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Stillwater: La rabbia, i segreti della provincia americana

Oltre le metropoli sfavillanti, oltre i luoghi da film, l’America nasconde nel suo intimo luoghi che esulano dalla visione spesso edulcorata con cui viene presentata all’estero. Dopo averla resa la Terra Promessa per decenni, scrittori, registi e fumettisti stanno avviando un’intensa opera di demolizione della facciata di perfezione con cui siamo stati a identificare gli States, specialmente sul finire del secolo scorso. Se nel comparto cinematografico questo slancio al ritratto veritiero della società americana ha trovato corpo in opere come Elegia Americana, Nomadland o Monster, in ambito fumettistico l’America sconosciuta è divenuta perfetto teatro di storie disilluse e concrete come Torna, ma anche di dimensioni più sovrannaturali e libere come Southern Bastards o Redneck. Un’identità riservata e feroce protettrice di inconfessabili segreti che ora vede in Chip Zdarsky un nuovo cantore, che utilizza i recessi dell’anima americana per dare vita al suo Stillwater.

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Nuova proposta del catalogo Image Comics, Stillwater arriva nelle fumetterie italiane a partire dal 9 settembre, nuovamente grazie a saldaPress, casa editrice che ha fatto del presentare al pubblico nostrano storie accattivanti e fuori dal contesto più commerciale una delle proprie dinamiche editoriali. Scelta che consente non solo di godere di tesori del calibro di Undiscovered Country o Manifest Destiny, ma anche di assorbire tramite il medium fumetto una conoscenza più autentica e meno ipocrita della vera identità americana. Stillwater, sotto questo aspetto, è una gradevole riconferma di questa nuova tendenza narrativa, che a partire dai Southern Bastards di Aaron sembra avere deciso di togliere una maschera di artificiosa bellezza, per altro già sufficiente incrinata, a Miss America, lasciandone emergere senza filtri brutture e fragilità che ancora attraversano l’anima di questa nazione.

Stillwater: i segreti dell’America nascosta

Zdarsky, con il suo Stillwater, intende inserirsi in questa vena narrativa, lasciandosi sostenere da un concept che mostra una certa affinità con il mistery moderno, in cui elementi thriller e paranormali divengono colonne di storie che, pur mostrando tratti irreali, hanno un sapore fastidiosamente quotidiano. Non è un caso, quindi, che il primo numero di Stillwater sia un radicale taglio tra il lettore e l’America patinata, caratterizzata da metropoli vitale e sfavillante, una separazione netta e volutamente brutale che ci porta ad addentrarci in una realtà ignota. Poco importa se l’idea e le dinamiche di base di Stillwater non sembrano brillare per originalità, anzi in questo caso la loro sensazione di familiarità è parte integrante dell’empatia che l’autore vuole creare tra personaggi e lettori, è la sua arma più affilata per colpirci spietatamente e portarci nel suo mondo facendocelo percepire come possibile, da qualche parte, magari tra le sperdute cittadine nascoste nelle foreste degli Appalachi.

Così deve sentirsi Daniel, giovane dalla vita tutt’altro che ideale. Incapace di trovare un proprio posto nel mondo, si ritrova improvvisamente senza lavoro, quando il suo carattere fumantino lo porta ad aggredire fisicamente un collega al lavoro. Poco importa che intendesse intervenire a protezione di una collega infastidita, la sua azione lo porta a essere licenziato. Condizione che lo mette in una posizione tutt’altro che ideale, ma che viene dal suo amico Tony come un’occasione per fare festa. Facile parlare per Tony, proprietario di SpellGram, uno dei social più in voga del momento e che si offre di assumere Daniel nel suo team. Mentre i due parlano di questa eventualità, Daniel riceve da un notaio di uno sperduto paesino la notizia di avere appena ricevuto un’eredità da una lontana parente, miracoloso aiuto che richiede però al giovane di recarsi nella cittadina natale del parente defunto, Stillwater.

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Un viaggio che Daniel affronta con l’amico, arrivando nel paesino e percependo subito un’atmosfera particolare, irreale. Accolti malamente da un tutore della legge, che dimostra uno spirito d’accoglienza poco invidiabile, i due amici intendono sbrigare il più rapidamente possibile le formalità e andarsene, ma mentre sono in cerca dell’avvocato assistono a una tragedia: due ragazzini giocano pericolosamente sul bordo del tetto di un palazzo. A poco servono le urla di pericolo di Tony, la tragedia è già scritta: uno dei due ragazzi cade, andando incontro alla morte. I due forestieri accorrono inorriditi, sicuri di assistere a una scena straziante, ma incredibilmente il ragazzino riapre gli occhi.

Come è possibile?

Il pericolo dietro i segreti

Zdarsky costruisce una sequenza inziale di eventi abbastanza tradizionale, non innovativa, ma che si rivela un promettente pilastro su cui edificare una trama più profonda. L’apparente miracolo a cui assistono Daniel e Tony è l’innesco di una trama esplosiva, con cui Zdarsky si diverte a ammaliarci, accogliendoci in una cittadina che, costretta a tacere un segreto inconfessabile, è pronta a tutto pur di preservarlo. L’idea alla base di Stillwater non è tanto l’aspetto paranormale, ma l’impatto che questo ha avuto sulla crescita sociale della cittadina. Il paese creato da Zdarsky ha un’eco di Twin Peaks, quel sentore di mistero serpeggiante e precluso agli estranei, che con l’arrivo di Daniel viene stravolto ed esasperato, portando una vera rivoluzione all’interno di un microcosmo sociale radicato sulle proprie convinzioni e animata da una tradizione quasi religiosa. Una condizione che viene perfettamente interpretata dalle figure simbolo di questo mondo cristallizzato nel tempo, una gerarchia che ha trovato in questo contesto anomalo una nuova possibilità di realizzarsi, trovando uno scopo che, col tempo, ha lasciato spazio alla sin troppo umana propensione al comando, alla sete di potere.

Apprezzabile anche l’ottimo lavoro di adattamento di Stefano Menchetti, che ci consegna dei dialoghi spontanei e non artificiosi, coerenti al momento e capaci di ribadire il tessuto narrativo della storia di Zdarsky. Un racconto che già nel suo titolo, Stillwater, nasconde parte della sua aura di mistero, leggibile come una contrapposizione al corretto ordine naturale (uno dei significati del termine è anche ‘acqua naturale’) o come una volontà di mantenere inalterato l’ordine sociale della cittadina (still si può intendere come immobile, fermo). Due chiavi di lettura della nuova serie di Image Comicis che potrebbero rivelarsi foriere di grandi emozioni per i prossimi capitoli, considerato che la serie è ancora attualmente in corso oltreoceano.

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Zdarsky trova una felice sinergia tra questi componenti, dando vita a uno starting point di incredibile fascino, gestito con una scansione dei tempi impeccabile, sferzando con particolare sagacia l’emotività dei lettori. Un appassionante inganno, specie nella prima parte del volume, in cui Zdarsky è aiutato da Ramòn Perez, co creatore di Stillwater e suo disegnatore. Perez non si perde in dettagli superflui, condensa il ritmo visivo in tavole che catturano lo sguardo del lettore sui giusti dettagli, con una valorizzazione del momento splendida, grazie a una gabbia libera e che sfrutta al meglio lo spazio della pagina per enfatizzare il dinamismo dei suoi disegni. Centrale per apprezzare questa sua verve artistica le tavole in cui assistiamo alla presunta tragedia, tavole prive di dialoghi ma che Perez rende vive, trasmette il senso di disperazione e sembra di sentire realmente urlare i protagonisti. Un tratto moderno, rapido e con qualche piccola imperfezione che si perdona volentieri all’interno di una grammatica visiva convincente e mai banale. Da lodare anche la colorazione di Mike Spicer, che sorprende in alcuni frangenti con giochi cromatici sottili e appassionanti.

saldaPress avvia la pubblicazione di Stillwater con un brossurato su cui campeggia una copertina inquietante, ma che manca di veicolare l’identità della creazione di Zdarsky e Perez. Nella gallery di extra sono presenti altre proposte che avrebbero conferito maggior carisma a questo volume, ma nonostante questa considerazione la casa editrice va elogiata per aver nuovamente selezionato una produzione ricca di fascino.

Stillwater: La Rabbia


Zdarsky costruisce una sequenza inziale di eventi abbastanza tradizionale, non innovativa, ma che si rivela un promettente pilastro su cui edificare una trama più profonda. L’apparente miracolo a cui assistono Daniel e Tony è l’innesco di una trama esplosiva, con cui Zdarsky si diverte a ammaliarci, accogliendoci in una cittadina che, costretta a tacere un segreto inconfessabile, è pronta a tutto pur di preservarlo. L’idea alla base di Stillwater non è tanto l’aspetto paranormale, ma l’impatto che questo ha avuto sulla crescita sociale della cittadina.

Pro

  • Storia promettente
  • Caratterizzazione dell'ambiente sociale convincente
  • Protagonista convincente

Contro

  • Incipit narrativo non particolarmente originale