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Midnight Mass, recensione della serie Netflix

Midnight Mass, lo diciamo a partire da subito, è molto probabilmente la migliore serie in esclusiva Netflix che sia uscita in questo inizio di autunno e, senza dubbio, è il miglior prodotto horror trasmesso dalla piattaforma streaming da qualche tempo a questa parte. Midnight Mass, disponibile in esclusiva su Netflix a partire dal 24 settembre, è la nuova opera di Mike Flanaghan, regista e sceneggiatore il cui peculiare stile narrativo, soprattutto a riguardo ai racconti horror, abbiamo già potuto conoscere con altre due produzioni eccellenti, The Haunting of Hill House e The Haunting of Bly Manor, opere con le quali Midnight Mass non sembra essere direttamente collegata, nonostante condivida con queste ultime buona parte del cast.

Midnight Mass

Midnight Mass, storia di un ritorno a casa

In Midnight Mass infatti ritroveremo Kate Siegel (Theo Crain in Hill House, Viola in Bly Manor), Rahul Kohli (Owen in Bly Manor), Alex Essoe (Charlotte Wingrave in Bly Manor), Annabeth Gish (Mrs. Dudley in Hill House), Robert Longstreet ( Mr. Dudley in Hill House), Samantha Sloyan (Leigh Crain in Hill House) e Henry Thomas (Hugh Crain in Hill House, Henry Wingrave in Bly Manor), attori molto cari a Flanaghan e che, anche questa volta, riescono a fare un lavoro eccellente, portando in vita personaggi veramente memorabili.

Midnight Mass, si apre con il ritorno di Riley, interpretato da Zach Gilford, alla sua cittadina natale, posta sulla sperduta Crockett Island, dopo un periodo estremamente problematico, segnato dalla dipendenza da alcool e culminato con una pena detentiva di quattro anni, in seguito a un omicidio stradale commesso, ovviamente, in stato di ebbrezza. Con lo stesso traghetto sul quale arriva lo sfortunato Riley, sbarca su Crockett Island anche un giovane prete, Padre Paul, interpretato da Hamish Linklater, assegnato alla locale chiesa cattolica in sostituzione temporanea dell’anziano sacerdote titolare, bloccato in convalescenza sulla terra ferma, dopo essersi gravemente ammalato durante un pellegrinaggio in Terra Santa.

Dopo l’arrivo, Riley dovrà cercare di rimettere insieme i pezzi della sua vita, riallacciando i rapporti con la propria famiglia e combattendo i fantasmi del suo passato, aiutato però anche da Erin, una vecchia fiamma dei tempi del liceo, anch’essa tornata da poco nella sperduta cittadina dopo un burrascoso periodo, mentre Padre Paul, dovrà far fronte alla profonda crisi di fede che sta attraversando la piccola comunità, oltre al dover avere a che fare con la decisamente poco accomodante Beverly Keane (Samantha Sloyan), una fervente parrocchiana il cui zelo religioso rasenta quasi il fanatismo.

Midnight Mass

L’arrivo del nuovo prelato, dalla personalità decisamente carismatica, coincide anche con una vera e propria ondata di miracoli in seno alla piccola comunità, quali guarigioni improvvise (e impossibili) e sconcertanti segni di ringiovanimento tra alcuni anziani dell’isola. Tutto questo, ovviamente, non fa che portare nuova linfa alla fede religiosa degli abitanti di Crockett Island, che cominciano a non disertare neppure una, delle messe celebrate dal nuovo sacerdote. Quello che gli isolani non sospettano però, è che con il traghetto dalla terra ferma, non sono arrivati soltanto il giovane prete e il ”figliol prodigo”, ma anche qualcosa di estremamente sinistro e blasfemo

Sacro e Profano

In Midnight Mass possiamo trovare atmosfere e situazioni viste molte volte nell’immaginario horror, quali il tema della comunità isolata e della fede religiosa che viene contaminata da “qualcos’altro”, ma queste ci vengono mostrate da Flanaghan in maniera eccezionale, mostrando prima di tutto un senso di profondo disagio che scaturisce principalmente dai semplici esseri umani, capaci di bassezze e meschinità tremende, sul quale l’elemento soprannaturale si innesta alla perfezione, senza mostrarsi troppo, ne troppo poco, e finendo per amalgamarsi completamente con la naturale cattiveria umana, probabilmente sgorgata da vite vissute vuote, in maniera ipocrita e volutamente invidiosa, da persone fondamentalmente inutili ma che si fanno scudo, e forza, di una religiosità stravolta.

Fidatevi, che capirete alla perfezione quanto questo concetto sia reso alla perfezione in Midnight Mass, quando miss. Keane troncherà, per l’ennesima volta, un confronto o una qualsiasi discussione citando ottusamente, a memoria, salmi e parti delle Sacre Scritture, spesso astratte totalmente dal contesto, ma con uno zelo terrificante, lucido, che non lascia spazio a replica alcuna. Durante lo svolgersi delle diverse vicende, che culmineranno tutte in una inquietante Messa di Mezzanotte, in onore di una Pasqua dal marcato sapore di Apocalisse, ci riusciremo ad affezionare realmente ai personaggi più “umani” dal punto di vista della moralità, personaggi che spesso sono proprio quelli con i quali meno ci saremmo aspettati di poter empatizzare.

Midnight Mass

In Midnight Mass, si possono notare praticamente ovunque dei richiami alle suggestioni derivanti dalle opere di Stephen King, a cominciare dalla stessa ambientazione, per finire nelle sensazioni generali scaturite dal contesto. In più, come i più attenti potranno notare, ci sono anche alcuni richiami alle opere di H.P. Lovecraft, che sfociano in una “semi citazione” molto esplicita, durante uno degli estranianti sermoni tenuti da Padre Paul, che riprende il famoso “Anche la Morte può Morire“, frase che appare spesso nei racconti del Solitario di Providence.

Conclusioni

Midnight Mass, volendo tirare le somme, è davvero uno dei migliori prodotti che Netflix ci ha proposto in questi ultimi tempi. Un horror completo ed estremamente intelligente, che prende a piene mani da quello che Mike Flanaghan aveva già espresso con The Haunting of Hill House (che potete trovare in home video a questo link Amazon) e The Haunting of Bly Manor, portandolo però questa volta a un livello, se possibile superiore, o forse semplicemente meglio studiato, confezionato veramente su misura a partire dalla storia, dall’ambientazione e dalla caratterizzazione dei personaggi.

Ci troviamo di fronte, senza alcun dubbio, a uno dei migliori horror attualmente in circolazione, con la rara qualità di farci si spaventare, ma anche riflettere su tematiche molto scottanti, quali il fanatismo religioso e la credulità popolare (argomento tristemente attuale oggigiorno), il tutto condito da un’atmosfera disperata e allucinata al punto giusto. In breve, fatevi un favore, e guardatevi Midnight Mass, se possibile tutto di un fiato. Spaventa e fa riflettere, per davvero, una qualità rara nelle produzioni odierne, troppo spesso aggrappate a un forzato “sensazionalismo”. Con Midnight Mass, Flanaghan riporta le serie horror al top, e non stupisce che lui stesso abbia ammesso che questa sua ultima fatica sia “il suo lavoro che più gli ha fatto paura”. Detto da un regista horror, suona decisamente come un marchio di qualità.