Il mercato delle memorie RAM potrebbe vivere uno scossone senza precedenti nei prossimi mesi. Secondo indiscrezioni che circolano nell'industria, ASUS starebbe valutando seriamente l'ipotesi di entrare direttamente nella produzione di moduli DRAM, con un possibile lancio già nel secondo trimestre del 2026. La mossa, che rappresenterebbe una svolta radicale per un'azienda finora concentrata sull'assemblaggio di prodotti finiti, sarebbe una risposta diretta alle crescenti tensioni sui prezzi delle memorie e alle persistenti difficoltà nella catena di fornitura che stanno mettendo sotto pressione l'intera industria dei PC e dei server.
Il colosso taiwanese avrebbe fissato una deadline precisa: fine del secondo trimestre 2026 per avviare le proprie linee di produzione dedicate, qualora il mercato della DRAM non tornasse a condizioni di normalità nei prezzi e nella disponibilità. Una tempistica estremamente ambiziosa che solleva più interrogativi che certezze, considerando la complessità tecnologica e gli investimenti miliardari necessari per entrare in un settore dominato da un oligopolio consolidato.
L'aspetto più problematico di questa strategia riguarda proprio la realizzazione pratica. ASUS non dispone attualmente di fabbriche per la produzione di chip DRAM, né della tecnologia proprietaria per fabbricarli. In un settore dove Samsung, SK Hynix e Micron controllano oltre il 95% della produzione globale, ottenere accesso a capacità produttive significative appare difficilmente realizzabile nel breve termine. Questi giganti hanno infatti ridotto volontariamente la produzione per sostenere i prezzi, rendendo improbabile che cedano quote di mercato a un nuovo concorrente.
L'ipotesi più plausibile porta lo sguardo verso est. ASUS potrebbe infatti rivolgersi a produttori cinesi emergenti in cerca di sbocchi commerciali per aggirare le restrizioni occidentali. Il nome che circola con insistenza è quello di CXMT (Changxin Memory Technologies), azienda che ha recentemente presentato moduli DDR5 ad alte prestazioni conformi agli standard JEDEC. La Cina ha già dimostrato di saper scalare rapidamente la produzione di memoria DDR4 quando i grandi produttori hanno abbandonato quel segmento per concentrarsi sul più redditizio DDR5.
Restano però aperti interrogativi cruciali sulla capacità produttiva effettiva di CXMT. Mentre la competenza tecnica nella fabbricazione di chip DDR5 sembra acquisita, la possibilità di fornire volumi sufficienti a soddisfare le esigenze di un colosso come ASUS per notebook, schede madri, PC completi e server rimane tutta da verificare. La transizione verso standard più avanzati richiede investimenti massicci in litografia e attrezzature specializzate, dove la Cina sta ancora colmando il gap tecnologico con i leader di settore.
C'è poi da considerare l'aspetto strategico dell'operazione. ASUS consuma enormi quantità di memoria per la sua vasta gamma di prodotti, dalle schede madri ROG alle workstation, dai laptop gaming ai server enterprise. Avere una fonte di approvvigionamento indipendente potrebbe rappresentare un vantaggio competitivo significativo in un mercato dove i prezzi della DRAM hanno subito oscillazioni del 50-70% negli ultimi anni, erodendo i margini dei produttori di sistemi completi.
Non si può però escludere che dietro questa indiscrezione si celi una mossa di pressione negoziale. Annunciare pubblicamente l'intenzione di entrare nella produzione potrebbe essere una leva per ottenere condizioni più favorevoli dai fornitori attuali, storicamente poco inclini a cedere su prezzi e priorità nelle allocazioni. Il timing dell'annuncio, in piena fase di tensione sui prezzi della DRAM, rafforza questa ipotesi.
L'industria osserva con attenzione questa possibile evoluzione. Se ASUS dovesse concretizzare il progetto, potrebbe aprire la strada ad altri grandi assemblatori tentati di verticalizzare la produzione per sottrarsi al controllo dell'oligopolio della memoria. Una dinamica che ricorda quanto accaduto con i processori custom, dove Amazon, Google e Microsoft hanno sviluppato chip proprietari per ridurre la dipendenza da Intel e AMD. Il mercato delle memorie, con la progressiva saturazione della transizione DDR5 e la distante prospettiva del DDR6, potrebbe essere maturo per una simile disruzione.