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L’invenzione di noi due: storia di un amore


L’invenzione di noi due
Genere
Romanzo
Autore
Matteo Bussola
Editore
Einaudi
Collana
Stile libero

Raccontare l’amore non è mai semplice. Sarebbe facile dipingere un sentimento romantico, da film, con cui ammaliare i lettori, mantenendo quell’idea di delicatezza e serenità che tutti speriamo di vivere in un amore. Eppure, l’amore non è solo quella morsa allo stomaco dei primi tempi, quando il misto di ansia e speranza ti scuote dentro, è anche il seguito dell’innamoramento, il viversi quotidiano di un’esistenza assieme e l’affrontare le sfide assieme. Ed è a questo tipo di relazione che si è avvicinato Matteo Bussola con il suo L’invenzione di noi due, il nuovo romanzo pubblicato da Einaudi.

L’invezione di noi due, come riaccendere un amore

L’amore di Milo e Nadia, infatti, nasce quasi come una poesia, sui banchi di scuola, in una scoperta reciproca fatta di parole che generano speranze, aspettative e apparentemente termina in una delusione. Non è una scintilla che subito si infiamma, si prende il suo tempo, spinto dalla vita dei due protagonisti in diverse direzioni sino a quando il destino non li riconnette, dopo qualche anno. In una storia d’amore da film questo sarebbe l’happy ending, ma per Bussola diventa il primo passo di una vita assieme, in cui Milo e Nadia affrontano assieme l’entropia di un sentimento, costretto a scontrarsi con la realtà e il quotidiano confronto.

l'invenzione di noi due

Un amore, quello di Nadia e Milo, che cerca di non spegnersi, in cui la voce narrante di Milo ci accoglie mostrandoci il suo punto di vista, raccontando tutti i suoi sforzi per non allontanarsi dalla sua amata, dei suoi sacrifici e delle tante volte in cui cede alle sue asprezze, in nome di un sentimento che non si capisce quanto sia amore e quanto ostinata protezione di un ideale, di un ricordo.

‘Questa è la storia di come tramutai l’amore in cenere e poi la cenere, di nuovo, in amore. La prima cosa fu il mio sbaglio. La seconda la mia colpa’

Un atteggiamento che sfocia in un’apatica routine, dove lentamente il distacco diventa una costante, in cui Milo si adagia per timore sino a quando si accorge che è tardi: Nadia è quasi un’estranea. Questa doccia gelida porta a Milo a voler riconquistare la moglie, spingendolo a tornare indietro nel tempo, a quei messaggi di due adolescenti che avevano dato vita alla sua storia d’amore con Nadia. Tramite l’invenzione di un alter ego, Antonio, Milo cerca di riaccendere la passione in Nadia, in una dimensione epistolare che la riavvicini, in un gioco pericoloso che alla fine trasforma Antonio, una parte di lui, nel suo peggior nemico, capace di portargli via definitivamente Nadia.

È così, dunque, che può finire un amore?

Come salvare un amore

L’invenzione di noi due non è una storia d’amore, ma la storia di un amore. Matteo Bussola ne delinea la vita con la sua scrittura pacata, tratteggiandone con passione i primi momenti, quell’innamoramento che è sempre poesia e passione, in cui tutto è perfetto. La nascita dell’amore di Nadia e Milo viene scandito con una narrazione personale che non si nasconde, apre il cuore del giovane innamorato che vive il suo sentimento con trasporto.

Una costruzione della storia che avviene tramite brevi capitoli, che aiutano a comprendere l’interiorità di Milo. Scampoli della sua vita, se vogliamo, che sono fotografie del passato di Milo e Nadia, quasi l’uomo stesse raccontando il suo amore sfogliando un albo fotografico di ricordi, un flusso di memorie che comprende anche ferite personali oltre a sorrisi e passione. I primi capitoli sono positività, sentimento puro e inossidabile che crea un’empatia con il lettore nata dall’aver sperimentato queste sensazioni,  aiutando a immedesimarsi con Milo.  Un transfert emotivo che ci porta a comprendere Milo, a vederlo come l’eroe della storia.

matteo bussola

 Ma L’invenzione di noi due non è una battaglia, non ci sono buoni o cattivi, solo due anime che da un amore sembrano esser passati ad una convivenza fatta di abitudini e incomprensioni, come si fosse infranto qualcosa. Il romanzo di Bussola è un viaggio all’interno della vita di una coppia, in cui i personaggi riescono a parlarsi apertamente solo quando indossano una maschera, dicendo quelle frasi, dando anche coltellate emotive all’altro, protetti da una finzione che avrebbe dovuto appartenere invece alla loro realtà.

Bussola rende magnificamente questa tensione emotiva andando oltre scene prevedibili, mettendo a nudo la difficoltà interiore dei due protagonisti, senza porsi limiti ma mantenendo un tono pulito e onesto, straziante in alcuni passaggi, ma sempre dando quella sensazione che Milo ci stia raccontando la sua storia con la stessa delicatezza con cui amico potrebbe mostrarci una sua ferita, sperando di evitarci lo stesso dolore.

‘Perché l’amore non può essere la falsificazione di qualcosa, e chi si pone come unico proposito quello di coprire vuoti, riempire spazi e sanare brezze di tristezza finisce per frammentarsi lentamente’

È tipico di Bussola, il sapere raccontare la vita senza fronzoli, con una spontaneità di linguaggio ed emozione che risuona nel cuore del lettore. È la cifra stilistica di Matteo Bussola, che a prescindere dal mezzo utilizzato per raccontare (disegno, post su Facebook, romanzo o breve racconto) riesce a cogliere l’essenza emotiva della vita e la racconta, non la modifica per renderla più appassionante o avvincente, si limita a presentarla nella sua naturalezza, senza togliere quegli spigoli che, in una finzione, si potrebbe smussare per dare un’idea idilliaca dell’amore.

L’invenzione di noi due è la storia di un amore, si diceva. Ma è la storia di tanti amori, quegli amori in cui i silenzi e le cose non dette, la rinuncia all’essenza di sé per il troppo amore o per la paura ha portato a creare muri invisibili che allontanano, cullando nell’illusione che sia tutto nella normalità, che passerà. La storia di Milo e Nadia è un messaggio, un invito al non lasciare parole non dette, ad imparare ad amare e farsi amare senza maschere, in modo autentico e puro.

L’invenzione di noi due

“Cominciai a scrivere a mia moglie dopo che aveva del tutto smesso di amarmi”. Così si apre questo romanzo, in cui Milo, sposato con Nadia da quindici anni, si è accorto che lei non lo desidera più: non lo guarda, non lo ascolta, non condivide quasi nulla di sé. Sembra essersi spenta. Come a volte capita nelle coppie, resta con lui per inerzia, per dipendenza, o per paura. Quanti si arrendono all’idea che il matrimonio non possa diventare che questo? Milo no, non si arrende. Continua ad amare perdutamente sua moglie, e non sopporta di non ritrovare più nei suoi occhi la ragazza che aveva conosciuto. Vorrebbe che fosse ancora innamorata, curiosa, vitale, semplicemente perché lei se lo merita. Ecco perché un giorno le scrive fingendosi un altro. Inaspettatamente, lei gli risponde, dando inizio a una corrispondenza segreta. In quelle lettere, sempre più fitte e intense, entrambi si rivelano come mai prima. Pian piano Milo vede Nadia riaccendersi, ed è felice, ma anche geloso. Capisce di essere in trappola. Come può salvarsi, se si è trasformato nel suo stesso avversario? Matteo Bussola racconta un amore. Forte, sciupato, ambiguo, indispensabile. Come ogni relazione capace di cambiarci la vita.


Verdetto

L'invenzione di noi due è la storia di un amore, raccontata in tutte le fasi della vita di Milo e Nadia. Matteo Bussola sceglie di narrare la sfida quotidiana del rapporto di coppia, le conseguenze e i dubbi che allontanano anzichè unire.

Pro

- Un modo nuovo di raccontare l'amore
- Personaggi vivi e reali
- Linguaggio emozionante

Contro

-