Cinema e Serie TV

Outcast – Il male si annida nella quotidianità

Nel corso degli ultimi anni l'autore indipendente che si è contraddistinto di più in America sia nei fumetti che in TV è sicuramente Robert Kirkman. Facile accostarlo a The Walking Dead, la sua opera principale ancora in corso, ma questo poliedrico autore ha trovato il tempo per sceneggiare altre opere fumettistiche, che godono quasi tutte di un buon successo editoriale. Grazie alla fama ottenuta dalla serie zombie, nel 2014 ha convinto il network Cinemax a comprare i diritti per Outcast, un suo fumetto horror che ha come tema principale le possessioni demoniache.

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Oggi, con appena 18 capitoli realizzati, comincia la serializzazione televisiva del progetto, affiancata da una campagna marketing più massiccia del solito, considerando che si tratta di una nuova serie. Il tour promozionale ha persino toccato l'Italia durante il Comicon di Napoli lo scorso aprile, con numerose anteprime e la presenza di gran parte del cast. Sarà valsa la pena? Per ora direi di sì.

Kyle Barnes (Patrick Fugit) ha vissuto una vita difficile: un'infanzia traumatica e un matrimonio fallito lo hanno portato a vivere da reietto nella sua villa in campagna; sullo sfondo una piccola città, i cui abitanti amano sparlare di lui. Un giorno, attratto da un caso di esorcismo locale, scopre che sin da bambino un'entità soprannaturale lo ha preso di mira, causandogli tutte le sciagure e disgrazie di cui si incolpa. Motivato più che mai, Kyle decide di allearsi con l'eccentrico parroco della città per sconfiggere la forza maligna che lo ha tormentato e che ora sta allungando le mani sull'intera comunità.

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Il pensiero corre subito a L'esorcista, il capolavoro di William Friedkin che ancora oggi viene saccheggiato dalla industria horror, producendo una quantità enorme di copie quasi sempre di bassa qualità. Il suo punto di forza era e rimane la grandissima atmosfera che nessuno è riuscito a replicare, nonché la sua vicenda autoconclusiva. Dalle dichiarazioni iniziali di Kirkman, il finale del suo Outcast è già stato concepito e su di esso convergerà tutta la narrazione, sia nel fumetto che nella serie Tv, per la prima volta curate entrambe da egli stesso.

Già nelle prime due puntate, Outcast punta molto sulla creazione dell'atmosfera tipica del genere, con una visione cupa e grigia dell'ambientazione. Anche qui, come in altri serial, le foreste dell'entroterra statunitense creano la giusta dose di misteri nascosti. Quel che riesce particolarmente bene ad Outcast sono l'intreccio e il legame che si crea tra lo spettatore e il tormentato protagonista: inizialmente può sembrare una storia di possessioni a sfondo religioso, ma le rivelazioni fatte nei due episodi fanno capire che non è direttamente il Maligno, bensì un orrore più strisciante e oscuro a colpire selettivamente le persone a cui Kyle tiene maggiormente. Il nostro atipico eroe affronta in maniera disperata la situazione, e sin da subito il sapiente uso di flashback ci avvicina al suo privato.

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L'unico elemento a mancare all'appello è la componente prettamente horror. Nonostante una buona costruzione degli ambienti, lo show non spaventa. Riesce ad intrigare e creare empatia, ma fatta eccezione per qualche jumpscare, di quello che è stato sbandierato come il cavallo di battaglia non ve n'è traccia, perlomeno non ancora.

Se volete seguire l'epopea di Kyle contro le forze del male, potete farlo sul canale FOX della rete Sky, già doppiata e reperibile ad appena un giorno di distanza dalla messa in onda sul suolo americano. Per ora la serie si candida ad essere un buon intrattenimento estivo, adatta per spianare la strada ai grandi titoli della stagione invernale.

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