se a noi occidentali sembra una favola, per la cina rappresenta un passato di lotte interne.

Pro

  • Combattimenti epici;
  • Eroi indimenticabili;
  • Arti marziali.

Contro

  • Stile didascalico;
  • Tantissimi nomi.