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Warhammer 40000: scopriamo il 41esimo millennio di Games Workshop

Games Workshop con Warhammer 40000 ed i suoi space marine ha creato un vero e proprio universo fantascientifico che spazia da wargame, giochi in scatola e di ruolo, libri e serie TV. Scopriamoli insieme.

Un intero universo creato da Games Workshop. Immaginate un universo futuro in cui l’umanità ha conquistato le stelle, dando vita all’Imperium, al cui vertice siede una figura semidivina, l’imperatore. Difendere questo vasto dominio è una crociata per questa società futura, affidata principalmente a esseri geneticamente modificati, capaci di contrastare rivolte, demoni e alieni. Riassunto ai minimi termini, questa è l’ossatura di Warhammer 40000, ambientazione fantascientifica che ha mostrato la propria valenza con boardgame, videogames, libri e fumetti, ed ora si appresta ad estendersi anche al mondo delle serie TV con Eisenhorn.

Warhammer 40000 è una delle ambientazioni fantascientifiche più dettagliate e ricche che siano mai state concepite, capace di far appassionare milioni di fan in tutto il mondo. Il suo approdare al mondo delle serie TV è l’ennesima espansione nel mondo dell’entertainment di una realtà narrativa che si può adattare magnificamente ad ogni media. Ma tutto iniziò come un semplice gioco da tavolo.

Games Workshop: dagli albori a Warhammer 40000

Nel 1975, John Peake, Ian Livingstone e Steve Jackson fondano la Games Workshop, piccola realtà commerciale londinese che si occupa di realizzare tavole da gioco in legno per i tradizionali giochi da tavolo, come backgammon o mancala. Peake era l’artigiano del trio, Livingstone il venditore e Jackson era il contabile, oltre articolista per una rivista di settore.

La Games Workshop non voleva rimanere, però, legata alla vecchia concezione del gioco da tavolo, ma mostrava interesse per nuove realtà ludiche, come videogiochi e i nascenti giochi di ruolo. Tramite la propria rivista, Owl & Weasel, la Games Workshop entrò in contatto con Brian Blume, che era divenuto da poco socio con due giovani, Gary Gigax e Don Kaye, per la pubblicazione di un nuovo gioco da tavolo: Dungeon & Dragons.

Games Workshop divenne distributrice esclusiva di Dungeon & Dragons per l’Inghilterra, mettendo un primo tassello del suo futuro successo. Tra il 1975 e il 1977, la ditta dovette far fronte ad una piccola crisi economica e all’abbandono di John Peake, che non condivideva la direzione presa dalla società, sempre più intenzionata a diventare distributrice ed editrice di giochi da tavolo. Ma Livingstone e Peake non si arresero e decisero di continuare a credere in questa realtà.

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Tappe fondamentali di questo percorso furono la nascita nel 1977 della rivista White Dwarf, che sostituì Owl & Weasel, l’apertura del primo negozio a Hammersmith (1978) e la collaborazione iniziata nel 1979 con la Citadel Miniatures, per la creazione di due linee di miniature per i titoli del proprio catalogo.

Dopo esser divenuta un importatore di titoli d’oltreoceano, Games Workshop decise di iniziare a produrre propri titoli. Fu così che nel 1983 venne pubblicata la prima edizione del wargame fantasy tridimensionale Warhammer Fantasy Battle. Come lascia intendere il nome, si tratta di un antenato di Warhammer 40000.

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Warhammer Fantasy Battle divenne un successo tale da divenire il cuore della Games Workshop, che iniziò a valutare di dedicarsi con sempre maggior attenzione alle proprie creazioni. Nel 1987, forte di questa convinzione, Games Workshop lanciò una versione fantascientifica di Warhammer Fantasy Battles, Warhammer 40000, che portava le razze tipiche del contesto fantasy della sua celebre ambientazione in un futuro remoto.

Warhammer 40000: da Rogue Trader al Dark Millennium

La prima edizione di Warhammer 40000 fu Rogue Trader, le cui regole base vennero create da Rick Priestley. La storia ruotava attorno ai Rogue Traders, un misto di esploratori, delegati commerciali ed avventurieri che nel futuro del 41esimo millennio esplorano gli spazi siderali in cerca di nuovi mondi da annettere all’Imperium.

Questa prima edizione di Warhammer 40000 si focalizzava su piccoli scontri tra squadre relativamente compatte. Alcuni elementi del lavoro di Priestley erano una derivazione del set di regole di Laserburn della Tabletop Games, ma il successo negli anni di Warhammer 40000 ha portato ad associare nomi come requiem e dreadnought armor automaticamente al prodotto di Games Workshop.

Nelle successive release di Warhammer 40000 vennero introdotti Orki, Eldar Oscuri, si decise anche di inserire nuovi set di regole e di dare una maggior importanza al ruolo degli eserciti, rendendo le battaglie più popolate. L’evoluzione del sistema di gioco è merito di Andy Chambers, che a partire dalla seconda edizione (1993) si occupò di dare una svolta al titolo portandolo versa una dimensione più ampia in materia di combattimenti e truppe in campo.

Warhammer 40000 e StarQuest

Nel 1990, l’ambientazione di Warhammer 40000 trova una sua incarnazione come gioco da tavolo grazie ad una collaborazione con la Milton Bradley Company (nota in Italia come MB Giochi). In precedenza, una simile collaborazione aveva portato alla creazione di HeroQuest, ispirato a Warhammer Fantasy Battles.

In StarQuest, vengono coinvolti da due a quattro persone, con un giocatore obbligato a rivestire il ruolo dell’alieno. Questi sarà incaricato di muovere ogni alieno presente sul terreno di gioco, una compagine che comprende gran parte delle razze xeno di Warhammer 40000. Gli altri giocatori rivestono il ruolo di altrettante squadre di Space Marine, intente a liberare uno scafo di astronave invaso da forze aliene.

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StarQuest prevede scontri ravvicinati o a distanza, in base al tipo di armamento in dotazione a ciascun elemento della squadra. Le armi da corpo a corpo consentono maggior libertà di movimento, ma sono meno efficaci, mentre armi come cannone d’assalto, fucile laser o fucile al plasma offrono colpi a distanza ma riducono il movimento delle truppe.

La dinamica di StarQuest prevedeva di creare strategie di attacco complesse, con il fine ultimo di cercare linee di tiro pulite per le armi a distanza, sfruttando corridoi o porte aperte. Lo scopo principale era accumulare quanti più punti possibili, un obiettivo possibile anche sacrificando proprie unità in funzione di un maggior punteggio e attaccando anche le altre squadre umane, oltre al nemico alieno, abbandonando iniziali alleanze volte all’eliminazione della minaccia aliena.

StarQuest si arricchì con due espansioni, L’attacco degli Eldar e Missione Dreadnought: Assalto a Blud VI, che introducevano nuovi elementi presi direttamente dal continuo sviluppo dell’ambientazione di Warhammer 40000.

Warhammer 40000: vivere nel 41esimo millennio

L’ambientazione di Warhammer 40000 si è sviluppato a partire dal primo rilascio del titolo nel 1987, anche attraverso l’utilizzo di diversi media, specialmente libri editi da una sezione apposita di Games Workshop, la Black Library.

Nel 41esimo millennio, come dice il motto di Warhammer 40000, c’è solo guerra.

L’Imperium dell’umanità espande il proprio dominio su gran parte della galassia, in costante lotta con altre razze che popolano l’universo. L’Imperium è una società profondamente oppressiva, governata con pugno di ferro da una burocrazia che sfrutta l’ascendente divino dell’Imperatore, essere superumano che da secoli viene tenuto in vita tramite un dispositivo chiamata Trono Dorato. I cittadini dell’impero sono costantemente controllati e vivono in una costante dottrina di senso del dovere verso l’Imperium e di semi-povertà, in contrasto con una ristretta cerchia di nobili e potenti che governano interi mondi.

Di base, la società imperiale è profondamente razzista, con un’avversione totale verso altre culture aliene (come Eldar o Tau), imponendo una continua vigilanza per evitare contaminazioni con altre razze. Questa ostilità è più forte nei mondi centrali, mentre nei sistemi periferici dello spazio umano non è raro che vengano intessuti rapporti, commerciali o di altro tipo, con razze differenti. Il razzismo dell’Imperium si estende anche ad alcuni componenti della stessa società umana.

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Durante l’epoca dell’Espansione, ossia la conquista umana dello spazio da parte dell’umanità, alcune enclavi umane si svilupparono su pianeti che costrinsero la fisiologia umana ad adattarsi. Ebbero origine delle evoluzioni che portarono alla nascita di ceppi di umanità caratterizzati da diverse attitudini fisiche, come i giganteschi Ogryn o i Ratling, considerati Abumani e visti come razze inferiori rispetto al puro ceppo genetico umano.

A questo, va unito il forte senso del Culto Imperiale come mezzo di controllo delle masse. Non adempiere al culto è considerato un reato capitale, spesso identificato con la venerazione delle divinità dei Poteri Perniciosi ( o Chaos), nemici giurati dell’Imperatore e incarnazione delle forza primigenie della creazione.

L’aspetto architettonico preponderante della società futura di Warhammer 40000 è un ritorno al gotico. Per trasmettere il senso di oppressione, vengono idealizzati edifici che uniscano l’aspetto di venerazione al culto imperiale, incarnato da una spinta architettonica verso l’alto, all’idea di forza e costante presenza dell’Imperium, tradotto in una dimensione massiccia e scarsamente illuminata degli edifici stessi.

Unita a questa sorta di teocrazia è il difficile rapporto con la tecnologia. In seguito a secoli di battaglie e grandi cataclismi, gran parte delle conoscenze scientifiche e tecnologiche dell’umanità sono andate perdute, rendendo scienza e tecnologia delle discipline simile ad una fede. Tutte le strumentazioni e i dispositivi imperiali sono mantenuti in costante funzionamento dall’Adeptus Mechanicus, una vera e propria setta dedita al culto del Dio-Macchina (l’Omnissiah), che dal suo centro di Marte preserva la scarsa tecnologia a disposizione dell’Imperium e studia per recuperare preziose conoscenze perdute nel tempo.

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Simbolo stesso di Warhammer 40000 sono gli Adeptus Astartes, familiarmente chiamati Space Marines. Transumani potenziati geneticamente e cyberneticamente, questi soldati combattono le battaglie dell’Imperium per tutto l’universo, protetti dalle loro armature potenziate. Divisi in Capitoli, sono le forze armate più potenti dell’Imperium, utilizzati negli scontri più duri e messi in campo contro i nemici più forti dell’umanità.

Oltre agli Space Marine, l’Imperium conta anche su altre forze come la Guardia Imperiale (Astra Militarum), la Flotta Imperiale, la temuta Inquisizione, e l’Adeptus Mechanicus, formalmente parte dell’Imperium ma con una certa indipendenza rispetto al Trono Dorato.

Ad attendere l’umanità nello spazio ci sono altre razze, con cui l’Imperium si scontra continuamente per il dominio dell’universo. Per muoversi nello spazio, le astronavi imperiali utilizzano l’Immaterium, o Warp, una dimensione oscura che annulla le leggi di spazio e tempo, in cui vivono divinità antiche, gli Dei del Chaos, ed altre pericolose minacce. Viaggiare in questa dimensione è possibile solo grazie a un dispositivo noto come Campo di Geller, uno scudo che protegge le astronavi durante il transito nell’Immaterium.

Oltre alle forze del Chaos, spesso composte da umani traditori, gli Space Marines e le altre forze dell’Imperium combattono con

  • Orki: chiamate anche ‘pelleverde’ sono una razza aliena ibrido vetegale-fungina, composta da diverse sottospecie, che si sposta nella galassia razziando altre civiltà e riciclando le tecnologie altrui per asservire i propri fini. Tribale, viene guidata da individui che mostrano particolari doti da guerriero, leader carismatici capaci di evocare una Waaagh, una vera e propria crociata che unisce immense schiere di pelleverde contro un unico nemico
  • Tau: razza aliena tecnologicamente avanzata, con una piccola fetta di società che ancora mantiene delle tradizioni primitive e più vicine alla natura. Sono spinti alla conquista per assimilazione culturale, cercando di convertire altre razze al Bene Superiore, con l’obiettivo di creare una società multi-razziale ma non esattamente egalitaria
  • Eldar: sono la più antica razza dell’universo, un tempo potente e dominatrice della galassia. Dopo secoli di indiscussa superiorità, sono ora in declino a causa della loro cultura dissoluta e edonista , vivono lontano dalle altre razze in immensi mondi viaggianti, gli Arcamondi. Non hanno perso la loro boria, considerano ogni altra specie inferiore
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  • Eldar Oscuri: sono la parte più ferina e perversa della società Eldar. Avvicinatisi al culto dei Poteri Perniciosi, questi Eldar sono costretti a procurare dolore e sofferenze ad altre razze, come conseguenza di un patto con il dio Slaneesh, la cui inadempienza porterebbe alla perdita della loro anima. Sono predoni e schiavisti.
  • Tiranidi: una razza aliena animalesca e governata da una menta alveare. Si muove per lo spazio consumando ogni forma di vita, assimilandone pecualiarità da integrare nella propria specie. Capace di adattarsi ad ogni ambiente, è una dei nemici più letali dell’Imperium
  • Necron: specie aliene composta da esseri meccanici, che in tempi antichi rinunciare al proprio corpo fisico preferendo corpi metallici. Dominavano interi sistemi prima di entrare in un sonno profondo, da cui riemergono saltuariamente per tornare a conquistare la galassia. Detentori di antiche conoscenze e tecnologie perdute, sono spesso prede della curiosità dell’Adeptus Mechanicus

Warhammer 40000: letteratura

La fonte principale di conoscenza dell’universo di Warhammer 40000 sono stati per anni i Codex, definizione con cui erano presentati ai giocatori i manuali e le relative espansioni uscite per il gioco di miniature. Quando venne creata la Black Library, sotto la guida iniziale di William King, Games Workshop diede vita ad un comparto editoriale che sviluppasse le proprie ambientazioni.

Warhammer 40000 ha così visto crescere la propria caratura. Sono state create intere serie dedicate ai Capitoli degli Space Marine, antologie di racconti ed una saga che conta oggi quasi cinquanta libri: The Horus Heresy. Questa serie racconta gli eventi occorsi nel 31esimo millennio, quando l’Imperium affrontò l’Eresia di Horus, una ribellione che portò alla fine del sogno utopico dell’Imperatore, portano alla nascita dell’attuale equilibrio sociale dell’Imperium. Per un appassionato di Warhammer 40000, questa saga è il punto di partenza ideale per approfondire la propria conoscenza del 41esimo millennio.

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Oltre ai volumi dedicati agli Space Marines, la Black Library dedica pubblicazioni anche ad altri aspetti dell’universo futuro di Warhammer 40000. Autori apprezzati come Dan Abnett hanno dato vita a serie come Eisenhorn, dedicata ad un adamantino Inquisitore e presto serie televisiva, o Gaunt’s Ghost, che narra le imprese di un reparto della Guardia Imperiale.

Non mancano pubblicazioni dedicate al Mechanicus o ai nemici dell’Imperium. Alcune di questi volumi sono stati anche tradotti in italiano, come la trilogia ispirata al videogioco Dawn of War scritta da C.S. Goto.

Warhammer 40000 ha anche dato vita a numerosi fumetti, con protagonisti sia gli imprescindibili Space Marines che altri elementi di questo complesso mondo. Panini Comics sta pubblicando sul mercato italiano il catalogo di Titan Comics dedicato alle avventure degli Space Marines.

Warhammer 40000: videogiochi

Sin dagli albori, Games Workshop aveva rilevato nel nascente mercato dei videogiochi un territorio inesplorato che avrebbe potuto portare non poche soddisfazioni al brand. Con la tecnologica del mondo dei pixels in costante evoluzione, si arrivò intorno ai primi anni ’90 al momento in cui Games Workshop decise di mettere le proprietà intellettuali del marchio a disposizione del mondo dei videogiochi.

In questi anni furono molti i titoli ispirati a Warhammer 40000. Dal primo Space Crusade di Gremlins Interactive, versione videoludica di SpaceQuest, a Space Hulk, l’universo del 41esimo millennio è stato un’ambientazione ideale per diverse tipologie di videogiochi, dagli sparatutto sino agli strategici, sia a turni che in tempo reale.

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Particolarmente riusciti sono stati i primi due capitoli della saga videoludica di Warhammer 40000: Dawn Of War, strategici in tempo reale, realizzati da THQ e Relic. Con protagonista il capitolo dei Corvi Sanguinari, Dawn of War ha mostrato il bello delle battaglie campali di Warhammer 40000, unito ad una trama degna del fascino di questo universo fantascientifico.

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Con Warhammer 40000: Space Marines, sempre dell’accoppiata Relic-THQ, vestiamo direttamente l’armatura potenziata del Capitano Titus, del Capitolo degli Ultramarines, impegnato nella difesa di un imponente Warlod, un robot da battaglia, durante l’invasione del pianeta Ajakis. Sviluppato come uno sparatutto in terza persona, Warhammer 40000: Space Marines aveva anche un comparto multiplayer, che consentiva di affrontare nemici umani in arene che riproducevano il mondo di Warhammer 40000.

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Con Warhammer 40000: Mechanicus vestiamo invece il saio di un tecno-prete del Mechanicus, durante una missione esplorativa di un pianeta infestato dai Necron. Sviluppato da Bulwark Studios, Mechanicus è uno strategico a turni con elementi da RPG, tramite cui potenziare i nostri tecnopreti per renderli sempre più letali

Al centro della serie di Battlefleet Gothic Armada è invece la Flotta Imperiale. Tindalos Interactive crea un’ottima interpretazione del boardgame omonimo, creando un videogioco in cui flotte immense si scontrano, generando un universo in cui ogni battaglia

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Per presentare al mondo dei videogiocatori l’Inquisizione, NeoCore Games ha realizzato Warhammer 40000: Inquisitor-Martyr, titolo GDR basato sulla figura di un Inquisitore. Dinamico, con la possibilità di missioni in cooperativa e un buona gestione di eventi che mantengono alto l’interesse per il titolo.

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Se volete iniziare a conoscere il bellicoso universo di Warhammer 40000 potete cominciare leggendo Dawn of War: Alba di guerra.