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Odio l’estate, la recensione del nuovo film di Aldo, Giovanni e Giacomo

Con Odio l’estate il momento buio di Aldo, Giovanni e Giacomo è finalmente terminato. Dopo aver iniziato una parabola discendente partita con Il cosmo sul comò, il trio ha ritrovato la retta via e lo ha fatto con un film che segna anche il ritorno dietro la macchina da presa di Massimo Venier, il regista che aveva firmato i primi cinque capolavori del sodalizio meneghino. Odio l’estate è un film scanzonato, divertente e anche in grado di lasciare una morale che spinge lo spettatore a ragionare sulle importanti frasi che vengono lasciate a quel filosofo della vita agiata che è Aldo. Il tutto partendo da un elemento scatenante molto semplice, ma anche efficace.

Un’estate al mare

Aldo, Giovanni e Giacomo sono i rappresentanti di tre mondi completamente diversi tra di loro, che condividono la stessa città, la stessa epoca, ma che non potranno mai coesistere sotto lo stesso tetto. Tutti e tre riprendono delle maschere che spesso si sono ritrovati a vestire, dal fannullone che anela l’esclusiva serenità senza fatica quale è Aldo fino al pignolo proprietario di un negozio che non naviga a gonfie vele come Giovanni. A Giacomo, come spesso accaduto nella carriera dei tre e in ultimo anche ne Il ricco, il povero e il maggiordomo, tocca il ruolo del benestante, dell’alto borghese, abituato a vivere con tutti gli agi possibili e rinomato dentista, pronto però a una vena di malinconia per quello che non gli riesce bene: tenere salda la famiglia. I tre si ritroveranno a dover dividere la casa delle vacanze, sulle spiagge pugliesi, a causa di un errore dell’agenzia di viaggi, costringendo le tre famiglie, naturalmente diverse tra di loro, a trovare la quadra giusta per poter convivere per l’intera vacanza senza distruggersi tra di loro.

L’aspetto fondamentale del nuovo film di Aldo, Giovanni e Giacomo è l’essere riusciti a far tornare le risate in sala: al di là di qualche applauso, che durante l’anteprima stampa la platea ha deciso di tributare al trio, la sceneggiatura è costruita in maniera intelligente, ma soprattutto senza volgarità, come i tre comici hanno sempre voluto e dimostrato di saper fare. Si ride senza prendere in giro nessuno, senza allusioni e senza cattiverie, ma con botte e risposte che funzionano, fatte di giochi dialettici, di iperbole pungenti spesso assegnate a Giovanni, il personaggio più spigoloso dei tre caratterialmente.

Ad Aldo, invece, è assegnato l’importante compito di replicare quanto già fatto in Chiedimi se sono felice, dimostrandosi ancora una volta un guascone attento alla filosofia di vita più pura e genuina, con quel suo modo di fare naif, che nasconde un segreto che sarà costretto ben presto a svelare. I tre vivono il rapporto di convivenza con il freno tirato rispetto agli altri film, proprio perché si stanno conoscendo e non si conoscono da tempo, come invece accadeva in Tre uomini e una gamba o ne La leggenda di Al, John e Jack: per questo Odio l’estate toglie anche quella minima violenza che si era vista nelle loro precedenti pellicole, che non sarebbe giustificata dinanzi a tre persone che si sono appena conosciute.

Tre famiglie sotto lo stesso tetto

Accanto ad Aldo, Giovanni e Giacomo ci sono anche le loro mogli, ottime comprimarie che non vestono mai il ruolo di spalle. Se in un primo momento si ritrovano a essere perfettamente amalgamate alle vicende dei mariti, nel procedere del film capiterà di vederle separarsi gradualmente per ottenere così una linea narrativa tutta loro, che si sviluppa in maniera parallela a quella del trio. Le personalità sono ben delineate, le loro interpretazioni funzionano e sono coerenti, anche nel momento in cui si chiamano in disparte per compiere il viaggio on the road che è un aspetto fondamentale dei film del trio.

Anche in questo aspetto Odio l’estate riesce a essere citazionista nei confronti del passato, dimostrando che Aldo, Giovanni e Giacomo hanno voluto anche tributarsi un applauso per quanto realizzato in questi trent’anni di carriera: ci sarà un momento che vi riporterà inevitabilmente al passato, come se fosse una chiusura del cerchio costruito durante la loro carriera cinematografica, donandovi quella pelle d’oca che soltanto un fan può sentire sulla propria pelle.

Odio l’estate è, come abbiamo detto in apertura, un ottimo tributo all’intera carriera di Aldo, Giovanni e Giacomo, con una storia semplice ma funzionale, con una comicità originale e mai volgare, condita da un cast preciso e che si fregia anche di un ottimo Michele Placido, il braccio armato della legge nella spiaggia della Puglia che ospita le tre famiglie. Se questo film ha il sapore di un congedo è giusto che avvenisse così, nel rispetto dei fan che hanno finalmente rivisto il ritorno del trio, che con lo sguardo volto al passato ha reso moderna la propria commedia.

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