Libri e Fumetti

Something is killing the children, Volume 2 e 3 recensione: il ritorno di Erica Slaughter

Eravamo rimasti appesi a un finale al cardiopalma e con cliffhanger nel primo volume di questa trilogia edita da Edizioni BD Comics e realizzata da James Tynion IV, noto agli aficionados del settore in particolare per il suo lavoro dedicato a Batman per DC Comicse Werther Dell’Edera. Torniamo dunque a fare luce su una vicenda fatta di paura e sangue, di cui avevamo vissuto le prime emozioni nel Volume 1 (uscito il 27 maggio 2020) della storia piena di esseri inquietanti e assetati di sangue in Something is killing the children, di cui ora andiamo a scoprire il prosieguo grazie all‘uscita del Volume 2 (pubblicato lo scorso dicembre 2020) e Volume 3 (in arrivo il prossimo 30 giugno) . Ci tuffiamo nuovamente nelle atmosfere dark che i due autori sopracitati conoscono bene e di cui possono vantare una notevole esperienza, riprendendo le fila del viaggio che Erica Slaughter, la protagonista della serie di fumetti, aveva cominciato e che continua ora con nuovi misteri da risolvere. Cosa succederà in questi due nuovi volumi?

something is killing the children

Something Is Killing the Children Volume 2 e 3: proseguono le indagini, ma non è la fine

Dove eravamo rimasti? Il secondo volume di Something is killing the children, sottotitolato La Casa del Massacro, si lega in maniera indissolubile e diretta agli eventi del primo episodio, una indicazione dataci non solo a livello di trama, ma anche grazie alla numerazione dei capitoli, che cominciano dal sesto, in totale continuità con la precedente narrazione. Proseguono dunque le indagini su “qualcosa che ha ucciso i bambini”, riprendendo subito i toni ruvidi e talvolta aggressivi dei personaggi, oltre alle scene a tratti splatter a volte disegnate sulle tavole. Fin da subito dunque torna in azione Erica Slaughter, la nostra “ammazzamostri”, una sorta di Buffy ammazzavampiri a distanza di tre decenni ormai, sempre in compagnia del suo polpo di pezza che porta con sé e con cui parla, nasconde segreti e poteri ben più grandi di quanto possa fare un banale peluche con tanti anni alle spalle.

something is killing the children

Continuano i due filoni di ricerca separati, da una parte quelle della giovane, dall’altra la polizia, che ancora non sa in quale direzione andare per cercare di dare una identità precisa al mostro che ha fatto strage di ragazzini nella cittadina di Archer’s Peak. Ancora una volta, gli autori riescono a far montare una tensione crescente nel lettore dalla prima all’ultima pagina, dalla quale non ci liberiamo del tutto, in quanto prosegue la narrazione anche con il terzo volume. La Casa del Massacro risulta dunque un anello di congiunzione tra il primo e il terzo episodio per prepararci a eventi ancora più importanti.

Infine, dal titolo Il gioco del nulla, abbiamo avuto anche la possibilità di leggere l’ultimo volume della “prima stagione” di questa serie action-horror, in grado di mescolare misteri alla Twin Peaks con azione e toni sovrannaturali à la Buffy e Supernaturalqui l’azione si fa sempre più concitata: si tenta di giungere a compimento di tutti gli episodi rimasti irrisolti fino a quel momento, ma senza grande successo. Per quanto si concluda nuovamente con un cliffhanger, ma raggiungendo un climax un po’ meno ansiogeno di quelli precedenti, questa prima parte di Something is killing the children lascia in sospeso diverse questioni, annunciando prima di tutto un futuro cambiamento (forse in toto e definitivo) di location della narrazione, e diverse minacce rimaste davvero

Il ritorno dell’orrore dark

Come detto poc’anzi, il fil rouge stabilito tra i volumi, non solo a livello narrativo, ma anche e soprattutto a livello grafico, viene mantenuto per tutto il corso della trilogia, come se fosse davvero un tutt’uno senza far percepire al lettore lo stacco e il passaggio da un volume all’altro. Come nel primo episodio in cui ci eravamo imbattuti, rimane dunque uno stile dettato da linee a volte grezze, in alcuni punti del racconto, per restituirci in maniera chiara e indubbia i momenti più truculenti, oltre alla paura e al dolore provati dai personaggi.

something is killing the children

Lo stile narrativo permane del tutto immutato, mantenendo la “buona abitudine” di disseminare tantissimi indizi narrativi lungo il percorso, parte dei quali fa chiaramente riferimento alla narrazione del primo volume, dunque rendendo più difficile la comprensione a gran parte dei lettori che hanno perso questo capitolo, ma che consigliamo vivamente di recuperare. Rimane inoltre l’alternanza di dimensioni temporali tra presente e passato, sottolineando quest’ultimo grazie alla consueta cornice scura per evidenziare maggiormente la cupezza del momento narrato. Altro elemento invariato è la presenza delle cover gallery finali, un contenuto “extra” rispetto alla narrazione davvero molto gradito e in grado di attribuire un quid in più a ogni singolo volume.

Permane inoltre l’accuratezza nei dettagli narrativi, in grado di restituirci una trama ricca di emozioni violente, suspense e atmosfere a metà tra thriller e fantasy dark. Ancora una volta, Something is killing the children riesce a rendere la lettura davvero piacevole deliziare la nostra vista, sia grazie alla sua capacità di rifarci gli occhi con tavole dalla qualità patinata, sia creando un elevato tasso di tensione e attesa nei lettori. Non cambia dunque il tone-of-voice della storia, sempre brutalmente affascinante, scritta e disegnata da penne e menti che riescono a dimostrare ancora una volta la loro cifra stilistica.

something is killing the children

Something is killing the children in questi due nuovi volumi conferma ancora una volta la bellezza della paura, del terrore, dello splatter che riesce a catalizzare l’attenzione del lettore e che mette di fronte ai nostri occhi le paure e le immaginazioni terrificanti più recondite dell’essere umano. Una storia che ancora non vuole mettere la parola “fine” e dare tregua e pace ai suoi protagonisti, sempre più coinvolti nelle vicende, e che ci lascia una sensazione di sed non satiata sempre più forte.

Something Is Killing the Children Volume 3


Il secondo e terzo volume de Something is killing the children si pongono come diretto e naturale prosieguo delle avventure di Erica Slaughter, senza perdere alcun colpo per proporre nuovi momenti carichi di tensione, uno stile grafico comunicativo e ancora una volta consigliati ai lettori che apprezzano i thriller e il dark fantasy.

Pro

  • racconto corposo, ricco di colpi di scena e tensione
  • ottimo collegamento narrativo e stilistico tra i volumi

Contro

  • un nuovo, "angosciante" cliffhanger finale che lascia nuovamente in sospeso il racconto